Come imparare da una delusione?

Gentili dottori,
vorrei chiedere un consulto su una frequentazione che ho avuto e che mi ha lasciato una ferita abbastanza profonda.
Io di base non mi lascio andare nelle relazioni, sono una persona che sta bene da sola e che molto difficilmente si trova bene con un uomo.
Succede che sono in Spagna per un lungo viaggio, conosco questo ragazzo (lui azero) che mi cerca inizialmente con messaggi sporadici per circa 2 mesi.
A me lui non interessava inizialmente, poi inizio a trovarlo interessante e iniziamo ad uscire.
Mi è apparso fin da subito interessato ed intenzionato: mi cercava, mi corteggiava e non si fermava all'intimità.
Sono stata in Italia per un mese e lui continuava a chiedermi di tornare.
Torno, sono a casa sua per alcune settimane prima di riprendere a viaggiare.
In tutto ciò riesco a superare molte barriere che ho sempre trovato con altri ragazzi: l'idea di avere qualcuno nella mia vita e la percezione di aver trovato una persona che realmente mi piacesse e mi completasse, non noiosa, ma interessante e d'ispirazione.
L'ultima sera scopro per sua ammissione che c'è un'altra donna nella sua vita.
Nulla di serio da ciò che mi racconta, si vedono 2/3 volte l'anno in giro e puntualmente chiude con lei ogni volta che inizia una relazione.
Ora noi non abbiamo mai definito nulla perché la frequentazione effettiva è durata 3 mesi e stavamo semplicemente vivendo per vedere come andasse.
Però a me questa omissione è sembrata una mancanza di rispetto.
Gliel'ho fatto presente e lui si è giustificato dicendo che non eravamo in una relazione, che non vuole impegnarsi ed ha anche sminuito tutto ciò che ha fatto dicendo che è iniziato per caso, solo per sesso e per passare del tempo insieme.
Io però ricordo le sue parole, il modo in cui mi guardava, il suo interesse nel sapere di me.
Mi chiedo ho davvero vissuto un'allucinazione e visto segnali che non esistevano?
Oppure è lui che per non impegnarsi, si è tirato indietro così.
Ed in ogni caso, perché fa così male?
Su cosa dovrei lavorare per poter imparare da questa delusione?
Mi scuso per essermi dilungata e ringrazio voi per la disponibilità e il vostro lavoro.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5.1k 208
Gentile utente,
molti interrogativi dolorosi delle persone che ci consultano, nei nostri studi e sulle piattaforme online, scaturiscono dal fatto che viviamo in una società liquida, come il sociologo Bauman ha definito il nostro mondo globalizzato, dove si sono perduti i parametri e i punti di riferimento, il che crea notevoli difficoltà nella comprensione tra individui.
In una società così fatta rimangono attivi gli elementi di base: l'individualismo, l'istinto sessuale, il bisogno di sentirsi protetti, riconosciuti e amati; ma si sono persi i codici comunicativi e i valori costruiti e ratificati nei decenni da una determinata società.
Al posto della comunicazione reale condivisa e compresa nasce il sogno individuale, il desiderio del singolo che interpreta la realtà secondo schemi assolutamente soggettivi.
Il suo caso è emblematico. Lei si è sentita ferita e vorrebbe trarre da questa ferita, giustamente, un insegnamento, il che tra l'altro equivale a dare un senso a quello che ha vissuto.
Proviamo ad analizzare le tappe della sua vicenda, che lei chiama "frequentazione", come oggi si indica non un'amicizia ma nemmeno una storia d'amore, bensì un incontro tra due persone che stanno "semplicemente vivendo per vedere come andasse", a quanto scrive.
Nessuna etichetta, nessun patto, nessun progetto.
Tipico della società liquida è questo non indicare né obiettivi né confini, e aspettarsi tuttavia che le cose, pur non chiarite e non indirizzate dalla nostra volontà, prendano tuttavia la direzione di un nostro nebuloso desiderio.
Durante un lungo viaggio all'estero (per studio? lavoro? vacanza? Anche questo sarebbe utile chiarire) lei conosce un uomo che viene da un paese lontano.
Quest'uomo la contatta senza eccessiva determinazione per due mesi. Lei non può sapere se lanciasse segnali analoghi di interesse ad un'altra o anche a molte altre.
Dopo due mesi d'indifferenza, comunque, le cose cambiano. Scrive: "A me lui non interessava inizialmente" e nel rigo successivo: "Mi è apparso fin da subito interessato ed intenzionato: mi cercava, mi corteggiava e non si fermava all'intimità".
Si ha l'impressione, gentile utente, che l'interesse di lui abbia innescato l'interesse di lei, come spesso avviene oggi, dove sembriamo incapaci di un sentimento genuino e senza contraccambio.
Bisogna anche vedere cosa lei ha interpretato come interesse, intenzione, corteggiamento e così via. Due persone che non si conoscono, due mondi distanti, una terra di mezzo che non è il paese di nessuno dei due...
In questo eden sospeso quest'uomo le riserva attenzioni, gesti, sguardi che riscaldano il cuore. Tuttavia non le propone una vicinanza esclusiva, un progetto, una dichiarazione d'amore. Lei, altrettanto indifferente verso questa relazione, riparte per l'Italia.
Lui la invita a tornare, la ospita e state bene insieme, al punto che lei sperimenta ciò che connota una relazione felice: "la percezione di aver trovato una persona che realmente mi piacesse e mi completasse, non noiosa, ma interessante e d'ispirazione".
Nemmeno a questo punto parlate di progetti o dichiarate l'uno all'altro che è nato un sentimento su cui costruire qualcosa.
Per la verità è lui che manifesta quella volontà di auto-svelamento la quale in genere accompagna la nascita dell'amore: le dice (forse interrogato?) che ogni tanto, quando è senza partner, si vede con una certa donna.
Lei ne fa una tragedia. Considera questa situazione ovvia e prevedibile come una specie di tradimento: "a me questa omissione è sembrata una mancanza di rispetto".
Giustamente lui le fa notare che eravate entrambi liberi, non legati da nessun patto, e anzi puntualizza che la situazione tra voi è ancora fluida, ancora inconsistente: "ha anche sminuito tutto ciò che ha fatto dicendo che è iniziato per caso, solo per sesso e per passare del tempo insieme".
Lo ha detto per sincerità? Per orgoglio ferito, perché era stato attaccato mentre voleva essere sincero? Oppure (terza ipotesi, la sua): "è lui che per non impegnarsi, si è tirato indietro così"?
In ogni caso, si avverte una profonda incomprensione reciproca e un'incapacità di vivere i propri sentimenti.
Lei chiede: "ho davvero vissuto un'allucinazione e visto segnali che non esistevano?"
E' di rilievo il fatto che lo chieda a noi anziché a lui, mi pare.
Da questa vicenda, tutta costruita -a quanto si può capire da lontano- senza una sincera comunicazione di sentimenti, intenzioni, progetti, consegue la sua intensa sofferenza.
Immagino sia finita, senza mai esservi parlati davvero.
Forse l'insegnamento che ne può trarre è quello di guardare profondamente in sé stessa, ascoltare l'altro oltre le parole, e soprattutto trovare il coraggio di vivere con forza i suoi sentimenti.
Auguri.

Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com

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Gentile Dottoressa,
la ringrazio per la sua attenta e dettagliata analisi. Consapevole della complessità dello svolgimento della vicenda, vorrei chiarire due punti. Sì, la conoscenza si è conclusa senza un chiarimento, o meglio il chiarimento c'è stato ma ero sola a voler capire. Le sue uniche risposte sono state :"Non so cosa dirti/risponderti". Inoltre, anche di fronte alla verità e alla mia richiesta di definire le cose, lui non si è detto pronto a chiudere con l'altra persona ed investire realmente su di noi, nonostante ci tenesse a me (parole sue).

Forse l'insegnamento più grande per me risiede all'inizio della sua risposta: non è detto che ciò che per me ha un certo valore lo abbia anche per gli altri. Quindi, nel dubbio, meglio chiarire le cose fin da subito.

La ringrazio nuovamente.

Un cordiale saluto
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