Terremoto emotivo ed esistenziale
Buongiorno,
ho 46 anni, sono sposato e padre di due bambini.
Io e mia moglie ci conosciamo dall'età di 18 anni, abbiamo finito le superiori insieme, fatto l'università insieme (facoltà diverse ma nella stessa città e vicine) e da vent'anni viviamo insieme.
Lei è indiscutibilmente l'amore della mia vita, condividiamo valori e passioni e siamo praticamente cresciuti insieme adattandosi l'uno all'altra.
Ovviamente ci sono stati alti e bassi, a volte non mi sento compreso, non parliamo spesso di come ci sentiamo, dei nostri stati emotivi e questo ogni tanto lo avverto come una mancanza.
Ma queste crisi sono sempre rientrate, in modo singolare tra l'altro.
Di punto in bianco semplicemente non avverto più il disagio, tanto che arrivo a stupirmi di come possa essermi irritato tanto per stati d'animo che poi all'improvviso si dissolvono come nebbia al mattino.
Ho sempre attribuito questa cosa a una piccola fase down, una volta un inverno troppo piovoso, la routine che schiaccia tutto etc. A ottobre per puro caso inizio a lavorare con una persona di un'altra azienda, anche lei sposata con tre figli.
Una battuta, un caffè e nel giro di pochissimo scivoliamo verso un rapporto che va oltre l'amicizia, ci scriviamo moltissimo e con lei sento di poter essere la versione più sincera di me stesso.
I sentimenti sono forti e ricambiati.
Non succede nulla di fisico, solo in momento molto particolare ci abbracciamo a lungo senza fare altro.
Io ho mille dubbi e il desiderio di andare oltre, lei invece frena dilaniata dai sensi di colpa.
Decidiamo di non sentirci più, più che altro sono io che chiudo tutto, messaggi, social etc. Quella situazione vorrei ma non posso creava solo un mare di sofferenza.
Adesso non ci sentiamo da più di un mese e sono nel mezzo di una vera e propria crisi depressiva, ci penso tutti i giorni, ho crisi di pianto, ogni santo giorno combatto con la tentazione di cercarla, mi sembra di vivere dietro un vetro opaco.
Lo so che le pene d'amore passano con il tempo, che lei è un'idealizzazione della mia testa, che vedo solo qualità (spesso solo immaginate) e nessun difetto etc. Ma la domanda è un'altra.
Com'è possibile che dopo anni dedicati alla famiglia non per dovere ma per piacere -in casa sono sempre stato bene, il sesso con mia moglie è frequente e soddisfacente, sembra non mancarmi nulla-beh, com'è possibile che dal nulla arrivi questa persona e porti tutto questo scompiglio?
La voglia di provare ancora certe emozioni?
Il tempo che fugge?
Certo, ci ho pensato, ma negli anni me ne sono capitate di occasioni, ma mi sono sempre detto "Ho una bella famiglia, amo mia moglie, non mi manca nulla, perché incasinarmi la vita?" .
Cosa diamine può essere cambiato in pochi mesi?
Oltretutto con una persona con la quale ho pochissime cose in comune, al netto delle reciproche famiglie faccio anche fatica ad immaginare una vita insieme, per millemila motivi e tutti ragionevolmente validi.
Questa cosa mi manda fuori di testa, letteralmente fuori di testa.
ho 46 anni, sono sposato e padre di due bambini.
Io e mia moglie ci conosciamo dall'età di 18 anni, abbiamo finito le superiori insieme, fatto l'università insieme (facoltà diverse ma nella stessa città e vicine) e da vent'anni viviamo insieme.
Lei è indiscutibilmente l'amore della mia vita, condividiamo valori e passioni e siamo praticamente cresciuti insieme adattandosi l'uno all'altra.
Ovviamente ci sono stati alti e bassi, a volte non mi sento compreso, non parliamo spesso di come ci sentiamo, dei nostri stati emotivi e questo ogni tanto lo avverto come una mancanza.
Ma queste crisi sono sempre rientrate, in modo singolare tra l'altro.
Di punto in bianco semplicemente non avverto più il disagio, tanto che arrivo a stupirmi di come possa essermi irritato tanto per stati d'animo che poi all'improvviso si dissolvono come nebbia al mattino.
Ho sempre attribuito questa cosa a una piccola fase down, una volta un inverno troppo piovoso, la routine che schiaccia tutto etc. A ottobre per puro caso inizio a lavorare con una persona di un'altra azienda, anche lei sposata con tre figli.
Una battuta, un caffè e nel giro di pochissimo scivoliamo verso un rapporto che va oltre l'amicizia, ci scriviamo moltissimo e con lei sento di poter essere la versione più sincera di me stesso.
I sentimenti sono forti e ricambiati.
Non succede nulla di fisico, solo in momento molto particolare ci abbracciamo a lungo senza fare altro.
Io ho mille dubbi e il desiderio di andare oltre, lei invece frena dilaniata dai sensi di colpa.
Decidiamo di non sentirci più, più che altro sono io che chiudo tutto, messaggi, social etc. Quella situazione vorrei ma non posso creava solo un mare di sofferenza.
Adesso non ci sentiamo da più di un mese e sono nel mezzo di una vera e propria crisi depressiva, ci penso tutti i giorni, ho crisi di pianto, ogni santo giorno combatto con la tentazione di cercarla, mi sembra di vivere dietro un vetro opaco.
Lo so che le pene d'amore passano con il tempo, che lei è un'idealizzazione della mia testa, che vedo solo qualità (spesso solo immaginate) e nessun difetto etc. Ma la domanda è un'altra.
Com'è possibile che dopo anni dedicati alla famiglia non per dovere ma per piacere -in casa sono sempre stato bene, il sesso con mia moglie è frequente e soddisfacente, sembra non mancarmi nulla-beh, com'è possibile che dal nulla arrivi questa persona e porti tutto questo scompiglio?
La voglia di provare ancora certe emozioni?
Il tempo che fugge?
Certo, ci ho pensato, ma negli anni me ne sono capitate di occasioni, ma mi sono sempre detto "Ho una bella famiglia, amo mia moglie, non mi manca nulla, perché incasinarmi la vita?" .
Cosa diamine può essere cambiato in pochi mesi?
Oltretutto con una persona con la quale ho pochissime cose in comune, al netto delle reciproche famiglie faccio anche fatica ad immaginare una vita insieme, per millemila motivi e tutti ragionevolmente validi.
Questa cosa mi manda fuori di testa, letteralmente fuori di testa.
Gentile,
la situazione che lei sta lamentando, è molto più comune di quanto si pensa e non deve indurre in lei sensi di colpa. Soprattutto perché non vi è stato neanche un tradimento da parte sua. I pensieri in quanto tali non devono indurci in sensi di colpa futili che non fanno altro che aumentare le nostre angosce.
Lei sta insieme a sua moglie da più di vent'anni, vi conoscete da quando eravate giovanissimi, appena 18enni. In un'età dove si deve ancora scoprire il mondo e fare tantissime esperienze, vi siete fidanzati instaurando un rapporto esclusivo. Dopo tanti anni, può succedere che l'abitudine prenda il sopravvento. È fisiologico se, entrambi i partner non lavorino per mantenere quella scintilla che ha fatto scattare quel sentimento che ha portato a scegliersi in passato.
Potreste provare di ravvivare il vostro rapporto in svariati modi: una vacanza romantica, scoprire nuovi modi di seduzione da applicare a letto, iscrivervi ad un corso sfruttando le passioni in comune che avete. Le strategie per ritrovare la magia sono diverse.
In ultimo, ma di certo non per importanza, potreste considerare una terapia psicologica di coppia con un professionista che si occupa specificamente di tali problematiche. Oggi sono tanti, la scelta di sicuro non manca.
Ne parli con sua moglie e, se crede, può tornare qui per aggiornarci sulla questione.
Restiamo a sua disposizione.
Un cordiale saluto,
la situazione che lei sta lamentando, è molto più comune di quanto si pensa e non deve indurre in lei sensi di colpa. Soprattutto perché non vi è stato neanche un tradimento da parte sua. I pensieri in quanto tali non devono indurci in sensi di colpa futili che non fanno altro che aumentare le nostre angosce.
Lei sta insieme a sua moglie da più di vent'anni, vi conoscete da quando eravate giovanissimi, appena 18enni. In un'età dove si deve ancora scoprire il mondo e fare tantissime esperienze, vi siete fidanzati instaurando un rapporto esclusivo. Dopo tanti anni, può succedere che l'abitudine prenda il sopravvento. È fisiologico se, entrambi i partner non lavorino per mantenere quella scintilla che ha fatto scattare quel sentimento che ha portato a scegliersi in passato.
Potreste provare di ravvivare il vostro rapporto in svariati modi: una vacanza romantica, scoprire nuovi modi di seduzione da applicare a letto, iscrivervi ad un corso sfruttando le passioni in comune che avete. Le strategie per ritrovare la magia sono diverse.
In ultimo, ma di certo non per importanza, potreste considerare una terapia psicologica di coppia con un professionista che si occupa specificamente di tali problematiche. Oggi sono tanti, la scelta di sicuro non manca.
Ne parli con sua moglie e, se crede, può tornare qui per aggiornarci sulla questione.
Restiamo a sua disposizione.
Un cordiale saluto,
Dr. Valerio Bruno
Utente
La ringrazio molto per la risposta.
Forse non c'è stato il tradimento fisico, tutto il corollario mi pare invece non sia mancato. Quello che mi consiglia (ad esclusione della terapia di coppia) negli anni l'ho sempre messo in pratica io, piccole vacanzine di coppia, passioni comuni portate avanti, sesso fantasioso. Sempre accolte con entusiasmo ma iniziative quasi sempre unilaterali. Io sono un trascinatore di natura ma a volte fa piacere essere anche trascinati no? Ad ogni modo lo so che non esiste la bacchetta magica e che non esistono consigli preconfezionati ma mi sento in mezzo a una tempesta e molto molto solo.
Forse non c'è stato il tradimento fisico, tutto il corollario mi pare invece non sia mancato. Quello che mi consiglia (ad esclusione della terapia di coppia) negli anni l'ho sempre messo in pratica io, piccole vacanzine di coppia, passioni comuni portate avanti, sesso fantasioso. Sempre accolte con entusiasmo ma iniziative quasi sempre unilaterali. Io sono un trascinatore di natura ma a volte fa piacere essere anche trascinati no? Ad ogni modo lo so che non esiste la bacchetta magica e che non esistono consigli preconfezionati ma mi sento in mezzo a una tempesta e molto molto solo.
Gentile utente,
comprendo profondamente quello che sta vivendo.
Provo a rispondere alle sue legittime domande.
Ci sono molte frasi significative nel suo testo. Una di queste è che con lei si sente la versione più sincera di sé stesso.
Spesso siamo attratti non tanto dall'altro, ma dall'immagine di noi che ci restituisce e da quello che noi possiamo essere con lui o lei.
Nel suo caso può essere libero, non più padre, non più marito; solo un uomo, con tutti i suoi bisogni e desideri.
E anche se ama essere padre e marito, può amare quegli spazi in cui esistere solo come persona, che si sono persi nella quotidianità e nel tempo.
Allo stesso modo in questa relazione può sentirsi anche accolto e compreso nella sua interezza, senza dover negoziare, aspettare, scendere a compromessi, sopportare il dolore di quella mancanza di cui parla.
Per quanto una relazione sia stabile e soddisfacente, nelle pieghe dell'abitudine ci si può smarrire.
Si inizia a darsi per scontati, a guardarsi sempre allo stesso modo o a guardarsi meno. Si inizia ad essere sempre più genitori e sempre meno amanti. Non ci si sorprende più. Così quando arriva un altro, a volte a maggior ragione perché è diverso, porta una ventata di novità e di alterità.
E noi ci sentiamo di nuovo guardati come se fossimo i più belli, i più desiderabili al mondo.
E poi, spesso ci si lega nella stabilità e si desidera nell'incertezza.
E' un paradosso dei legami.
Provi ad accogliere questi suoi vissuti senza giudicarsi e colpevolizzarsi.
Provi ad allearsi non con la sua parte giudicante che le mostra che lei è un padre e un marito, ma con la sua parte sofferente che aveva trovato in questo legame una felicità o una libertà perduta.
Le consiglio di consultare uno psicologo ed eventualmente intraprendere un percorso psicologico individuale, per poter esplorare le sue emozioni, i suoi bisogni taciuti, negati, segreti anche a sé stesso, e comprenderli in uno spazio protetto, per poter capire anche che direzione dare alla sua vita e non esporsi nella coppia, per il momento.
Può utilizzare questa attrazione per comprendere e conoscere cosa manca a sé stesso e provare a darselo, e provare anche a rivitalizzare il rapporto con sua moglie.
Per iniziare a guardare sua moglie e vedere in lei la persona di cui un tempo si è innamorato.
Significa far dialogare il presente col passato, la realtà con l'immaginazione e far esistere ancora quella ragazza che ha conosciuto alle scuole superiori, in tutte le qualità che l'hanno colpita fino a sceglierla come moglie e madre.
Oppure può comprendere che in questo legame lei non sta più bene e anche se le fa paura guardare questa verità, ed esprimerla, perché esprimerla significa farla esistere anche fuori di sé da quel momento, sarà possibile recuperare la serenità con lei o senza di lei.
In ogni caso, al di là di questo momento, potrà ritrovarsi.
Cordiali saluti.
comprendo profondamente quello che sta vivendo.
Provo a rispondere alle sue legittime domande.
Ci sono molte frasi significative nel suo testo. Una di queste è che con lei si sente la versione più sincera di sé stesso.
Spesso siamo attratti non tanto dall'altro, ma dall'immagine di noi che ci restituisce e da quello che noi possiamo essere con lui o lei.
Nel suo caso può essere libero, non più padre, non più marito; solo un uomo, con tutti i suoi bisogni e desideri.
E anche se ama essere padre e marito, può amare quegli spazi in cui esistere solo come persona, che si sono persi nella quotidianità e nel tempo.
Allo stesso modo in questa relazione può sentirsi anche accolto e compreso nella sua interezza, senza dover negoziare, aspettare, scendere a compromessi, sopportare il dolore di quella mancanza di cui parla.
Per quanto una relazione sia stabile e soddisfacente, nelle pieghe dell'abitudine ci si può smarrire.
Si inizia a darsi per scontati, a guardarsi sempre allo stesso modo o a guardarsi meno. Si inizia ad essere sempre più genitori e sempre meno amanti. Non ci si sorprende più. Così quando arriva un altro, a volte a maggior ragione perché è diverso, porta una ventata di novità e di alterità.
E noi ci sentiamo di nuovo guardati come se fossimo i più belli, i più desiderabili al mondo.
E poi, spesso ci si lega nella stabilità e si desidera nell'incertezza.
E' un paradosso dei legami.
Provi ad accogliere questi suoi vissuti senza giudicarsi e colpevolizzarsi.
Provi ad allearsi non con la sua parte giudicante che le mostra che lei è un padre e un marito, ma con la sua parte sofferente che aveva trovato in questo legame una felicità o una libertà perduta.
Le consiglio di consultare uno psicologo ed eventualmente intraprendere un percorso psicologico individuale, per poter esplorare le sue emozioni, i suoi bisogni taciuti, negati, segreti anche a sé stesso, e comprenderli in uno spazio protetto, per poter capire anche che direzione dare alla sua vita e non esporsi nella coppia, per il momento.
Può utilizzare questa attrazione per comprendere e conoscere cosa manca a sé stesso e provare a darselo, e provare anche a rivitalizzare il rapporto con sua moglie.
Per iniziare a guardare sua moglie e vedere in lei la persona di cui un tempo si è innamorato.
Significa far dialogare il presente col passato, la realtà con l'immaginazione e far esistere ancora quella ragazza che ha conosciuto alle scuole superiori, in tutte le qualità che l'hanno colpita fino a sceglierla come moglie e madre.
Oppure può comprendere che in questo legame lei non sta più bene e anche se le fa paura guardare questa verità, ed esprimerla, perché esprimerla significa farla esistere anche fuori di sé da quel momento, sarà possibile recuperare la serenità con lei o senza di lei.
In ogni caso, al di là di questo momento, potrà ritrovarsi.
Cordiali saluti.
Psicologa e Assistente Sociale
346 9404779
Gentile,
si figuri! Ringrazi se stesso per essersi rivolto a noi, si sta già mettendo in discussione scrivendo qui. Il suo desiderio di cambiamento è percepibile. Visto che lei ha attuato le strategie suggerite, ritengo che i tempi a questo punto siano maturi per considerare concretamente la possibilità di avviare un percorso psicologico che possa stimolarvi come coppia.
Non tema, recarsi da un professionista del settore non significa che siate in crisi nera o altro. Le coppie possono rivolgersi a questi professionisti anche per scoprire nuovi lati del sé e dell'altro a cui non si aveva mai immaginato.
Guardi al futuro con ottimismo, i presupposti per un cambiamento positivo per la vostra relazione sono presenti.
Ci aggiorni pure, se vuole.
Cordialmente,
si figuri! Ringrazi se stesso per essersi rivolto a noi, si sta già mettendo in discussione scrivendo qui. Il suo desiderio di cambiamento è percepibile. Visto che lei ha attuato le strategie suggerite, ritengo che i tempi a questo punto siano maturi per considerare concretamente la possibilità di avviare un percorso psicologico che possa stimolarvi come coppia.
Non tema, recarsi da un professionista del settore non significa che siate in crisi nera o altro. Le coppie possono rivolgersi a questi professionisti anche per scoprire nuovi lati del sé e dell'altro a cui non si aveva mai immaginato.
Guardi al futuro con ottimismo, i presupposti per un cambiamento positivo per la vostra relazione sono presenti.
Ci aggiorni pure, se vuole.
Cordialmente,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Grazie per la risposta, lo apprezzo molto.
Quello che dice l'ho realizzato poco dopo Natale. Mi manca quella versione di me stesso leggera, frivola e anche fragile che lei mi restituiva. Ma il punto è che quelle versioni di noi esistono solo in momenti particolari della vita, poi vengono seppellite da altre versioni, non necessariamente peggiori, solo diverse, o magari si fondono insieme per dar vita qualcosa di nuovo ancora. Io negli anni con questa cosa avevo fatto i conti e mi ritenevo una persona felice al posto giusto, forse con meno farfalle nello stomaco ma felice.
Sentirsi desiderati? A chi non fa piacere? Ho sempre avuto un certo successo e spesso mi sono sentito desiderato. Quando succedeva ovviamente mi lusingava 2 o 3 ore, poi il giorno dopo me ne dimenticavo e continuavo ad essere preso dalla mia vita. Perchè questa volta è diverso? è questo che non capisco.
Questa donna potrebbe essere un nuovo amore della mia vita? Impossibile, lo escludo davvero (anche se paradossalmente adesso lo penso!). Dopo pochi mesi di fuochi d'artificio vedrei davvero le cose per come sono e mi pentirei. E' qualcos'altro ma non capisco cosa. Forse devo davvero iniziare ad andare in terapia.
Grazie a tutti per il supporto, lo apprezzo davvero.
Quello che dice l'ho realizzato poco dopo Natale. Mi manca quella versione di me stesso leggera, frivola e anche fragile che lei mi restituiva. Ma il punto è che quelle versioni di noi esistono solo in momenti particolari della vita, poi vengono seppellite da altre versioni, non necessariamente peggiori, solo diverse, o magari si fondono insieme per dar vita qualcosa di nuovo ancora. Io negli anni con questa cosa avevo fatto i conti e mi ritenevo una persona felice al posto giusto, forse con meno farfalle nello stomaco ma felice.
Sentirsi desiderati? A chi non fa piacere? Ho sempre avuto un certo successo e spesso mi sono sentito desiderato. Quando succedeva ovviamente mi lusingava 2 o 3 ore, poi il giorno dopo me ne dimenticavo e continuavo ad essere preso dalla mia vita. Perchè questa volta è diverso? è questo che non capisco.
Questa donna potrebbe essere un nuovo amore della mia vita? Impossibile, lo escludo davvero (anche se paradossalmente adesso lo penso!). Dopo pochi mesi di fuochi d'artificio vedrei davvero le cose per come sono e mi pentirei. E' qualcos'altro ma non capisco cosa. Forse devo davvero iniziare ad andare in terapia.
Grazie a tutti per il supporto, lo apprezzo davvero.
Gentile utente,
credo di capire davvero quello che scrive.
Perdiamo sempre qualcosa, come prezzo ineludibile della vita.
Se siamo soli perdiamo la possibilità di un legame stabile.
Se abbiamo un legame stabile perdiamo la possibilità di vivere avventure liberamente, senza sentirci in colpa.
Questa è una verità.
Un'altra verità è che perdere ci aiuta a guadagnare qualcosa.
Perdiamo altre possibili vite per poterne vivere appieno una.
E per quanto riguarda le versioni di noi, le propongo un'altra lettura, che mescola all'amarezza la dolcezza.
Quelle versioni di noi non vengono seppellite, restano in attesa.
Possono restare nella relazione sotto forma di desideri, fantasie, momenti di cui lei parla, che sono preziosi.
Ma possono -e dovrebbero- esistere anche altrove, nell'amicizia, nella creatività, nelle passioni, nella solitudine.
Non possiamo chiedere alla coppia di contenere sempre tutte le nostre versioni, ma possiamo ritrovarle dentro e fuori di essa in tantissimi modi.
Forse anche così la coppia diventa un luogo più leggero per entrambi.
E a volte coltivando spazi individuali, allontanandosi quel tanto che serve a ritrovarsi, ci si può riavvicinare anche al partner, introducendo un nuovo desiderio.
Lei sembra trovare già altrove un' un'immagine buona di sé stesso. Per quanto concerne la sua domanda non so perché questa volta è diverso. Ci possono essere molte ragioni, più o meno profonde. Questa persona le ha restituito qualcosa, ha risvegliato qualcosa, ha dato voce a desideri e bisogni a lungo messi a tacere. Questo è un momento particolare della vostra coppia o della sua vita. Magari sta avvertendo il peso del tempo che passa. Potrà esplorare questi motivi in un percorso psicologico.
Per ora può autorizzarsi ad essere leggero, frivolo e fragile... In coppia e negli spazi che vuole.
credo di capire davvero quello che scrive.
Perdiamo sempre qualcosa, come prezzo ineludibile della vita.
Se siamo soli perdiamo la possibilità di un legame stabile.
Se abbiamo un legame stabile perdiamo la possibilità di vivere avventure liberamente, senza sentirci in colpa.
Questa è una verità.
Un'altra verità è che perdere ci aiuta a guadagnare qualcosa.
Perdiamo altre possibili vite per poterne vivere appieno una.
E per quanto riguarda le versioni di noi, le propongo un'altra lettura, che mescola all'amarezza la dolcezza.
Quelle versioni di noi non vengono seppellite, restano in attesa.
Possono restare nella relazione sotto forma di desideri, fantasie, momenti di cui lei parla, che sono preziosi.
Ma possono -e dovrebbero- esistere anche altrove, nell'amicizia, nella creatività, nelle passioni, nella solitudine.
Non possiamo chiedere alla coppia di contenere sempre tutte le nostre versioni, ma possiamo ritrovarle dentro e fuori di essa in tantissimi modi.
Forse anche così la coppia diventa un luogo più leggero per entrambi.
E a volte coltivando spazi individuali, allontanandosi quel tanto che serve a ritrovarsi, ci si può riavvicinare anche al partner, introducendo un nuovo desiderio.
Lei sembra trovare già altrove un' un'immagine buona di sé stesso. Per quanto concerne la sua domanda non so perché questa volta è diverso. Ci possono essere molte ragioni, più o meno profonde. Questa persona le ha restituito qualcosa, ha risvegliato qualcosa, ha dato voce a desideri e bisogni a lungo messi a tacere. Questo è un momento particolare della vostra coppia o della sua vita. Magari sta avvertendo il peso del tempo che passa. Potrà esplorare questi motivi in un percorso psicologico.
Per ora può autorizzarsi ad essere leggero, frivolo e fragile... In coppia e negli spazi che vuole.
Psicologa e Assistente Sociale
346 9404779
👍🏻Il Dr. Bruno concorda con la risposta.
Questo consulto ha ricevuto 6 risposte e 147 visite dal 26/04/2026.
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