Solitudine e conflitto con le donne

buonasera, ho 48 anni, sono single dal 2006 e da allora non ho mai più avuto storie nè rapporti sessuali, complice una tremenda depressione cronica dovuta a lutti tremendi, disoccupazione di cui mi vergogno etc. Non ho praticamente amici, vivo con i miei molto anziani, tutte le storie che ho avuto in passato (la più lunga è durata 3 anni) sono finite essenzialmente perché non voglio figli: per me fare un figlio significa commettere un omicidio passando per una condanna all'ergastolo e non augurerei di nascere o di rinascere nemmeno al mio peggior nemico, figuriamoci a un figlio.
Non sono attraente per le donne, nè le donne dell'età mia lo sono più per me, la vita è spietata purtroppo.
Ora tutto questo, in riferimento alle donne (lasciamo stare la depressione e la disoccupazione che pure incidono) cosa significa?
Quale potrebbe essere il vero motivo del mio evitamento nel loro confronti (non uso neanche i social)?
Paura della loro morte?
Di una ennesima delusione?
Idealizzazione eccessiva di una donna ideale che poi non esiste ed è una proiezione narcisistica?
Tra l'altro anche il sesso, di cui pure sento il bisogno, comincia a farmi un pò schifo e non sono sicuro di essere capace di avere un rapporto dopo così tanti anni.
Non mi sembra di essere un misogino, ammetto di soffrire di gelosia retroattiva e sognare una donna vergine, (ma sono ateo e per la parità, non un fanatico religioso) ma il punto è che non ho proprio la forza e ormai nemmeno l'interesse di andare a ''caccia'' di esseri organici piacenti femminili per appagare i miei bisogni affettivi e sessuali, mi sento ridicolo e sfiduciato e lo considero un fatto animalesco.
Peraltro mi farebbe schifo una donna che ha avuto troppi uomini.
E' come se le avessi rimosse dalla mia vita, ma anche loro me, nessuna mi desidera e nemmeno mi interessa ormai, ma certo questa cosa di me fino in fondo non la capisco. . . secondo voi quale paura o nevrosi nasconde tutto ciò?
Grazie
Dr. Valerio Bruno Psicologo 61 1
Gentile,

credo sia il caso di andare oltre certe etichette altisonanti: proiezione narcisistica, nevrosi etc. Queste etichette, le lasci a chi di competenza. A lei non servono, lei necessita di strategie risolutive.
Il suo storico riporta un vissuto caratterizzato da umore depresso, ideazione suicidaria, paura della vita. La gelosia retroattiva è dovuta perlopiù ad una vasta e profonda insicurezza. Dopotutto quando una persona, uomo o donna che sia, sceglie di stare con noi, il suo passato conta fino ad un certo punto. Determinate esperienze ci portano a comprendere che cosa vogliamo, chi desideriamo al nostro fianco ma, al tempo stesso, ci rendono più consapevoli di chi non desideriamo e che cosa vogliamo evitare. Una donna ha avuto tante storie? Che importanza può avere hic et nunc? Ovvero nel qui ed ora? Risposta: niente. Il sentimento provato non si misura dal numero dei partner precedenti. Inoltre, una donna non vale di più o di meno se sia o meno vergine. Termine desueto, oltretutto, ormai.
Ritengo che lei debba liberarsi da tante, troppe catene, nel senso di preconcetti che ha assimilato tempo addietro che la stanno condizionando e che le stanno condizionando anche il modo di approcciarsi con l'altro.
Questi preconcetti, sociologicamente, derivano da un tipo di cultura con cui la sua generazione è cresciuta. Ma adesso, la società si sta evolvendo con una velocità disarmante e, con essa, anche le relazioni e il modo di stare in relazione.
Non è obbligato ad avere figli, a volte, lo stesso desiderio di volere bambini è parte di quei condizionamento di cui sopra, deve però cercare donne che non intendono avere figli. Se non lo farà, il senso di frustrazione che sente si accentuerà ancor di più.
Cerchi, il prima possibile, un supporto psicologico con un professionista che possa farle da faro, in modo che lei possa riprendere adeguatamente la rotta temporaneamente smarrita e navigare. Un mare in tempesta non impedisce di raggiungere la riva e poi di ripartire una volta recuperate le proprie forze. Veda di non dimenticarlo.

Restiamo in ascolto, se vuole aggiornarci.

Un cordiale saluto,

Dr. Valerio Bruno

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grazie della risposta,'' etichette altisonanti: proiezione narcisistica, nevrosi etc. Queste etichette, le lasci a chi di competenza''ha ragione,proprio le psicoterapie che ho fatto per anni e chi di competenza mi disse ciò.'' La gelosia retroattiva è dovuta perlopiù ad una vasta e profonda insicurezza'',può darsi ma il saperlo e basta non mi risolve nulla,a quasi 50 anni posso diventare ''sicuro''?Non mi sembra possibile,sinceramente.
'' Una donna ha avuto tante storie? Che importanza può avere hic et nunc? Ovvero nel qui ed ora? Risposta: niente. Il sentimento provato non si misura dal numero dei partner precedenti. Inoltre, una donna non vale di più o di meno se sia o meno vergine. Termine desueto, oltretutto, ormai.'' Non ho espresso un giudizio di valore sulle donne che hanno avuto tanti uomini,sono ateo e di estrema sinistra,il punto è che non mi attirano per la semplice ragione che potrebbero scartarmi come fatto con i precedenti,legittimo per loro,doloroso per me.
Il mio tipo di cultura è il materialismo dialettico,che è la base filosofica del marxismo,non sono nè un bigotto nè un misogino,semplicemente non mi attirano le donne troppo navigate,non mi piacciono quelle dell'età mia e mi attirano solo fisicamente ma non psicologicamente quelle più giovani,alle quali comunque non piaccio io.Ho cercato eccome donne fra le ''child free'' ma non ne ho trovata nessuna interessante,almeno finora.Non ho paura della vita,non sarei sopravissuto fin qui glielo assicuro,mi fa schifo,è diverso, perchè è priva di valore (è solo materia in movimento)e spietata dal punto di vista dell'individuo destinato a soffrire e crepare e nella migliore delle ipotesi in salute ad essere uno schiavetto di bisogni indotti dal sangue e nei quali non mi riconosco più,io non sono i miei ormoni e poi sono stanco di vivere in questi rapporti sociali capitalistici che non appagano i bisogni materiali e intellettuali delle masse per loro natura intrinseca. ''Cerchi, il prima possibile, un supporto psicologico con un professionista che possa farle da faro, in modo che lei possa riprendere adeguatamente la rotta temporaneamente smarrita e navigare.'' Già fatto,per anni,spendendo una barca di soldi,con enorme fatica,seguendo indirizzi terapeutici differenti:non sono serviti a nulla nel mio caso,capisco il suo punto di vista ''corporativo'',lei comprenda il mio di paziente disilluso. Grazie della risposta.
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Dr. Valerio Bruno Psicologo 61 1
Gentile,

si figuri. Le terapie si svolgono in due e non funzioneranno fin quando lei non si lascerà alle spalle tutto quanto. Sembra quasi che lei non intenda rinunciare al nichilismo su cui fonda la sua filosofia. Siamo molto di più di schiavi ormonali, lei non è questo e neanche gli altri lo sono. Se lei ha un atteggiamento disfattista, è rassegnato e non ha più fiducia nei terapeuti, nella società, che cosa spera di ricavare scrivendo qui? In un portale di professionisti?
Mi pare che lei sia in contraddizione con sé stesso. Ribadisco il suggerimento che le ho dato nel consulto precedente.

Cordialmente,

Dr. Valerio Bruno

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grazie,capisco.No non sono nichilista,il nulla non è e non può essere,sono materialista.
Si forse sono in contraddizione,del resto è la legge della natura ''polemos la guerra è il principio di tutte le cose..e negli opposti profonda armonia..chi sa questo può accendersi una fiaccola nella notte della sua vita'' diceva il grande Eraclito.
Grazie dell'attenzione.
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