Ho mentito e non so come risolvere

Da anni mi logora interiormente una bugie e che non ho mai avuto il coraggio di rivelare al mio compagno e il motivo per cui non te ne ho parlato prima è stato il timore delle conseguenze.
Occorre preliminarmente precisare che quella menzogna è nata in un contesto di immaturità e di superficialità che appartengono al passato e che oggi non mi rappresentano più.
Gli ho mentito riguardo alla mia famiglia: gli avevo detto che ho avuto una sorella piccola morta bambina a 6 anni, ma io non ho mai avuto una sorella.
Quando ci siamo conosciuti, lui era molto diverso da ora, più distaccato e freddo.
Io, al contrario, ero profondamente presa, innamorata al punto che avrei fatto qualsiasi cosa pur di ottenere la sua attenzione e la sua tenerezza.
In quel contesto, sono arrivata persino a mentire su qualcosa di così assurdo, becero, ed è la cosa di cui più mi vergogno al mondo.
Lui ha veramente vissuto un lutto, quello del fratello, e Quando mi hai raccontato del suo dolore, nel tentativo immaturo e infantile di suscitare in lui quellaffetto che desideravo così tanto, ho commesso lerrore più grande della mia vita. È qualcosa di cui mi vergognerò sempre, e la lezione mi è rimasta impressa in modo profondo.
La verità è che non avevo alcun bisogno di inventare nulla: il dolore che portavo dentro per la perdita di mia madre era già enorme e reale, più che sufficiente.
Non occorreva aggiungere altro, invece sono stata stupida e ho complicato e peggiorato le cose.
Tra l'altro pensavo, pur essendo innamorata, che quella storia si sarebbe conclusa di lì a breve, e che non lo avrebbe mai scoperto.
In più premetto che quando mi ha conosciuta, stavo attraversando un periodo molto buio e non ero completamente lucida.
Solo oggi riesco a rendermene conto davvero.
Non glielo ho detto prima perché mi vergognavo troppo.
Ci ho provato diverse volte, ma mi bloccavo ogni volta.
Avevo paura delle conseguenze, paura di perderlo perché lo amo e non ho mai voluto rischiare di farlo, continuando a sbagliare.
So bene che è una bugia grave, ma giuro che non lho fatto per manipolarlo o per prendermi gioco di lui.
Al contrario, ho sofferto molto per non averglielo rivelato, lu ne è tato colpito senza saperlo, ma dentro di me è come portare un peso costante.
Non gli ho mai mentito su ciò che riguarda noi due e la nostra relazione. posso serenamente dire di non averlo mai tradito per il resto, sono profondamente legata a lui, i miei sentimenti sono sempre stati sinceri e sono stata sua con autenticità. io sono mortificata, e se dovrò trascorrere la vita a scusarmi per questo lo farei, ho imparato questa lezione nel modo più duro, e posso solo dire con il cuore in mano, che ho compreso davvero lerrore e che non accadrebbe mai più.
Mi sento mortificata, piena di vergogna e non so che fare, paralizzato dal terrore
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 96 8
Gentile utente,

quello che porta è un vissuto molto intenso, fatto di vergogna, senso di colpa e paura di perdere una persona importante. Ed è comprensibile: non è solo la bugia in sé a pesare, ma tutto ciò che rappresenta oggi per lei, alla luce della persona che è diventata.

È importante però mettere a fuoco un punto: quella menzogna è nata in un momento specifico della sua vita, in un contesto emotivo fragile, in cui il bisogno di essere vista, accolta e amata era molto forte. Non giustifica ciò che è accaduto, ma aiuta a comprenderne il senso. Non è stata un’azione fredda o manipolatoria, ma un tentativo immaturo e oggi riconosciuto come tale di ottenere vicinanza emotiva.

Il fatto che oggi lei provi vergogna e senta questo peso da tempo è clinicamente significativo: indica che c’è stata una presa di coscienza reale e un cambiamento interno. Non è più la persona che ha raccontato quella bugia.

Il nodo, a questo punto, non è solo dirlo o non dirlo , ma comprendere cosa significhi per lei continuare a tenerlo nascosto. Da come scrive, questo segreto sta occupando uno spazio importante nella relazione, anche se l’altro non ne è consapevole. È qualcosa che la blocca, la fa sentire in difetto e probabilmente limita anche la spontaneità e la libertà nel rapporto.

Allo stesso tempo, è corretto considerare anche l’altro lato: rivelare una verità del genere può avere un impatto importante, soprattutto perché tocca un tema molto sensibile come il lutto. Non si può escludere che il suo compagno possa sentirsi ferito, confuso o tradito.

Per questo motivo, più che una scelta impulsiva, sarebbe utile arrivarci in modo elaborato, magari proprio all’interno del percorso psicologico che sta facendo. L’obiettivo non è solo dire la verità , ma riuscire a farlo in un modo che sia autentico, responsabile e rispettoso, assumendosi le conseguenze senza annullarsi nella colpa.

Un aspetto su cui può iniziare a riflettere è questo: oggi, che tipo di relazione desidera costruire? Una relazione in cui una parte di sé resta nascosta per paura, o una relazione in cui, pur con il rischio, può esserci maggiore autenticità?

Non esiste una risposta giusta in assoluto, ma esiste una direzione più coerente con il suo percorso di crescita.

Il fatto che lei senta questo peso e voglia affrontarlo è già un passaggio importante.

Resto a disposizione, se desidera approfondire.

dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani
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