Problemi di eiaculazione in coppia, da solo va bene: consigli?
Non ho mai avuto una vita sessuale frenetica tutt'altro dando la priorità alle mie passioni, sono 6-7 anni che nei rapporti non sono mai riuscito ad eiaculare, (42 anni) da solo non ho problemi. . . volevo qualche consiglio grazie
Non vi è motivo per pensare che qualche alterazione organica possa manifestarsi solo in alcune situazioni e non in altre. Si tratta pertanto certamente di un condizionamento emotivo, quindi non di interesse urologico, che potrà essere interpretato a livello psico-sessuologico.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Gentile,
da quello che scrive, gli elementi sono pochi per dare una lettura precisa. Il fatto che da solo non abbia difficoltà, mentre nei rapporti sì, è però un dato importante: sembra indicare che il corpo funziona, ma che qualcosa cambia quando entra in gioco l’incontro con l’altra persona.
Ho letto anche il parere espresso dal collega urologo: può essere una direzione da considerare, pur restando un’indicazione generale in un contesto come questo.
A volte la sessualità si blocca proprio quando diventa una prova da superare. Più si cerca di controllare il risultato, più il corpo può rispondere nella direzione opposta.
Se le va di aggiungere qualche elemento, può essere utile capire meglio cosa accade nei rapporti: ad esempio se sente eccitazione e piacere, se riesce a mantenere l’erezione senza difficoltà, se questa situazione è sempre presente o cambia a seconda della partner, oppure se si accorge di essere molto concentrato sul dover riuscire .
Con qualche informazione in più si potrebbe orientare meglio il ragionamento. In ogni caso, se il problema persiste, può avere senso un approfondimento con un professionista con competenze in sessuologia, proprio per entrare più nel dettaglio senza restare su ipotesi generali.
Un caro saluto.
da quello che scrive, gli elementi sono pochi per dare una lettura precisa. Il fatto che da solo non abbia difficoltà, mentre nei rapporti sì, è però un dato importante: sembra indicare che il corpo funziona, ma che qualcosa cambia quando entra in gioco l’incontro con l’altra persona.
Ho letto anche il parere espresso dal collega urologo: può essere una direzione da considerare, pur restando un’indicazione generale in un contesto come questo.
A volte la sessualità si blocca proprio quando diventa una prova da superare. Più si cerca di controllare il risultato, più il corpo può rispondere nella direzione opposta.
Se le va di aggiungere qualche elemento, può essere utile capire meglio cosa accade nei rapporti: ad esempio se sente eccitazione e piacere, se riesce a mantenere l’erezione senza difficoltà, se questa situazione è sempre presente o cambia a seconda della partner, oppure se si accorge di essere molto concentrato sul dover riuscire .
Con qualche informazione in più si potrebbe orientare meglio il ragionamento. In ogni caso, se il problema persiste, può avere senso un approfondimento con un professionista con competenze in sessuologia, proprio per entrare più nel dettaglio senza restare su ipotesi generali.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Utente
Grazie dottore mi sembra forse un discorso emotivo quindi un consiglio sullo specialista da contattare?
Utente
Non ho problemi in termini di erezione, dire un piacere minimo nei rapporti...grazie dottore
Gentile utente,
Le rispondo in veste di sessuologa clinica.
La sua disfunzione ha un nome ben preciso: Eiaculazione ritardata o assente.
In assenza di cause fisiologiche, si propende per cause psichiche.
Esse afferiscono all'ambito personale, oppure all'ambito relazionale.
Esiste un percorso specifico per l'eiaculazione ritardata o assente. Un* psicoterapeuta perfezionat* in sessuologia clinica e' il/la professionista indicat*.
I nominativi li può trovare qui sulla piattaforma e sul sito della Federazione Italiana Sessuologia Scientifica.
In sessuologia i buoni consigli, dati senza conoscere la persona, purtroppo servono a ben poco.
Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Le rispondo in veste di sessuologa clinica.
La sua disfunzione ha un nome ben preciso: Eiaculazione ritardata o assente.
In assenza di cause fisiologiche, si propende per cause psichiche.
Esse afferiscono all'ambito personale, oppure all'ambito relazionale.
Esiste un percorso specifico per l'eiaculazione ritardata o assente. Un* psicoterapeuta perfezionat* in sessuologia clinica e' il/la professionista indicat*.
I nominativi li può trovare qui sulla piattaforma e sul sito della Federazione Italiana Sessuologia Scientifica.
In sessuologia i buoni consigli, dati senza conoscere la persona, purtroppo servono a ben poco.
Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
Gentile utente,
come specificato dai colleghi in precedenza, il suo problema concerne un'eiaculazione ritardata. Non è niente di grave, sovente è legata a motivazioni psicosessuologiche e/o organiche.
Da qui, possiamo solo tentare di immaginare le cause: disfunzione organica cardiovascolare, educazione sessuale scarsa oppure assente, inibizioni comportamentali temperamentali (nel senso che non sono correlate a traumi), traumi connessi alla sfera sessuale che inibiscono la risposta adeguata in determinate circostanze.
Sa, è vero che da una certa visione il nostro corpo è come una macchina. Tuttavia, a differenza delle macchine artificiali, tra cui l'AI, gli stati emozionali rivestono un ruolo essenziale. E possono inceppare, per così dire, il meccanismo sia dell'erezione in sé stessa (disfunzione erettile) sia del raggiungimento dell'eiaculazione.
Quando siamo da soli, non dobbiamo confrontarci che con noi stessi. E questo, di solito, è accompagnato da maggiore serenità perché non ci si deve relazionare/confrontare con nessuno. L'intimità condivisa invece, è fatta di sguardi, odori, tocchi e a volte questo meccanismo può subire battute di arresto manifestabili o con una mancata erezione o con altri output (risposte) tra cui il disagio da lei riportato nel consulto.
Certamente, lei beneficerà senz'altro di un consulto de visu con un/a specialista. In prima battuta le suggerisco di consultare un/a professionista specializzato/a in andrologia che possa escludere qualsiasi patologia organico-cardiovascolare. Ritengo sempre che, prima di cercare una causa psichica per problemi di questo genere, sia consigliabile un parere medico specialistico. Se gli esami medici daranno esito negativo, suggerisco un confronto con un/a psicosessuologo/a che potrà far sì, insieme a lei e tenendo conto dei suoi tempi, che lei possa mettere da parte le sue ansie e uscire dal circolo vizioso.
Stia tranquillo, in un modo o nell'altro si risolverà tutto quanto. Molto difficile, per non dire impossibile, che oggi non si riescano a risolvere problematiche simili.
Ci tenga pure aggiornati, se vuole, siamo qui.
Un cordiale saluto,
come specificato dai colleghi in precedenza, il suo problema concerne un'eiaculazione ritardata. Non è niente di grave, sovente è legata a motivazioni psicosessuologiche e/o organiche.
Da qui, possiamo solo tentare di immaginare le cause: disfunzione organica cardiovascolare, educazione sessuale scarsa oppure assente, inibizioni comportamentali temperamentali (nel senso che non sono correlate a traumi), traumi connessi alla sfera sessuale che inibiscono la risposta adeguata in determinate circostanze.
Sa, è vero che da una certa visione il nostro corpo è come una macchina. Tuttavia, a differenza delle macchine artificiali, tra cui l'AI, gli stati emozionali rivestono un ruolo essenziale. E possono inceppare, per così dire, il meccanismo sia dell'erezione in sé stessa (disfunzione erettile) sia del raggiungimento dell'eiaculazione.
Quando siamo da soli, non dobbiamo confrontarci che con noi stessi. E questo, di solito, è accompagnato da maggiore serenità perché non ci si deve relazionare/confrontare con nessuno. L'intimità condivisa invece, è fatta di sguardi, odori, tocchi e a volte questo meccanismo può subire battute di arresto manifestabili o con una mancata erezione o con altri output (risposte) tra cui il disagio da lei riportato nel consulto.
Certamente, lei beneficerà senz'altro di un consulto de visu con un/a specialista. In prima battuta le suggerisco di consultare un/a professionista specializzato/a in andrologia che possa escludere qualsiasi patologia organico-cardiovascolare. Ritengo sempre che, prima di cercare una causa psichica per problemi di questo genere, sia consigliabile un parere medico specialistico. Se gli esami medici daranno esito negativo, suggerisco un confronto con un/a psicosessuologo/a che potrà far sì, insieme a lei e tenendo conto dei suoi tempi, che lei possa mettere da parte le sue ansie e uscire dal circolo vizioso.
Stia tranquillo, in un modo o nell'altro si risolverà tutto quanto. Molto difficile, per non dire impossibile, che oggi non si riescano a risolvere problematiche simili.
Ci tenga pure aggiornati, se vuole, siamo qui.
Un cordiale saluto,
Dr. Valerio Bruno
Questo consulto ha ricevuto 6 risposte e 167 visite dal 04/05/2026.
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