Autolesionismo e disturbo borderline
Salve a tutti, ho 27 anni e mi è stato diagnosticato il disturbo borderline.
Sono seguita da psichiatra e psicologa, ma da tre settimane a questa parte sono andata all'estero, non ho fatto alcun colloquio.
Assumo i farmaci regolarmente, ma in questi ultimi giorni non sto bene, e mi è tornata la voglia di tagliarmi perché sento di avere, come troppo dolore dentro di me, troppa angoscia.
Probabilmente cadrò nella tentazione di tagliarmi, perché il pensiero mi perseguita da tutto il giorno e non vorrei farlo perché poi dovrei nascondere con le maniche lunghe; inoltre, ho paura di perdere il controllo della cosa (come è accaduto in passato) e di tagliarmi continuamente.
Sono seguita da psichiatra e psicologa, ma da tre settimane a questa parte sono andata all'estero, non ho fatto alcun colloquio.
Assumo i farmaci regolarmente, ma in questi ultimi giorni non sto bene, e mi è tornata la voglia di tagliarmi perché sento di avere, come troppo dolore dentro di me, troppa angoscia.
Probabilmente cadrò nella tentazione di tagliarmi, perché il pensiero mi perseguita da tutto il giorno e non vorrei farlo perché poi dovrei nascondere con le maniche lunghe; inoltre, ho paura di perdere il controllo della cosa (come è accaduto in passato) e di tagliarmi continuamente.
Gentile,
la cosa più importante adesso è non restare sola con questo impulso. Provi a rimettersi in contatto con i suoi curanti, anche dall’estero, scrivendo alla sua psicologa e al suo psichiatra un messaggio molto semplice: Sono all’estero, ho impulsi autolesivi, temo di perdere il controllo e ho bisogno di un’indicazione urgente.
C’è una parte di lei che non vuole farsi male: è quella che ha scritto qui, che teme le conseguenze e che sta cercando di fermarsi. In questo momento va ascoltata e protetta.
Nelle prossime ore l’obiettivo non è risolvere tutto, ma attraversare questo picco senza tagliarsi. Provi a prendere tempo: cambi stanza, non resti sola se possibile, allontani eventuali oggetti con cui potrebbe farsi male, tenga le mani occupate, scriva le sue emozioni su un qui o usi qualcosa di freddo da tenere fra le mani.
Se non riesce a contattare rapidamente i suoi curanti, o sente che il rischio aumenta, si rivolga a un servizio di emergenza locale nel paese in cui si trova.
Non deve dimostrare di farcela da sola. In questo momento chiedere aiuto è già un modo concreto per proteggersi.
Un caro saluto.
la cosa più importante adesso è non restare sola con questo impulso. Provi a rimettersi in contatto con i suoi curanti, anche dall’estero, scrivendo alla sua psicologa e al suo psichiatra un messaggio molto semplice: Sono all’estero, ho impulsi autolesivi, temo di perdere il controllo e ho bisogno di un’indicazione urgente.
C’è una parte di lei che non vuole farsi male: è quella che ha scritto qui, che teme le conseguenze e che sta cercando di fermarsi. In questo momento va ascoltata e protetta.
Nelle prossime ore l’obiettivo non è risolvere tutto, ma attraversare questo picco senza tagliarsi. Provi a prendere tempo: cambi stanza, non resti sola se possibile, allontani eventuali oggetti con cui potrebbe farsi male, tenga le mani occupate, scriva le sue emozioni su un qui o usi qualcosa di freddo da tenere fra le mani.
Se non riesce a contattare rapidamente i suoi curanti, o sente che il rischio aumenta, si rivolga a un servizio di emergenza locale nel paese in cui si trova.
Non deve dimostrare di farcela da sola. In questo momento chiedere aiuto è già un modo concreto per proteggersi.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 05/05/2026.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Consulti su disturbi di personalità
- Bimba di 6 anni timidissima
- Relazioni tra disturbi di personalità: cosa le lega?
- Relazione lesbica: litigio frequente per frequenza incontri e tempo libero.
- Disturbo della personalità evitante e ciclo di psicoterapia interrotto: valutarne l'utilità
- Capodanno da solo: solitudine, lutto e ricerca di conforto.
- è una psicosi?