è una psicosi?

Tra i sintomi ansia acuta, pensieri strani tra cui a volte pensare di star sognando o trovarsi in una dimensione artificiale, diffidenza, costante dubbio, confusione e paura, irrequietezza e impulsi autolesivi.
È una patologia?
È una psicosi?
Come posso capire di cosa si tratta?


Mi è stato detto vi sia un disturbo di personalità, ma questi sintomi non li spiego... a cosa sono dovuti?
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
per fare una diagnosi è necessario almeno un colloquio clinico, dal momento che la sua elencazione di sintomi può dipendere dall'interpretazione soggettiva.
Per fare un esempio, "a volte pensare di star sognando o trovarsi in una dimensione artificiale" potrebbe conseguire all'assunzione di alcol o di sostanze, ma anche a carenza di sonno, oltre che a cause endogene.
Lei scrive: "Mi è stato detto vi sia un disturbo di personalità".
Da chi le è stato detto questo? Se si tratta di uno specialista, psicologo o psichiatra, è a lui (o lei) che deve chiedere se, e in che modo, la diagnosi può essere riferita alla sintomatologia che riferisce.
In assenza di colloquio clinico, ogni ipotesi è un azzardo.
Buone cose.

Prof.ssa Anna Potenza
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Gentile dottoressa,
non assumo sostanze.
Si, disturbo della personalità mi è stato detto dallo psichiatra ma non so di che disturbo si tratti.
Per il resto sto curando quei sintomi con un antipsicotico, ma questo vuol dire ci sia una psicosi? Anche perché una volta mi aveva detto i pensieri strani che avevo fossero deliri...
Inoltre ho chiesto al MMG se fosse una psicosi o una malattia e mi ha detto di sì...
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
se uno psichiatra e uno specialista di medicina generale le hanno confermato la diagnosi, per quale ragione chiede a noi, che non la conosciamo?
Tenga conto che le diagnosi riguardanti la sfera mentale servono ad affrontare il problema (infatti lei sta assumendo un antipsicotico) e non ad allarmare il paziente o peggio ad autorizzare suoi comportamenti disfunzionali.
Se la diagnosi di disturbo di personalità le appare incompleta (ma per quale ragione?) o la parola "psicosi" la allarma, devono essere i curanti a darle spiegazioni sulla natura del problema e sulla sua possibile soluzione.
Mi auguro vivamente che lei sia seguita anche da un* psicoterapeuta espert*, che è la persona più idonea a rispondere alle sue domande a ad occuparsi della eventuale ansia secondaria.
Le faccio i migliori auguri.

Prof.ssa Anna Potenza
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Utente
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Gentile dottoressa,
Lo psichiatra mi ha parlato di disturbo di personalità ma non di psicosi. Il medico di base l'aveva nominata ma non so se sia così o meno o se lo dica genericamente anche visto che psicosi è abbastanza generico. Mi rivolgo a voi perché vorrei capire se questi sintomi rientrano o meno nel disturbo di personalità oppure se si parla anche di altro e vi sia una qualche psicosi. Inoltre ho sempre ansia e mi sento costantemente in colpa...
La ringrazio, spero la situazione possa migliorare. Non riesco a fidarmi molto di me stessa ultimamente..
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
la diagnosi psicologica è di pertinenza degli psy, ossia psichiatri e psicologi.
Il medico di famiglia può avere anche competenze in questo campo, ma se si vuole ricevere una diagnosi specifica non è il caso di chiederla a lui, a meno che non sia psichiatra o psicoterapeuta.
Bisogna anche dire che la diagnosi in campo psy non è inequivocabile, altrimenti non si spiegherebbero le numerose variazioni subite in pochi decenni dai vari manuali diagnostici, primo fra tutti il DSM; ma soprattutto non appare indispensabile per curare la serie di disturbi spesso altamente soggettivi presentati da ciascun paziente.
In Medicina può trovare diagnosi esatte, per esempio appendicite o scoliosi o cancro della mammella, con precisi riscontri tra i risultati delle indagini cliniche e la sintomatologia; e anche in questa disciplina la terapia non è del tutto standardizzata e l'esito dipende dalla risposta del paziente.
In Psicologia una quantità di sintomi può far pensare ad una determinata patologia ma anche ad altro, tanto che si parla di comorbilità, e non sempre una diagnosi è predittiva dell'andamento e dell'esito della malattia.
Nel suo caso per esempio oltre ai sintomi da lei citati sembra di leggere nelle sue parole anche una ricerca ossessiva di risposte e la sfiducia nei curanti, ed ecco che potremmo parlare di ulteriori patologie; ma tutto questo serve solo a confonderla.
Lei nella prima domanda, dopo aver elencato i sintomi, ha scritto: "È una patologia? È una psicosi?"
Cominciamo a chiarire che la psicosi è certamente una patologia, e che il termine patologia raccoglie tutte le alterazioni fisiche e mentali non funzionali alla salute e al benessere, mentre lei sembra mettere i due termini sullo stesso piano.
Questo tentativo di comprendere in maniera semplice quello che non è semplice e non è nell'ambito delle sue competenze può favorire solo un suo costante disagio, mentre l'affidarsi ad un curante può traghettarla fuori dalla sofferenza.
La domanda che lei deve porsi è quella sul disagio causato dalla sua sintomatologia, e questo disagio va affrontato per attenuarlo o risolverlo.
I nomi delle varie patologie non servono a curare; servono solo a confondere e allarmare il paziente.
Le faccio tanti auguri. Se le va, ci tenga al corrente.

Prof.ssa Anna Potenza
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