Perché non riesco a sentire il piacere sessuale?
Salve dottore/ssa
dopo ben 13 anni di fidanzamento ho deciso di lasciarmi andare del tutto al mio ragazzo visto che fra pochi mesi ci sposeremo.
Dopo svariati anni a fare solo preliminari mi sono lasciata andare due mesi fa.
Premetto che la prima volta ho sentito dolore atroce durante la penetrazione, adesso riesco a sentire solo poco fastidio ma non riesco a sentire il piacere che diversamente invece il mio ragazzo percepisce.
Mi chiedo quale sia il motivo e come posso risolvere ...
Grazie.
dopo ben 13 anni di fidanzamento ho deciso di lasciarmi andare del tutto al mio ragazzo visto che fra pochi mesi ci sposeremo.
Dopo svariati anni a fare solo preliminari mi sono lasciata andare due mesi fa.
Premetto che la prima volta ho sentito dolore atroce durante la penetrazione, adesso riesco a sentire solo poco fastidio ma non riesco a sentire il piacere che diversamente invece il mio ragazzo percepisce.
Mi chiedo quale sia il motivo e come posso risolvere ...
Grazie.
Gentile,
da quanto emerge dal suo racconto, questo passaggio arriva dopo tanti anni di relazione in cui il rapporto è rimasto su un piano diverso, e solo da poco si è aperta alla penetrazione. È quindi un cambiamento importante, non solo fisico ma anche emotivo. E questo, al momento, resta il primo aspetto sul quale soffermarci.
Per come lo descrive, la prima esperienza è stata molto dolorosa, mentre ora il dolore si è ridotto ma non è ancora comparso il piacere. In queste situazioni può succedere che il corpo resti un po’ in allerta , come se dovesse ancora capire che può rilassarsi davvero. Quindi appare, al momento, tutto nella normalità
Il piacere, soprattutto all’inizio, non è qualcosa che arriva automaticamente: spesso ha bisogno di tempo, di gradualità e di un contesto in cui ci si sente completamente tranquille.
Un aspetto che può incidere, per come lei lo racconta, è anche il fatto che per tanti anni la sessualità sia rimasta legata ai preliminari. Il corpo e la mente si sono abituati a quel tipo di esperienza, e ora stanno affrontando qualcosa di nuovo: è normale che ci sia una fase di adattamento, di sperimentazione .
A volte può essere utile fare un piccolo passo indietro (in senso strategico): invece di concentrarsi sul dover provare piacere durante la penetrazione , provare a tornare a esplorare ciò che già conosce e le è più familiare, lasciando che la penetrazione entri gradualmente, senza diventare il centro dell’esperienza. Paradossalmente la penetrazione potrebbe diventare l’ultimo atto e non il primo o fra i primi momenti.
Un’altra cosa importante è togliere, per quanto possibile, l’idea di confronto: il fatto che il suo compagno provi piacere non significa che debba accadere nello stesso modo o negli stessi tempi anche per lei.
Se il fastidio poi dovesse continuare o se il piacere non arrivasse nel tempo, potrebbe essere utile anche un confronto con un professionista (ad esempio un ginecologo o un/una sessuologo/a), per escludere eventuali fattori fisici, psicologici specifici e accompagnare questo passaggio con più serenità.
In molti casi non si tratta di risolvere un problema , ma di darsi il tempo di costruire una nuova esperienza. Stia tranquilla e si viva come questo momento con la serenità e tranquillità che merita.
Un caro saluto.
da quanto emerge dal suo racconto, questo passaggio arriva dopo tanti anni di relazione in cui il rapporto è rimasto su un piano diverso, e solo da poco si è aperta alla penetrazione. È quindi un cambiamento importante, non solo fisico ma anche emotivo. E questo, al momento, resta il primo aspetto sul quale soffermarci.
Per come lo descrive, la prima esperienza è stata molto dolorosa, mentre ora il dolore si è ridotto ma non è ancora comparso il piacere. In queste situazioni può succedere che il corpo resti un po’ in allerta , come se dovesse ancora capire che può rilassarsi davvero. Quindi appare, al momento, tutto nella normalità
Il piacere, soprattutto all’inizio, non è qualcosa che arriva automaticamente: spesso ha bisogno di tempo, di gradualità e di un contesto in cui ci si sente completamente tranquille.
Un aspetto che può incidere, per come lei lo racconta, è anche il fatto che per tanti anni la sessualità sia rimasta legata ai preliminari. Il corpo e la mente si sono abituati a quel tipo di esperienza, e ora stanno affrontando qualcosa di nuovo: è normale che ci sia una fase di adattamento, di sperimentazione .
A volte può essere utile fare un piccolo passo indietro (in senso strategico): invece di concentrarsi sul dover provare piacere durante la penetrazione , provare a tornare a esplorare ciò che già conosce e le è più familiare, lasciando che la penetrazione entri gradualmente, senza diventare il centro dell’esperienza. Paradossalmente la penetrazione potrebbe diventare l’ultimo atto e non il primo o fra i primi momenti.
Un’altra cosa importante è togliere, per quanto possibile, l’idea di confronto: il fatto che il suo compagno provi piacere non significa che debba accadere nello stesso modo o negli stessi tempi anche per lei.
Se il fastidio poi dovesse continuare o se il piacere non arrivasse nel tempo, potrebbe essere utile anche un confronto con un professionista (ad esempio un ginecologo o un/una sessuologo/a), per escludere eventuali fattori fisici, psicologici specifici e accompagnare questo passaggio con più serenità.
In molti casi non si tratta di risolvere un problema , ma di darsi il tempo di costruire una nuova esperienza. Stia tranquilla e si viva come questo momento con la serenità e tranquillità che merita.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 9 visite dal 24/03/2026.
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