Conflitto interiore nelle relazioni e disturbi psicosomatici
Buonasera, sono una donna di 34 anni e da 1 anno e mezzo ho chiuso una relazione che durava da ben 15 anni, una vera e propria struttura relazionale che è stata parte della mia vita fin dell'adolescenza e in cui sono cresciuta e maturata nel corso degli anni ma che è stata l'origine, per me, di numerosi disturbi di salute sul piano fisico, mentale ed emotivo.
Sintetizzando in poche righe, ho vissuto 15 anni in costante tensione, ansia, bisogno di controllo e poi insoddisfazione, autocritica severa e autocolpevolizzazione: un mix esplosivo che ha fatto di questa relazione l'etichetta della mia sofferenza.
Non per il comportamento dell'altro, ma per come l'ho vissuta io a causa della mia insicurezza di base.
Non so se definirlo attaccamento insicuro ansioso.
Quando ho deciso di chiudere la relazione, mi sono resa conto di aver trascinato a lungo un rapporto che poteva finire molto prima con minore sofferenza da entrambe le parti ma la paura del vuoto, della solitudine (non fisica ma emotiva) e dell'instabilita' hanno prevalso.
Diciamo che il lutto per la fine di questa relazione l'ho superato dal momento che da anni già avevo dentro di me l'intuizione che non fosse la persona con cui avrei condiviso il resto della mia vita.
Il problema è che ora, in parte consapevolmente in parte inconsciamente, mi sono chiusa alle relazioni e a nuove conoscenze, persino alle amicizie.
Se incontro anche solo un collega di lavoro entro in tensione, se incrocio qualche sguardo lo stesso, se penso ad avere una nuova relazione d'amore la tensione fisica sale alle stelle.
Al tempo stesso però, nello stare da sola, per quanto abbia imparato ad amarmi e a coltivare il mio "giardino interiore" non sto bene, nel senso che il bisogno di connessione, di affetto e di amore romantico è comunque forte e presente in me e per me necessario per una vita soddisfacente e gratificante ma la mia mente mi tiene col freno a mano per non correre il minimo rischio di sperimentare lo schema relazionale passato.
A dire il vero una parte di me si è convinta che sia difficile sperimentare un ciclo relazionale diverso, cioè non crede nella possibilità di essere felice.
La mia mente rimurgina, crea scenari, pensa un giorno "meglio sola", un giorno "spero di incontrare la persona giusta", un giorno " tanto soffrirò come in passato.
Un loop infinito da cui non riesco a uscirne.
Ho anche assunto dei farmaci antidepressivi e ansiolitici per la regolazione del sistema nervoso ma non sono migliorata per nulla.
Che ne pensate?
Vi chiedo un umile parere su questa situazione molto spiacevole per me.
Grazie infinite.
Sintetizzando in poche righe, ho vissuto 15 anni in costante tensione, ansia, bisogno di controllo e poi insoddisfazione, autocritica severa e autocolpevolizzazione: un mix esplosivo che ha fatto di questa relazione l'etichetta della mia sofferenza.
Non per il comportamento dell'altro, ma per come l'ho vissuta io a causa della mia insicurezza di base.
Non so se definirlo attaccamento insicuro ansioso.
Quando ho deciso di chiudere la relazione, mi sono resa conto di aver trascinato a lungo un rapporto che poteva finire molto prima con minore sofferenza da entrambe le parti ma la paura del vuoto, della solitudine (non fisica ma emotiva) e dell'instabilita' hanno prevalso.
Diciamo che il lutto per la fine di questa relazione l'ho superato dal momento che da anni già avevo dentro di me l'intuizione che non fosse la persona con cui avrei condiviso il resto della mia vita.
Il problema è che ora, in parte consapevolmente in parte inconsciamente, mi sono chiusa alle relazioni e a nuove conoscenze, persino alle amicizie.
Se incontro anche solo un collega di lavoro entro in tensione, se incrocio qualche sguardo lo stesso, se penso ad avere una nuova relazione d'amore la tensione fisica sale alle stelle.
Al tempo stesso però, nello stare da sola, per quanto abbia imparato ad amarmi e a coltivare il mio "giardino interiore" non sto bene, nel senso che il bisogno di connessione, di affetto e di amore romantico è comunque forte e presente in me e per me necessario per una vita soddisfacente e gratificante ma la mia mente mi tiene col freno a mano per non correre il minimo rischio di sperimentare lo schema relazionale passato.
A dire il vero una parte di me si è convinta che sia difficile sperimentare un ciclo relazionale diverso, cioè non crede nella possibilità di essere felice.
La mia mente rimurgina, crea scenari, pensa un giorno "meglio sola", un giorno "spero di incontrare la persona giusta", un giorno " tanto soffrirò come in passato.
Un loop infinito da cui non riesco a uscirne.
Ho anche assunto dei farmaci antidepressivi e ansiolitici per la regolazione del sistema nervoso ma non sono migliorata per nulla.
Che ne pensate?
Vi chiedo un umile parere su questa situazione molto spiacevole per me.
Grazie infinite.
Gentile utente,
leggendo tutte e due le richieste che ci ha inviato a distanza di tre mesi si evince uno schema ricorrente: sia nel campo della salute che in quello delle relazioni lei vive da tempo in uno stato di allerta, segnato da paura ansiosa e accompagnato da sintomi psicosomatici.
La collega psichiatra ha delineato una diagnosi e le ha dato una valida indicazione sugli specialisti a cui chiedere aiuto di persona: l'ha fatto?
Il rischio di cronicizzare i sintomi è palese. La struttura dove incontrare insieme lo psichiatra e lo psicoterapeuta è una ASL della sua città.
Coraggio! Inizi a prendere contatti. Noi siamo qui; ci tenga al corrente.
leggendo tutte e due le richieste che ci ha inviato a distanza di tre mesi si evince uno schema ricorrente: sia nel campo della salute che in quello delle relazioni lei vive da tempo in uno stato di allerta, segnato da paura ansiosa e accompagnato da sintomi psicosomatici.
La collega psichiatra ha delineato una diagnosi e le ha dato una valida indicazione sugli specialisti a cui chiedere aiuto di persona: l'ha fatto?
Il rischio di cronicizzare i sintomi è palese. La struttura dove incontrare insieme lo psichiatra e lo psicoterapeuta è una ASL della sua città.
Coraggio! Inizi a prendere contatti. Noi siamo qui; ci tenga al corrente.
Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
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Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 105 visite dal 28/05/2026.
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