Ansia da separazione in bimba di7 anni
Salve
Sono la nonna di una bimba di 7 anni
Che ha affrontato la scuola con un disagio al mattino
Pianti continui all'ingresso
Ora la situazione sembra migliorata
Ma si e' sviluppato un ulteriore ed eccessivo attaccamento alla mamma
Infatti quando esce vuole tornare subito a casa xche' c'e' la mamma
E non vuole nessun altra persona anzi congeda tutti
Non rimane neppure ai giardini a giocare
So che non bisogna forzare ma accompagnare la bambina gradualmente
Ma rispetto agli anni della materna ha avuto una regressione tanto che dorme ancora con i genitori
Si ritiene grande ma jn fondo ha una insicurezza
Non ci sono stati episodi che giustificano questo atteggiamento
I genitori sono sempre stati molto permissivi
Trattandola come un adulta, non sa gestire le frustrazioni, si impone e se non ottiene quello che vuole sono tragedie
Poi ci meravigliamo se ci troviamo con adolescenti fragili
Ai genitori non si puo' dire nulla xvhe' sono pienamente convinti che il loro sistema educativo sia piu' che giusto e funzionale
Ma una riflessione mi sembra sia necessaria
Sono la nonna di una bimba di 7 anni
Che ha affrontato la scuola con un disagio al mattino
Pianti continui all'ingresso
Ora la situazione sembra migliorata
Ma si e' sviluppato un ulteriore ed eccessivo attaccamento alla mamma
Infatti quando esce vuole tornare subito a casa xche' c'e' la mamma
E non vuole nessun altra persona anzi congeda tutti
Non rimane neppure ai giardini a giocare
So che non bisogna forzare ma accompagnare la bambina gradualmente
Ma rispetto agli anni della materna ha avuto una regressione tanto che dorme ancora con i genitori
Si ritiene grande ma jn fondo ha una insicurezza
Non ci sono stati episodi che giustificano questo atteggiamento
I genitori sono sempre stati molto permissivi
Trattandola come un adulta, non sa gestire le frustrazioni, si impone e se non ottiene quello che vuole sono tragedie
Poi ci meravigliamo se ci troviamo con adolescenti fragili
Ai genitori non si puo' dire nulla xvhe' sono pienamente convinti che il loro sistema educativo sia piu' che giusto e funzionale
Ma una riflessione mi sembra sia necessaria
Gentile utente,
vedo che ha aperto un nuovo consulto su un tema già affrontato e dove pochi giorni fa aveva chiesto un’ulteriore confronto (è vietato duplicare richieste già attive o inviate di recente):
https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/1132612-bambina-di-6-anni-rifiuta-la-scuola-cosa-fare.html
e sul quale il collega le aveva già risposto in modo approfondito nel precedente scambio.
Comunque a parte tutto ciò, comprendo la sua preoccupazione per sua nipote, ma probabilmente sarebbe stato più utile proseguire lì il confronto, anche per mantenere continuità rispetto a quanto già emerso.
Leggendo i vari aggiornamenti nel tempo, sembra che il focus si stia spostando sempre più dalle difficoltà iniziali della bambina verso una crescente attenzione critica nei confronti delle scelte educative dei genitori.
È comprensibile che lei possa avere idee diverse sul modo di gestire autonomia, regole e separazione, ma attraverso un forum e tramite il racconto di una terza persona non è possibile comprendere davvero gli equilibri familiari né stabilire quale modello educativo sia giusto .
Il rischio, continuando a osservare ogni comportamento della bambina attraverso questa lente, è che ogni sua fatica venga letta come la conferma che qualcosa non stia funzionando nei genitori.
Probabilmente, più che cercare ulteriori conferme sul loro modo di educarla, può essere utile chiedersi quale ruolo può avere lei oggi come nonna: una presenza affettiva stabile, rassicurante e non contrapposta alle figure genitoriali.
Se nel tempo saranno i genitori a percepire un disagio importante nella bambina o nella gestione familiare, potranno eventualmente valutare un confronto diretto con un professionista.
Un caro saluto.
vedo che ha aperto un nuovo consulto su un tema già affrontato e dove pochi giorni fa aveva chiesto un’ulteriore confronto (è vietato duplicare richieste già attive o inviate di recente):
https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/1132612-bambina-di-6-anni-rifiuta-la-scuola-cosa-fare.html
e sul quale il collega le aveva già risposto in modo approfondito nel precedente scambio.
Comunque a parte tutto ciò, comprendo la sua preoccupazione per sua nipote, ma probabilmente sarebbe stato più utile proseguire lì il confronto, anche per mantenere continuità rispetto a quanto già emerso.
Leggendo i vari aggiornamenti nel tempo, sembra che il focus si stia spostando sempre più dalle difficoltà iniziali della bambina verso una crescente attenzione critica nei confronti delle scelte educative dei genitori.
È comprensibile che lei possa avere idee diverse sul modo di gestire autonomia, regole e separazione, ma attraverso un forum e tramite il racconto di una terza persona non è possibile comprendere davvero gli equilibri familiari né stabilire quale modello educativo sia giusto .
Il rischio, continuando a osservare ogni comportamento della bambina attraverso questa lente, è che ogni sua fatica venga letta come la conferma che qualcosa non stia funzionando nei genitori.
Probabilmente, più che cercare ulteriori conferme sul loro modo di educarla, può essere utile chiedersi quale ruolo può avere lei oggi come nonna: una presenza affettiva stabile, rassicurante e non contrapposta alle figure genitoriali.
Se nel tempo saranno i genitori a percepire un disagio importante nella bambina o nella gestione familiare, potranno eventualmente valutare un confronto diretto con un professionista.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Gent.ma signora,
lei solleva una questione molto importante. Ci parla di una regressione nei comportamenti di una bambina dell'età di 7 anni. Lasciando intendere che il problema è di recente sviluppo in quanto, a detta sua, fino agli anni della materna la situazione era piuttosto tipica. Da nonna, diversamente dai genitori, grazie ad uno sguardo esterno lei può cogliere aspetti che i genitori non riescono a vedere poiché coinvolti, com'è giusto che sia, pienamente nell'educazione della bambina.
Trattare una bambina come un'adulta (fenomeno noto in psicologia come adultizzazione), non sarebbe una cosa positiva. Dovrebbe esserci una certa gradualità nel responsabilizzare il/la bambino/a, altrimenti il rischio è quello di influenzare quest'ultimo/a allontanandolo dai suoi bisogni primari e instillando in lui/lei una particolare tipologia di messaggio interno noto come "ingiunzione". Un'ingiunzione che in questi casi potrebbe essere rappresentata dal messaggio: "Non essere un bambino". Il/la bambino/a che ha all'interno tale messaggio, da adulto, potrebbe sviluppare frustrazioni a causa di un'infanzia non vissuta come invece dovrebbe avvenire tipicamente.
Il suo ruolo di nonna, le potrebbe consentire di tentare un dialogo con i genitori per far presente le sue preoccupazioni.
Ci tengo ad informarla che lo strumento da lei qui utilizzato, ossia il portale di professionisti e professioniste in cui ha deciso di pubblicare il suo consulto, ha come obiettivo quello di fornire possibili suggerimenti e non potrà in nessun modo sostituirsi ad un incontro in loco con un/a professionista psicologo/a che nel caso specifico, dev'essere specializzato/a in psicologia dello sviluppo. Naturalmente, i genitori devono essere favorevoli e dare il proprio consenso per questo.
Si ricordi che la consulenza diretta è l'unica maniera per ricevere una diagnosi e stabilire un eventuale trattamento.
Spero di averle dato uno spunto di riflessione.
Un cordiale e affettuoso saluto,
lei solleva una questione molto importante. Ci parla di una regressione nei comportamenti di una bambina dell'età di 7 anni. Lasciando intendere che il problema è di recente sviluppo in quanto, a detta sua, fino agli anni della materna la situazione era piuttosto tipica. Da nonna, diversamente dai genitori, grazie ad uno sguardo esterno lei può cogliere aspetti che i genitori non riescono a vedere poiché coinvolti, com'è giusto che sia, pienamente nell'educazione della bambina.
Trattare una bambina come un'adulta (fenomeno noto in psicologia come adultizzazione), non sarebbe una cosa positiva. Dovrebbe esserci una certa gradualità nel responsabilizzare il/la bambino/a, altrimenti il rischio è quello di influenzare quest'ultimo/a allontanandolo dai suoi bisogni primari e instillando in lui/lei una particolare tipologia di messaggio interno noto come "ingiunzione". Un'ingiunzione che in questi casi potrebbe essere rappresentata dal messaggio: "Non essere un bambino". Il/la bambino/a che ha all'interno tale messaggio, da adulto, potrebbe sviluppare frustrazioni a causa di un'infanzia non vissuta come invece dovrebbe avvenire tipicamente.
Il suo ruolo di nonna, le potrebbe consentire di tentare un dialogo con i genitori per far presente le sue preoccupazioni.
Ci tengo ad informarla che lo strumento da lei qui utilizzato, ossia il portale di professionisti e professioniste in cui ha deciso di pubblicare il suo consulto, ha come obiettivo quello di fornire possibili suggerimenti e non potrà in nessun modo sostituirsi ad un incontro in loco con un/a professionista psicologo/a che nel caso specifico, dev'essere specializzato/a in psicologia dello sviluppo. Naturalmente, i genitori devono essere favorevoli e dare il proprio consenso per questo.
Si ricordi che la consulenza diretta è l'unica maniera per ricevere una diagnosi e stabilire un eventuale trattamento.
Spero di averle dato uno spunto di riflessione.
Un cordiale e affettuoso saluto,
Dr. Valerio Bruno
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 56 visite dal 21/05/2026.
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