Problemi relazionali bambino

Ho un figlio di 10 anni che sin da piccolino è sempre stato molto socievole con i pari e gli adulti.
Non ha mai avuto difficoltà nel relazionarsi.
Anche quando non conosceva nessuno in un gruppo.
Da circa un paio di anni, mostra difficoltà nella relazione con i compagni di classe.
Prima mostrando gelosie quando un amico rivolgeva attenzioni e chiacchiere anche ad altri compagni, poi litigando con altri compagni facendo dispetti o arrabbiandosi se un compagno aveva un voto migliore del suo in classe, poi ancora stuzzicandosi con altri compagni di classe facendosi spie a vicenda con la docente.
In questo ultimo anno scolastico ha accentuato il suo piagnucolare in classe non appena succede qualcosa che non lo aggrada ( un rimprovero della maestra/un compagno che preferisce fare un lavoro didattico con un altro/ se la maestra lo affianca per un lavoro di coppia ad un compagno/a che non è di suo gradimento. . etc).
Per ogni cosa piange in classe e la maestra mi dice che pensa sempre che qualcuno (compagno/a) ce labbia con lui.
Se tra compagni si sceglie in un lavoro un argomento che non era quello che aveva in mente lui, si arrabbia e lacrima se non lo si accontenta.
Eppure noi genitori non lo accontentiamo di frequente, lavoriamo sempre con lui sul parlare e sullo spiegare perché si perché no.
Noi genitori siamo avviliti, non sappiamo più come aiutarlo.
Abbiamo provato a rassicurarlo, ad essere fermi e duri, oppure morbidi e comprensivi, molti tentativi ma sembra essere più forte di lui.
Non sappiamo più che fare.
Dr. Valerio Bruno Psicologo 103 4
Gentilissima,

suo figlio, come ha avuto modo di informarci, ha 10 anni. Quindi presumo che ora stia frequentato la quinta elementare, è corretto? Se sì, si tratta di una delle fasi cruciali dell'infanzia, poiché segna l'ingresso nella preadolescenza. Quindi, alcuni comportamenti che si sono manifestati in precedenza, possono accentuarsi.
Lei, insieme al padre del bambino, ha notato discrepanza tra la condotta che suo figlio tiene a scuola, con i compagni di classe e l'autorità (le maestre e i maestri) e quella che tiene in casa, con voi? È figlio unico? Le pongo queste domande sia per favorire in lei delle riflessioni sia per avere un quadro più chiaro del contesto.
Lei e il padre, avete parlato con i maestri e le maestre approfonditamente? Se sì, vi hanno fornito dei suggerimenti?
Comunque, se lo considerate opportuno, potete informarvi cercando un/a professionista psicologo/a che sia anche psicoterapeuta specializzato/a nella psicologia dello sviluppo che possa prendere, con voi, in mano la situazione, ponendo una diagnosi se lo riterrà necessario e stabilire un trattamento adeguato per il suo bambino.

Mi tenga informato, se desidera.

Un cordiale saluto,

Dr. Valerio Bruno

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Dr. Valerio Bruno Psicologo 103 4
frequentando *

Scusi l'errore di battitura.
Sono a sua disposizione.

Dr. Valerio Bruno

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Utente
Utente
La ringrazio dottore per la sua risposta. Allora ha 10 anni e frequenta la 4 elementare (nativo di aprile perciò ha già compiuto i 10 anni). Non è figlio unico ha un fratellino più piccolo di lui di 2 anni (ha 8 anni) , anche lui maschio. Certo, ho notato una discrepanza tra il suo comportamento in casa e in classe. Questi comportamenti che le ho descritto avvengono con il gruppo dei pari, in classe. In casa e’ molto sereno. Fatta eccezione per i frequenti litigi con il fratellino per piccolezze, che ho sempre ritenuto fisiologiche . Le maestre ci hanno spesso parlato dicendo di aver fatto diversi tentativi per ovviare a questi comportamenti che spesso interrompono la didattica dovendo provvedere a rassicurarlo dal pianto e dal pensiero che i compagni ce l’abbiano con lui. Ma non ci hanno suggerito soluzioni. Hanno solo esposto il problema. Sono insegnante anche io(di scuola media però) e spesso mi interrogo su cosa possa fare per lui e che cosa si possa scatenare in classe, se ci siano dinamiche particolari ma il suo comportamento è al momento esacerbato nonostante lui riconosca che ciò lo sta portando ad allontanare diversi compagni che prima erano amicissimi. Forse additato come il piagnucolone della classe, o come quello che risponde male ai compagni se qualcosa non va come vuole o come si era prefigurato che andasse.
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Dr. Valerio Bruno Psicologo 103 4
Gentilissima,

si figuri! Non sempre i maestri e le maestre della scuola primaria sono pronti/e per affrontare disagi strettamente psicologici e comportamentali. Non perché siano negligenti, semplicemente non si sono formati prettamente per questa ragione. Possono avere un'infarinatura, ma essa qualche volta non è sufficiente per individuare le criticità e le concause che di solito sottendono ai comportamenti.
Dietro può celarsi di tutto: mero desiderio di attirare l'attenzione, temperamento, etc. Le variabili da valutare sono molte e, per farlo, occorre che si consulti direttamente un/a professionista psicologo/a dello sviluppo la cui formazione rientra perfettamente per trattare le problematiche da lei qui riportate.
Potreste parlarne in famiglia, anche coinvolgendo gli/le insegnanti di cui avete fiducia per avere un'altra prospettiva. È importante che vi sia una certa sinergia tra le figure in questo caso.

Rimango a disposizione.

Un cordiale e affettuoso saluto,

Dr. Valerio Bruno

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