Vergine a 30 anni

Gentili medici,
ho 30 anni e non sono mai stata fidanzata.
Mi pesa non aver vissuto esperienze che, alla mia età, sembrano normali per tutti gli altri: non ho mai abbracciato un uomo, mai dato un bacio, mai avuto rapporti, mai ricevuto un mazzo di fiori o un regalo da qualcuno che mi amasse.
Sono uscita con un ragazzo una sola volta, circa nove anni fa e poi nulla.
Non so cosa significhi sentirsi innamorati, voluti bene o importanti per qualcuno.
Col passare del tempo mi sto chiudendo sempre di più, anche perché ho paura del giudizio degli altri e del fatto che, un domani, potrei dover dire a un eventuale partner di essere ancora vergine.
Mi sento inadeguata rispetto a chi ha già avuto esperienze, relazioni o una famiglia.
Vivo in una piccola cittadina del sud Italia, dove spesso ci si sente osservati e giudicati, e questo mi blocca ancora di più.
Ho paura di essere considerata strana o sfigata solo perché la mia vita affettiva è diversa da quella degli altri.
Mi vergogno perfino durante le visite ginecologiche o quando incontro ex compagni di scuola che oggi sono sposati o hanno figli, mentre io non ho mai avuto una relazione.
Vorrei capire come affrontare questo senso di vergogna e di esclusione, e se sia possibile iniziare a vivere le relazioni senza sentirmi sbagliata o in ritardo rispetto agli altri.
Dr. Valerio Bruno Psicologo 90 2
Gentilissima,

il senso di vergogna che prova da che cosa è determinato, esattamente? Dalla frustrazione dovuta al fatto che non abbia avuto esperienze di quel genere, pur desiderandole con tutta se stessa oppure dalle aspettative della società attorno a lei? Dal suo storico, si nota che non è la prima volta che lei si ritrova a confrontarsi con questo disagio. Che cosa ha fatto per reagire ad esso? Ha intrapreso un percorso psicologico con un professionista del settore per fronteggiare questa condizione che la sta avvilendo? I suoi consulti lasciano intendere che il problema principale riguardi la sfera relazionale e, se si dovesse trattare di ciò, i mezzi per cercare e trovare la soluzione esistono.

Ci aggiorni pure, se vuole.

Un cordiale saluto,

Dr. Valerio Bruno

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Utente
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Buonasera Dr. Bruno,
La ringrazio per aver risposto al mio consulto.

Il senso di vergogna che provo nasce soprattutto dalle aspettative sociali: se la mancanza di esperienze sentimentali fosse considerata qualcosa di normale, probabilmente non vivrei questo disagio con tale intensità.
In realtà riconosco che una relazione possa avere aspetti negativi e la cosa mi spaventa comunque.

Nel tentativo di reagire a questa situazione, ho provato a uscire con le mie amiche e a frequentare compagnie, ma non mi è mai capitato di sentirmi davvero considerata dai ragazzi; anzi, l’attenzione era quasi sempre rivolta alle mie amiche, che vengono percepite come più attraenti di me dal punto di vista estetico. Da alcuni anni, inoltre, la mia vita sociale si è molto ridotta e, per colmare la solitudine, ho provato anche a utilizzare siti di incontri, trovando però prevalentemente uomini interessati soltanto a rapporti occasionali.

Mi sarebbe piaciuto intraprendere un percorso psicologico, ma sono frenata dalla paura che questioni personali possano essere raccontate in giro. So bene che il rispetto della privacy rientra nell’etica professionale degli psicoterapeuti, tuttavia, vivendo in una realtà dove va di moda il pettegolezzo, temo il pettegolezzo anche da parte di un professionista. Per questo, a volte, penso che mi sentirei più libera di intraprendere un percorso psicologico solo trasferendomi molto lontano, in un luogo dove nessuno mi conosca e dove non debba sentirmi costantemente osservata o giudicata ma al momento non posso farlo a causa del mio lavoro.

Riflettendo su me stessa, sono d'accordo che le mie difficoltà riguardano soprattutto la sfera relazionale. Sono una persona molto riservata riguardo al proprio passato: tendo a raccontare poco di me perché la maggior parte dei miei ricordi è legata a esperienze dolorose e a lunghi periodi di solitudine. So che aprendomi di più, probabilmente le persone riuscirebbero ad affezionarsi maggiormente a me, ma faccio fatica a fidarmi, anche perché spesso mi sento circondata da persone poco empatiche e immature dal punto di vista emotivo, e questo non mi fa sentire al sicuro
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Dr. Valerio Bruno Psicologo 90 2
Gentilissima,

sono tanti gli elementi da prendere in considerazione dalla sua risposta. Uno di questi sembrerebbe essere la paura. La paura di essere giudicata, la paura che una relazione possa celare altri problemi. Paura di vivere? Timori e sospetti dovuti da uno o più traumi? Non lo possiamo dire, naturalmente, da qui ma solo di persona lei potrà venirne effettivamente a capo. Non ritengo sia utile demonizzare, per così dire, i siti di incontri. Come gli input sociali si stanno evolvendo, anche le relazioni lo stanno facendo. Tuttavia, è piuttosto comune che chi si decida di iscriversi a quei siti, non stia cercando relazioni sentimentali profonde. Bensì, il più delle volte almeno, cerca un appagamento immediato e che non implichi un coinvolgimento emotivo intenso ed elevato. Da quello che ci descrive, non è ciò che lei sta cercando. Comprendo la frustrazione di vivere in un contesto dove non si sente capita e con il costante timore che un pettegolezzo vada ad intaccare la sua reputazione. Ma, le assicuro, con un/a professionista degno/a di questo titolo, questo rischio è assolutamente inesistente. I professionisti sono tenuti al segreto professionale. Però, se lei dovesse ritenere troppo complicato rivolgersi personalmente nello studio di un/a professionista, potrebbe valutare di iniziare un percorso psicologico online. Al giorno d'oggi, la lontananza non è più una barriera insormontabile. Diversi sono i professionisti e le professioniste che ora lavorano, altrettanto efficacemente, in questo modo.
La invito a pensarci.

Noi siamo qui.

Un cordiale saluto,

Dr. Valerio Bruno

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