Problematica di coppia
Salve, ho bisogno di un parere su ciò che sto vivendo e che mi sta devastando psicologicamente.
Conosco mia moglie da poco meno di 30 anni e siamo sposati da 22 e non abbiamo figli, il nostro rapporto è stato ottimo ma negli ultimi anni si era spento.
Due anni fa conosco tramite una chat una collega, pure lei con problematiche nella vita matrimoniale.
Iniziamo a scambiarci messaggi che diventano sempre più affettuosi occupano gran parte della mia quotidianità.
Eravamo a migliaia di km ma il destino vuole che entrambi siamo costretti a frequentare un corso che ci avvicinerà fisicamente al punto da poter convivere per un anno.
Preso da questa relazione confesso tutto a mia moglie e lei chiede la separazione, dicendo di farlo come gesto di amore per regalarmi la felicità ma ben cosciente di averla pugnalata al cuore.
Dopo qualche mese inizio a vedere il volto di mia moglie quando ero l'altra donna anche nei momenti di intimità tutto ciò mi devastava.
Ero costantemente preoccupato per lei, avevo paura le potesse accadere qualcosa e che si trovasse da sola.
Chiedo a una psicologa per capire se quello che mi accade sia legato ai sensi di colpa e mi dice che amo mia moglie proprio perché la vedo ovunque anche nel volto dell'altra donna e il fatto di volersi prendere cura di una persona altro non è se il più grande gesto di amore.
Le chiedo cosa pensa della mia relazione parallela mi dice che è una storia sporca di tradimento.
Secondo me sbaglia se entrambi siamo convinti a volerci separare.
Decido di impormi di chiudere con l'altra donna e di chiedere a mia moglie di volerci riprovare.
Non torno ancora a casa ma iniziamo a frequentarci e ogni tanto dorme a casa mia perché dice che ancora non si sente pronta a vedermi nel nostro letto.
Ha momenti in cui mi rinfaccia le cose o dubita della mia sincerità, rendendo talvolta gli incontri pesanti so che mi ama.
Mi ricontatta l'altra donna e piano piano iniziamo con quelli che erano i messaggi di prima per poi dirmi che io amo lei che quello che sto facendo è solo legato ai miei sensi di colpa e che così facendo i miei sentimenti prima o poi esploderanno e stando con una donna ma amandone un altra farò ancora più male a mia moglie.
Infastidito le dico di non sentirci più ma dopo qualche giorno mi ricontatta e ci casco nuovamente i nostri contatti si basano ormai solo sui messaggi sebbene lei mi abbia invitato più volte a raggiungerla.
Ci andrei subito perché mi manca ma sento di non volerlo fare, non sarebbe corretto nei confronti di nessuno in primis verso mia moglie che, nonostante tutto quello che ho fatto, mi ha perdonato.
Vorrei avere un parere perché mi trovo in trappola in un limbo con una c'è solidità, l' amore di una vita ma mi sembra di non farcela o forse non è quello che voglio e penso alla leggerezza che mi dà l'altra e a quanto stavamo bene insieme basterebbe un attimo per tornarci e poi mi chiedo se possa avere ragione in ciò che dice o sarà che mi condiziona proprio ciò che dice?
Grazie.
Conosco mia moglie da poco meno di 30 anni e siamo sposati da 22 e non abbiamo figli, il nostro rapporto è stato ottimo ma negli ultimi anni si era spento.
Due anni fa conosco tramite una chat una collega, pure lei con problematiche nella vita matrimoniale.
Iniziamo a scambiarci messaggi che diventano sempre più affettuosi occupano gran parte della mia quotidianità.
Eravamo a migliaia di km ma il destino vuole che entrambi siamo costretti a frequentare un corso che ci avvicinerà fisicamente al punto da poter convivere per un anno.
Preso da questa relazione confesso tutto a mia moglie e lei chiede la separazione, dicendo di farlo come gesto di amore per regalarmi la felicità ma ben cosciente di averla pugnalata al cuore.
Dopo qualche mese inizio a vedere il volto di mia moglie quando ero l'altra donna anche nei momenti di intimità tutto ciò mi devastava.
Ero costantemente preoccupato per lei, avevo paura le potesse accadere qualcosa e che si trovasse da sola.
Chiedo a una psicologa per capire se quello che mi accade sia legato ai sensi di colpa e mi dice che amo mia moglie proprio perché la vedo ovunque anche nel volto dell'altra donna e il fatto di volersi prendere cura di una persona altro non è se il più grande gesto di amore.
Le chiedo cosa pensa della mia relazione parallela mi dice che è una storia sporca di tradimento.
Secondo me sbaglia se entrambi siamo convinti a volerci separare.
Decido di impormi di chiudere con l'altra donna e di chiedere a mia moglie di volerci riprovare.
Non torno ancora a casa ma iniziamo a frequentarci e ogni tanto dorme a casa mia perché dice che ancora non si sente pronta a vedermi nel nostro letto.
Ha momenti in cui mi rinfaccia le cose o dubita della mia sincerità, rendendo talvolta gli incontri pesanti so che mi ama.
Mi ricontatta l'altra donna e piano piano iniziamo con quelli che erano i messaggi di prima per poi dirmi che io amo lei che quello che sto facendo è solo legato ai miei sensi di colpa e che così facendo i miei sentimenti prima o poi esploderanno e stando con una donna ma amandone un altra farò ancora più male a mia moglie.
Infastidito le dico di non sentirci più ma dopo qualche giorno mi ricontatta e ci casco nuovamente i nostri contatti si basano ormai solo sui messaggi sebbene lei mi abbia invitato più volte a raggiungerla.
Ci andrei subito perché mi manca ma sento di non volerlo fare, non sarebbe corretto nei confronti di nessuno in primis verso mia moglie che, nonostante tutto quello che ho fatto, mi ha perdonato.
Vorrei avere un parere perché mi trovo in trappola in un limbo con una c'è solidità, l' amore di una vita ma mi sembra di non farcela o forse non è quello che voglio e penso alla leggerezza che mi dà l'altra e a quanto stavamo bene insieme basterebbe un attimo per tornarci e poi mi chiedo se possa avere ragione in ciò che dice o sarà che mi condiziona proprio ciò che dice?
Grazie.
Gentile,
dal consulto da lei qui postato traspare immediatamente una cosa: l'ambivalenza dei suoi sentimenti.
Lei per tanti anni ha vissuto con un'unica persona: colei che era la sua compagna, è diventata sua moglie. Non si può escludere che lei, nel tempo, abbia iniziato a sentire quel legame importante stretto e vincolante, sotto alcuni aspetti. Fino a quando, davanti a lei si è palesata l'occasione di dare una svolta alla sua routine di coppia: l'arrivo di una nuova persona. Una persona che, forse, le ha fatto provare sensazioni ed emozioni dimenticate, messe da parte, in favore della sicurezza.
Lungi da me giudicare il parere di una collega psicologa che, tra l'altro, ha avuto il privilegio di poterla vedere. Tuttavia ritengo che, a quanto ci racconta, si è espressa in maniera fin troppo giudicante verso di lei. Infatti, lei stesso si è lamentato di ciò. Mi auguro che anche questo sia diventato materiale per il setting terapeutico.
Non è saliente la visione dell'altra persona. Per quanto ne sappiamo, potrebbe lei stessa cercare di indurre in lei sensi di colpa per tenerla ancorata a lei. Non faccia affidamento su di lei, ma su di sé.
Le suggerisco vivamente di intraprendere un nuovo percorso psicologico con un professionista che possa supportarla nel chiarire i suoi desideri. E se, in fondo, lei senta dentro che con sua moglie potrà ritornare la passione, può considerare anche una psicoterapia di coppia. Nelle sue zone sicuramente potrà trovare questa tipologia di professionisti.
Se vuole, potrà tornare qui per aggiornarci.
Un cordiale saluto,
dal consulto da lei qui postato traspare immediatamente una cosa: l'ambivalenza dei suoi sentimenti.
Lei per tanti anni ha vissuto con un'unica persona: colei che era la sua compagna, è diventata sua moglie. Non si può escludere che lei, nel tempo, abbia iniziato a sentire quel legame importante stretto e vincolante, sotto alcuni aspetti. Fino a quando, davanti a lei si è palesata l'occasione di dare una svolta alla sua routine di coppia: l'arrivo di una nuova persona. Una persona che, forse, le ha fatto provare sensazioni ed emozioni dimenticate, messe da parte, in favore della sicurezza.
Lungi da me giudicare il parere di una collega psicologa che, tra l'altro, ha avuto il privilegio di poterla vedere. Tuttavia ritengo che, a quanto ci racconta, si è espressa in maniera fin troppo giudicante verso di lei. Infatti, lei stesso si è lamentato di ciò. Mi auguro che anche questo sia diventato materiale per il setting terapeutico.
Non è saliente la visione dell'altra persona. Per quanto ne sappiamo, potrebbe lei stessa cercare di indurre in lei sensi di colpa per tenerla ancorata a lei. Non faccia affidamento su di lei, ma su di sé.
Le suggerisco vivamente di intraprendere un nuovo percorso psicologico con un professionista che possa supportarla nel chiarire i suoi desideri. E se, in fondo, lei senta dentro che con sua moglie potrà ritornare la passione, può considerare anche una psicoterapia di coppia. Nelle sue zone sicuramente potrà trovare questa tipologia di professionisti.
Se vuole, potrà tornare qui per aggiornarci.
Un cordiale saluto,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Intanto la ringrazio per la risposta.
Le volevo dire che ha centrato in pieno la mia situazione nel senso che quel rapporto, seppur basato sulla sicurezza, mi ha soffocato e ho trovato respiro nell'altra donna con cui ho provato la sensazione di vivere.
Pure ora che continuo a sentirla avverto leggerezza e se penso a dove vorrei essere vorrei essere con lei.
Poi mi viene in mente una frase che le ho detto quando ho provato a chiudere, questo amore non me lo posso permettere e sembra che non ci sia frase migliore per spiegarlo perché è vero quando sono con lei sono felice ma nel contempo mi chiedo se sia giusto essere felice sull infelicità di un altra persona.
Il legame tra me e mia moglie credo che sia veramente forte ma non so se alla base di quanto ho detto ci possano essere i presupposti per ricostruire un vaso che più che rotto si è polverizzato.
Grazie ancora
Le volevo dire che ha centrato in pieno la mia situazione nel senso che quel rapporto, seppur basato sulla sicurezza, mi ha soffocato e ho trovato respiro nell'altra donna con cui ho provato la sensazione di vivere.
Pure ora che continuo a sentirla avverto leggerezza e se penso a dove vorrei essere vorrei essere con lei.
Poi mi viene in mente una frase che le ho detto quando ho provato a chiudere, questo amore non me lo posso permettere e sembra che non ci sia frase migliore per spiegarlo perché è vero quando sono con lei sono felice ma nel contempo mi chiedo se sia giusto essere felice sull infelicità di un altra persona.
Il legame tra me e mia moglie credo che sia veramente forte ma non so se alla base di quanto ho detto ci possano essere i presupposti per ricostruire un vaso che più che rotto si è polverizzato.
Grazie ancora
Gentile,
si figuri. Sa, il punto in realtà non è che lei non si può permettere quell'amore per paura di far soffrire l'altra persona. Il punto è che sembra che lei non voglia davvero scegliere. Come se preferisse il limbo poiché, da una certa prospettiva, è rassicurante. Ma io le faccio presente che non scegliere è già una scelta: sceglie la stagnazione e, in questo modo, la prima persona a soffrire di tutto questo non è sua moglie, non è l'altra persona, ma lei. E, si fidi, non è detto che continuare a stare insieme ad un'altra persona che, profondamente, non si ama, implica la felicità di quest'ultima. Qualche volta, lasciar andare una persona è il più bel regalo che le si possa fare. Perché, in tal modo, la si rispetta, dandole l'opportunità di incontrare una persona che la ami veramente. Qui non si tratta di giusto o sbagliato, la dicotomia tra questi due concetti non è quasi mai netta. Tanto meno, nel suo caso.
Ritrovi l'amore per sé e potrà, finalmente, lasciarsi andare a quell'amore tanto agognato.
Spero di averle fornito uno o più spunti di riflessione.
Rimango in ascolto.
Un cordiale e affettuoso saluto,
si figuri. Sa, il punto in realtà non è che lei non si può permettere quell'amore per paura di far soffrire l'altra persona. Il punto è che sembra che lei non voglia davvero scegliere. Come se preferisse il limbo poiché, da una certa prospettiva, è rassicurante. Ma io le faccio presente che non scegliere è già una scelta: sceglie la stagnazione e, in questo modo, la prima persona a soffrire di tutto questo non è sua moglie, non è l'altra persona, ma lei. E, si fidi, non è detto che continuare a stare insieme ad un'altra persona che, profondamente, non si ama, implica la felicità di quest'ultima. Qualche volta, lasciar andare una persona è il più bel regalo che le si possa fare. Perché, in tal modo, la si rispetta, dandole l'opportunità di incontrare una persona che la ami veramente. Qui non si tratta di giusto o sbagliato, la dicotomia tra questi due concetti non è quasi mai netta. Tanto meno, nel suo caso.
Ritrovi l'amore per sé e potrà, finalmente, lasciarsi andare a quell'amore tanto agognato.
Spero di averle fornito uno o più spunti di riflessione.
Rimango in ascolto.
Un cordiale e affettuoso saluto,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Ha nuovamente ragione...forse mi manca solo il coraggio di affrontare certe decisioni che non so se mai verrà e continuerò a stare in un limbo che però le assicuro che è tutt'altro che rassicurante anzi...mi manca il coraggio perché quando stavo con l' altra donna pensavo che potesse accadere la qualunque a mia moglie dallo stare male, alla febbre, a finire in ospedale persino a morire e che si trovasse da sola in qualsiasi di queste circostanze sebbene avesse potuto avere me vicino.
Non so se sono sensi di colpa i miei ma si solo che sto male, dovrei amarmi? Non so neanche io come farlo.
Dovrei dire a mia moglie, dopo averle detto di riprovarci, sai ho cambiato idea ti confermo che amo l'altra...
Non ce la posso fare...
Non so se sono sensi di colpa i miei ma si solo che sto male, dovrei amarmi? Non so neanche io come farlo.
Dovrei dire a mia moglie, dopo averle detto di riprovarci, sai ho cambiato idea ti confermo che amo l'altra...
Non ce la posso fare...
Gentile,
come le ho già anticipato, prima di prendere qualsiasi decisione per lei, sarebbe preferibile che lei ritornasse in pace con se stesso. E, per farlo, può valutare anche l'opzione di iniziare un nuovo percorso. Può e deve farcela, ne vale della sua felicità. Non si chiuda a riccio, nell'autocommiserazione. Lei merita molto, molto di più di quanto si sta dando.
Faccia un tentativo.
Se vuole, ci aggiorni pure non appena lo vuole. Noi siamo qui.
Cordialmente,
come le ho già anticipato, prima di prendere qualsiasi decisione per lei, sarebbe preferibile che lei ritornasse in pace con se stesso. E, per farlo, può valutare anche l'opzione di iniziare un nuovo percorso. Può e deve farcela, ne vale della sua felicità. Non si chiuda a riccio, nell'autocommiserazione. Lei merita molto, molto di più di quanto si sta dando.
Faccia un tentativo.
Se vuole, ci aggiorni pure non appena lo vuole. Noi siamo qui.
Cordialmente,
Dr. Valerio Bruno
Utente
Grazie ancora
Questo consulto ha ricevuto 6 risposte e 97 visite dal 07/05/2026.
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