Sessualità e figli

Gentile medico ho un problema da sottoporle. Ho scoperto qlc anno fa di essere omossessuale, ho deciso di parlarne al mio coniuge e da quel momento viviamo da separati in casa. Il problema è che abbiamo una figlia e mi chiedo quando e in che modo dovrò affrontare il problema con lei. Ho il terrore di perderla ma ho anche la ferma convinzione che la scelta di dire la verità sia la cosa migliore per tutti quanti. Vi prego di aiutarmi.. ringrazio anticipatamente.
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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
Gentile Signora,
la scelta di comunicare una cosa simile ai propri figli è piuttosto complessa e deve tenere conto di numerosi fattori, tra cui l'età della figlia, il suo equilibrio psico-fisico, la storia relazionale di questa, cosa ne pensa il padre, ecc.

Tutti fattori che secondo me andrebbero valutati attentamente all'interno di una cornice terapeutica.

Io quindi non "improvviserei" questo importante passaggio famigliare, ma mi farei seguire da uno/a psicologo/a: ne trarrete tutti quanti un vantaggio.

Cordialmente

Daniel Bulla

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Utente
Utente
Gentile Dott.Bulla, la ringrazio per la sollecita risposta. Mia figlia ha 11 anni...credo di dover aspettare che sia più grande prima di affrontare il problema ma comunque il pensiero mi accompagna sempre... Spero ci siano delle strutture a cui io possa rivolgermi per ricevere un sostegno gratuito, in quanto purtroppo io e mio marito non possiamo permetterci un professionista a pagamento. la ringrazio comunque per la risposta.
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Dr. Antonio Vita Psicologo, Psicoterapeuta 708 26 44

Gentile Utente,

Pensare adesso quello che dovrà rivelare a suo figlio/o figlia tra una quindicina d'anni, mi pare che sia abbastanza prematuro. Non le pare?
Viva questa maternità con ardore, passione e amorevole attesa...
Poi si vedrà. Tra quindici anni, giorno più o giorno meno.
O non è convinta sino in fondo di essere omosessuale? Scusi la provocazione, ma mi sembra che ci voglia, a questo punto.

La auguro ogni bene per il nascituro....... e per tutto quello che l'anno nuovo le porterà di bello e di buono. Innanzi tutto un nuovo essere... Ma le pare niente, a confronto di tutti i problemi sessuali che uno può avere? e chi non ne ha?.

Cordialità e stia bene.

Dott. Antonio Vita
62019 - Recanati (Mc)
antonio.vita@psicovita.it
sito web: www.psicovita.it



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Utente
Utente
Gentile Dott. Vita, mi scusi ma credo abbia frainteso quello che ho scritto...non aspetto figli e mia figlia ha già 11 anni per cui non credo di doverne aspettar almeno 15 , giorno più giorno meno, prima di dirle la verità sulla mia sessualità. Comunque grazie lo stesso pr la sollecita risposta. Distinti saluti
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Dr. Antonio Vita Psicologo, Psicoterapeuta 708 26 44

Gentile Utente,

Ho un vizio, leggo troppo velocemente e a volte sbaglio. Le chiedo scusa.

Capisco adesso la sua fretta.

Dovrò rifletterci sopra un attimo, cioè un paio di giorni per darle una risposta. Me lo permette?

Grazie.

Dr. Vita

(... tutti possono sbagliare... disse il porcospino scendendo ad una....)
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Dr.ssa Cecilia Sighinolfi Psicologo, Psicoterapeuta 480 24
Gentile signora,
capisco la sua preoccupazione nel dover affrontare un argomento così delicato e importante con sua figlia. Ha già fatto un grande passo comunicandolo a suo marito e credo che il suo appoggio, in questa fase le possa essere di grande aiuto. Credo anche che un sostegno professionale possa aiutare tutti voi ad affrontare al meglio questo passaggio che coinvolge il vostro sistema familiare. Potreste rivolgervi ad un Consultorio Familiare e decidere insieme ad uno psicologo in che modo, in quale frangente e con quali modalità poter comunicare questa notizia a vostra figlia.
Il vostro ambiente familiare è già stato turbato da questo evento, lei e suo marito vivete da separati in casa, lei vive combattuta tra il desiderio di sincerità e la paura di perdere l'affetto di sua figlia: credo che una consulenza psicologica possa aiutarvi a cercare e stabilire un nuovo equilibrio tra di voi e con voi stessi.
Le faccio i miei migliori auguri.
Cordialmente

Dr.ssa Cecilia Sighinolfi
Psicologa e Psicoterapeuta
cecilia_sighinolfi@yahoo.it

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Utente
Utente
Volevo ringraziare tutti i medici che hanno risposto alla mia richiesta di aiuto. Mi convinco sempre di più che dovrò cercare un consultorio dove qualche psicologo possa aiutarci quando sarà il momento... anche se spero di essere abbastanza intelligente ed equilibrata per avere un quadro chiaro di ciò che sia meglio fare o dire in quel frangente. Vi ringrazio ancora cordialmente e attendo la risposta del gentile Dott.Vita, dopodichè metterò tutti i vostri consulti in "elaboorazione dati" dentro di me...e chissà che non diventi tutto più semplice di quanto non mi appaia ora.
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Dr.ssa Cecilia Sighinolfi Psicologo, Psicoterapeuta 480 24
Gentile signora,
è comprensibile che lei ora viva una certa di confusione. Non sarà facile affrontare questo cammino, ma si dia tempo e vedrà che con il giusto sostegno riuscirà (riuscirete) ad affrontare tutto ciò al meglio.
In bocca al lupo e grazie a lei per avere scritto.
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Dr. Antonio Vita Psicologo, Psicoterapeuta 708 26 44
Gentile signora,

Prima di tutto vorrei avere qualche altra informazione.
E' proprio necessario che sua figlia conosca subito e ampiamente la sua conversione ad un amore omo?
Cioè, mi spiego, lei abita unitamente alla sua partner? O ha una vita sessuale che prescinde dalla sua famiglia e dalla sua vita di tutti i giorni? Cioè incontra il suo amore o i suoi amori al di fuori dell'ambiente familiare e dai suoi quotidiani impegni?

Mi faccia sapere.

Grazie
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Utente
Utente
Getile Dott.Vita, le vado a spiegare. Non desidero parlare a mia figlia adesso, ma appena sarà pronta e non so quale sia l'età più adatta per affrontare un argomento così delicato e in che modo dovrò spiegarglielo. Soprattutto per questo mi sono permessa di chiedere il vostro aiuto... Al momento vivo il mio amore al di fuori della vita e della routine familiare in quanto abito in casa con mio marito e mia figlia ma per il futuro vorrei costruirmi una vita con la mia compagna e magari cn mia figlia 24 ore su 24.Sarà tutto molto complicato e vorrei avere il tempo di prepararmi per trasmettere il mio amore di madre insieme con la verità. Grazie
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Dr. Daniel Bulla Psicologo, Psicoterapeuta 3,6k 207 56
Gentile Signora,
provi a leggere questo articolo dal titolo "Come spendere meno dallo Psicologo", con la raccomandazione di non rifiutare un aiuto psicologico per motivi economici, in quanto una soluzione si trova sempre

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/407-come-spendere-meno-dallo-psicologo.html
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Dr. Antonio Vita Psicologo, Psicoterapeuta 708 26 44

Gentilissima signora,

Veramente mi trova un po' spiazzato.

Lei abita ancora con suo marito. Quando ha scoperto questa sua "nuova" sessualità ?? L'ha sedotta la sua compagna o è stato un colpo di fulmine per entrambe? La sua compagna aveva avuto già esperienze omo? e Lei?

Va be' direbbe lei, questi sono affari miei. Sono d'accordo.
Non sono d'accordo che lei abbia già stabilito che sua figlia debba vivere con lei e la sua compagna. Tre donne in una sola casa!!
Mi pare che anche le ragazze che crescono abbiano bisogno di una figura maschile per la loro educazione e la loro formazione sentimentale ed emotiva.
Non ha pensato che la sua ragazza possa andare a vivere con il padre? O non ha pensato che la figura paterna debba in qualche modo avere un suo spazio nella vita della sua figliola?

Non saprei a che età lei potrà raccontare a sua figlia dell'amore e dell'amore tra donne (verso il quale io nutro tutto il rispetto che merita). Ma crescere la figlia in un gineceo (non saprei come chiamarlo altrimenti) con soltanto figure di donne, senza la presenza di un uomo, credo sia quantomeno un'educazione monca e impoverita dalla mancanza appunto di elementi maschili con i quali la sua ragazza dovrà fare i conti una volta che, cresciuta, inizierà a voler bene ad un ragazzo.
Non credo infatti che lei abbbia deciso che sua figlia crescendo dovrà amare una sua compagna di scuola o di sport o chessò io.
Almeno lo spero. Poi, una volta che avrà amato uno o più ragazzi, e avrà avuto un figlio o una figlia, deciderà lei cosa fare della sua vita affettiva ed emotiva.
Non crede che possa andare così?

La faccia crescere prima che sua figlia debba o voglia seguirla nelle sue peregrinazioni amorose. E aspetti a cambiare definitivamente la sua vita. Non saprà infatti raccontarle del suo nuovo amore senza confonderle le poche idee che si sta facendo della vita, del rapporto con gli altri, con i ragazzi e il Maschile. Non è facile per niente spiegarle questo suo salto nell'amore per una donna.

Cordiali saluti ed auguri per il nuovo anno.

(Forse, a risentirci)
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 828 50
Gentile utente,

la sua richiesta mi ha spinto a rispondere per porre una domanda:

perche' una persona omosessuale deve dichiarare le proprie preferenze sessuali a figli, parenti, amici, e una persona eterosessuale non deve rimarcare il proprio stato di eterosessualita'?

e quindi, perche' si sente in obbligo di dover dire a sua figlia di avere determinate preferenze sessuali? Se non fosse omosessuale sentirebbe il bisogno di dire a sua figlia a 15,16,17 anni di essere eterosessuale e di avere rapporti sessuali con suo marito?
Credo che non si sognerebbe mai di dire a sua figlia che ha rapporti eterosessuali.

Sulla base di queste domande, cercherei, nel corso del tempo, di insegnare a sua figlia, con l'aiuto di suo marito, che le diversita' di preferenze sessuali non fanno alcuna differenza sostanziale della persona, come gia' si vede da qualche mese in una pubblicita' contro l'omofobia.

Poi, sulle scelte in merito alla separazione da suo marito e alla vita con la sua compagna e sua figlia, affiderei il problema ad una consulenza familiare, in quanto e' anche un po' complicato gestire il problema se decide lei per le altre persone interessate, cioe' suo marito e sua figlia.

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Utente
Utente
Gentili medici, eccomi qui a rispondere alle vostre domande, in particolar modo a quelle del Dott. Vita e del Dott. Ruggiero.
Ci tengo a chiarire ch io non ho scelto nulla per nessuno se non per me stessa.Non ho alcuna intenzione di fr crescere mia figlia in un gineceo escludendola dal mondo maschile e allontanandola dalla figura paterna (ci mancherebbe altro), ho solo detto che il mio obiettivo è quello di vivere con la mia compagna e ho scritto MAGARI anche con mia figlia. Ma quesa sarà una scelta sua e soltanto sua, non le imporrò assolutamente niente.Spero solo che mi accetterà e mi amerà...solo questo desidero!!In merito al fatto di metterla al corrente delle mie preferenze sessuali sono assolutamente d'accordo col Dott.Ruggiero ma nella vita reale,anche se siamo nel 2010,le cose vanno molto diversamente da come dovrebbero e credo che sia normale che mia figlia mi chieda in proposito quando vedrà che lascio il padre per andare a vivere con una donna.E non credo di poterle rispondere SONO FATTI MIEI!E poi c'è da valutare mio marito, non è detto che mi aiuterà dopo ciò che è avvenuto tra noi. Credo che la soluzione a tutto questo dovrò trovarla da sola! Sentitamente ringrazio.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 828 50
Gentile utente,

sbaglierebbe a voler trovare una soluzione da sola, mentre puo' avvalersi dell'aiuto di professionisti (reali).

Lei ipoteticamente vuole trovare la soluzione ad un problema che non mi pare si possa verificare domani.

Se domani decidesse di andare a vivere con la sua compagna, allora sua figlia avrebbe il diritto di conoscerne il motivo.
Siccome, credo di aver capito che non e' cosi' allora sarebbe preferibile preparare tutta la famiglia psicologicamente all'evento di separazione.

Anche se suo marito puo' non essere d'accordo per quanto accaduto fra voi, probabilmente vuole bene a vostra figlia quanto lei e potrebbe impegnarsi a rendere gli eventi meno traumatici.
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Utente
Utente
Tutta la famiglia, a parte nostra figlia che non lo sa chiaramente ma non è affatto sciocca, sa che in futuro quando lei sarà più grande ci separeremo. Il tempo passa molto in fretta...sono già passati così quasi 5 anni...per questo vi ho scritto, per cercare un aiuto, per evitare di fare del male a mia figlia. Solo mio marito sà della mia sessualità, il resto della famiglia sà semplicemente che tra noi è finita e stiamo insieme solo perchè solo così possiamo sopravvivere, e per la bambina. Mi dispiace solo di essere stata fraintesa in ciò che ho scritto e di passare per un egoista che vuole pilotare la vita di tutti. Grazie ancora.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 828 50
Scusi ma chi ha affermato una cosa del genere?
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Utente
Utente
Mi scusi se mi permetto ma da alcune risposte che ho avuto da qualche suo collega si evinceva perfettamente la mia "iptetica" intenzione di trascinare mia figlia in un gineceo o attraverso le mi "peregrinazioni amorose". Sono solo una madre e una donna innamorata...ho una relazione stabile da 5 anni e desideravo solo un'aiuto per come affrontare la questione con mia figlia quando mi separerò e andrò a vivere con la mia compagna. Solo questo.E per un pò mi è sembrato di essere come in uno di quei talk show televisivi in cui si parla senza ascoltare ciò che dice l'altra persona... grazie per la sollecita risposta,mi è stata molto utile ..grazie davvero.
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Dr.ssa Roberta Cacioppo Psicologo, Psicoterapeuta 340 12 2
Gentile utente,
mi sembra che siamo di fronte a due ordini di questioni: una è quella della separazione da suo marito, e l'altra è quella relativa alle sue inclinazioni omosessuali.

Rispetto alla prima, credo che dobbiate decidere insieme come muovervi: convivere da separati è un'esperienza tutt'altro che semplice, e i figli hanno una sensibilità particolare nel sintonizzarsi sugli stati d'animo dei genitori. Non credo che il bene assoluto dei figli sia sempre quello che i genitori ritardino il più possibile la separazione, perchè in certi casi l'atmosfera in casa è talmente pesante che anche per i bambini/ragazzi diventa una sorta di liberazione. Nel suo caso speciifico lei non ha però scritto nulla circa il suo attuale rapporto con il padre di sua figlia.

Per quanto riguarda poi il fatto di comunicare a sua figlia il suo essere omosessuale, credo che possa prendersi del tempo, ma non tanto per "rispetto" della ragazzina, quanto per arrivare a farlo quando lei stessa sarà veramente pronta e sentirà di poter affrontare l'argomento senza troppi sensi di colpa. In situazioni come la sua, infatti, uno dei rischi più grandi è proprio quello di sentirsi l'unico responsabile sia del fallimento del matrimonio, sia della sofferenza dei figli.

In questo senso potrebbe pensare di farsi aiutare da uno psicologo.

Le assicuro infine che i figli hanno tantissime risorse per affrontare le difficoltà della vita. Questo non significa che sia buona cosa esporli in maniera indiscriminata a sofferenze causate dalla complicatezza della vita "da grandi", ma può essere un buon punto di partenza per focalizzarsi sulla cosa più importante: essere sinceri con loro. Credo che questo sia il primo passo per affrontare insieme - genitori e figli - la costruzione e l'evoluzione del vostro rapporto futuro. E in questo sicuramente avrà un peso anche la figura genitoriale paterna.

Cordialmente,

Roberta Cacioppo - Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa clinica -
www.psicoterapia-milano.it
www.sessuologia-milano.it

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Dr.ssa Chiara Luisa Pataccoli Psicologo, Psicoterapeuta 143 4
Cara Signora,
sono certa che lei troverà la forza e l'energia necessarie per parlare a sua figlia quando sarà il momento.
Troverà le parole giuste se crede davvero in tutto quello che sta facendo ora, nelle sue nuove scelte di vita. E' solo in questo che si trova la propria forza, solo se si crede profondamente in ciò che si fa.
Se lo sente nell'anima, se ascolta la sua anima, non potrà dire o fare cose sbagliate.

I miei migliori Auguri

Dr.ssa Chiara Luisa Pataccoli

Psicologa Psicoterapeuta Aneb

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