Scuola e invidia

Gentile dottore/dotteressa,
sono all’ultimo anno di liceo e questi ultimi mesi sono e saranno veramente stressanti. Se fosse solo lo studio non sarebbe un problema ma ciò che mi infastidisce più di ogni altra cosa è che alcuni miei compagni di classe stanno divenendo sempre più odiosi ai miei occhi per i miei voti e di altri ragazzi che prendono valutazioni piuttosto alte. So che il problema è banale, ma chiedo un consiglio sul come affrontare questi ultimi due mesi di liceo. In modo particolare c’è una ragazza che critica tutto ciò che faccio e soprattutto le mie valutazioni: se prendo 8 non è meritato, se prendo 9 mi è stato regalato, se saluto un insegnante lo faccio con un altro interesse (che poi vorrei sapere quale). Invece ciò che fa lei, assieme al suo gruppo, va tutto bene: chiamare la professoressa per nome senza che questa dica nulla o baciarla sulle guance ogni volta che entra . So che posso sembrar stupido, lo so, però questa situazione per me, come per altri ragazzi, sta divenendo insostenibile. Oltre a tutto ciò si è messa di mezzo un genitore che critica le mie valutazioni definendole “inadatte”. Ho nove insegnanti e non credo si siano messi d’accordo sull’attribuirmi votazioni alte visto che, quando devo prendere l’insufficienza lo fanno come fossi chiunque. Non vedo perché accanirsi così tanto, forse perché loro non prendono valutazioni eccellenti? E poi una ragazza è arrivata a dire che finito il liceo “tornerà da due insegnanti e alcuni compagni di classe per ferirli dentro e umiliarli”. Che ne pensate di questa situazione? Non vedo l’ora che sia luglio per non vedere più certe persone della mia classe… Lo studio è pesante, è vero, ma le critiche dopo un po’ scocciano!
Grazie per la lettura e scusate la banalità di questa e-mail ma voglio un consiglio da persone esperte.
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Psicologo, Psicoterapeuta attivo dal 2010 al 2016
Psicologo, Psicoterapeuta
Gentile Utente, gli esami di maturità rappresentano spesso il primo, vero banco di prova per molte persone.

Molti di noi ricordano ancora le ore trascorse sui libri, le prime decisioni importanti della nostra vita, l'incontro-scontro con il confronto con gli altri.

Mi sembra che lei si sia già spiegato il motivo dell'agire dei suoi compagni: perchè alcuni ragazzi scelgono di impegnarsi nello studio per ottenere dei risultati, ed altri affrontano lo stesso "compito evolutivo" in modo differente?

Ho sempre pensato che criticare i risultati conseguiti da altre persone sia un modo semplice di non fare i conti con il proprio senso di inadeguatezza.

Non voglio esprimere però valutazioni di valore sul comportamento dei suoi compagni, perchè non sarebbe utile. Infatti, nessuno potrebbe cambiarlo. Ciò che potrebbe cambiare è la sua visione, cioè il modo in cui interpreta e valuta la loro condotta, ciò che le dicono e ciò che le fanno.

Può esserle utile fare una prima considerazione: la danneggiano? Se sì, come?

Potrebbe poi provare ad immaginare sè stesso tra 10 anni: l'avranno danneggiata? In che senso?

Provi infine a considerare un altro aspetto: ha bisogno della considerazione e del rispetto di tutti i suoi compagni?

Chissà che questi spunti non le siano utili a trovare la sua strada per affrontare le critiche (anche se ostili, infondate, esagerate) di persone che non raggiungono i suoi livelli di performance...

In bocca al lupo (ma si dice ancora così?) per lo sprint finale di quest'anno e per tutto ciò che verrà dopo