Utente 176XXX
Sono una ragazza di 20 anni, e ho deciso di chiedere un consulto per farmi aiutare a trovare una motivazione al perchè di una mia reazione frequente in determinati casi.

L'esempio più lampante e recente è quanto è successo un paio di giorni fa: il mio ragazzo (di 21 anni) è una persona impegnata ed attiva, non esiste che non abbia nulla da fare; questo lo porta a volte e dare fondo alle proprie energie. L'altro giorno aveva un esame da dare, ma purtroppo è stato rimandato. Da allora è d'umore nero, e oltretutto pare essersi anche ammalato.
Non riesco a spiegarmi il perchè, ma lo odio in questa situazione! Odio che si ammali diventando lamentoso e scostante nei miei confronti (ma non è mica colpa sua se si è ammalato!), odio il suo muso lungo per quanto è successo con l'esame, perchè continua ad essere di cattivo umore per giorni! Detesto vedere tutta questa debolezza in lui: non mi piace che il ragazzo con cui ho deciso di stare sia così debole da farsi vincere dalle sfortune che possono capitare giornalmente, ma soprattutto odio la sua incredibile delicatezza: mi infastidisce che sia ammalato, mi da l'impressione di essere una "pappamolla".
Lui inoltre ha anche due ernie alla schiena, gli mancano 8 gradi di vista, ed è come.. molto sensibile al tatto, quindi spesso lo infastidisco anche con una carezza (sia se fatta troppo delicatamente che con troppa energia!).
Io non sono assolutamente così! Voglio dire.. mi reputo una ragazza forte fisicamente e sotto il punto di vista salutare sono sanissima: non mi ammalo mai, ma se mi capita di certo non ne faccio un caso di stato come lui, nè tantomeno lo tratto con sufficienza. Ammalarsi non è una buona motivazione per ignorarmi, per intenderci!

Insomma: questa situazione mi snerva moltissimo. Comprendo che non sia un'emozione razionale; non è mica colpa sua se si ammala e se è una persona delicata. E' che non so il perchè ma vederlo così delicato mi provoca un'insostenibile rabbia e odio, che contrastano con tutto l'amore che, al di là di tutto, provo per lui.

Forse il fatto che lui sia fisicamente imponente e saldo mi da l'impressione che possa essere come invincibile; poi quando mi rendo conto che in realtà è una persona delicata rimango come delusa.
Può darsi anzi che io reagisca con odio a quella che non è altro che preoccupazione per la sua salute e non lo voglia ammettere. Ma perchè non dovrei ammettere di essere preoccupata per lui?
Non mi capita solo con lui, ma anche con sua madre (che non sopporto da sempre), con mia madre e a volte con persone a me particolarmente vicine.

E' davvero sgradevole come situazione sia per me che per gli altri, che finiscono col reputarmi una persona che sottovaluta tutto e che se ne frega della gente. :(

Ringrazio in anticipo chiunque risponderà al mio consulto.

[#1]  
Dr.ssa Sara Pezzoni

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Ciao..
eccoti la mia chiave di lettura...probabilmente il fatto di vedere il tuo ragazzo più fragile sotto certi punti di vista ti porta a sentirti meno protetta.. perchè le donne cercano sempre nell'uomo una figura protettiva e tu confondi la sua fragilità fisica con il fatto che non saprebbe proteggerti...ma sono due concetti molto diversi...e la prima non esclude la seconda...
Per quanto riguarda la questione della tua preoccupazione per la sua salute...sicuramente è così perchè tieni molto a questa persona..ma non sarebbe una giustificazione sufficiente al tuo nervosismo/fastidio ...che forse scaturisce davvero per le cose che ti ho scritto precedentemente...
Rifletti su questa cosa e sappimi dire..
Buona serata
Dr.ssa Sara Pezzoni
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[#2]  
Dr. Marco Angeloni

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Gentile utente
gli eroi non hanno paura per questo non esistono. Non c'è nessuno che non provi paura. Lo stesso discorso vale per i superman. Non esistono. Siamo uomini ci ammaliamo, soffriamo, ce la prendiamo troppo per stupidaggini, abbiamo difetti e tante altre cose ancora. Ma sono queste piccole cose che ci rendono unici e irripetibili.
Amare una persona significa riuscire ad apprezzare la parte bella ma anche la parte brutta, condividere le gioie e i momenti spensierati ma anche starle vicino nei momenti più bui e di bisogno.
Il mio consiglio è di cercare di apprezzare per quanto le è possibile quello che ha nella sua totalità perchè altrimenti si rischia di finire in una ricerca infinita di perfezione. Che è come gli eroi e i superman. Non esiste.

Cordiali saluti
Dr. Marco Angeloni
Psicologo, Psicoterpeuta
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[#3]  
Dr. Massimo Giusti

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Può capitare che con le persone con le quali abbiamo un rapporto emotivamente importante e significativo si inneschi un meccanismo per il quale si tende a rispecchiarsi molto. Pertanto certe situazioni che ci mettono a disagio o creano difficoltà possono essere in qualche modo riconoducibili anche a qualcosa di nostro. Come due fratelli o sorelle che odiano l'aggressività reciproca, finendo sempre per litigare. O marito e moglie che si lamentano dell'altro che vuole decidere sempre, e quando c'è da prendere una decisione tentano di imporre la propria all'altro.

In qualche misura potrebbe essere che lei teme la fragilità e vedendola negli altri possa provare paura. Essendo una persona che affronta la vita di petto credo che lei tendi ad affrontare le paure, ma come affrontare la malattia del suo ragazzo? in fondo la malattia ce l'ha lui.

Dr. Massimo Giusti
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[#4] dopo  
Utente 176XXX

Ringrazio tutti i dottori che si sono impegnati nell'esporre la loro tesi. :)

Spero di riuscire ad avere una visione più umana del mio ragazzo, un giorno. Da dove dovrei partire secondo voi?

[#5]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Gentile ragazza, vorrei farle due domande.

Tre mesi fa ci ha scritto lamentando di non poter stare lontano dal suo ragazzo, oggi ci scrive dicendoci in pratica che non lo sopporta. Secondo lei come si conciliano queste due cose?

Lei sapeva già di questi lati del suo ragazzo quando ci si è messa insieme? Oppure ha iniziato a odiarli dopo?

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#6] dopo  
Utente 176XXX

Risposta al Dr. Giuseppe Santonocito:
Continuo ad accusare tristezza quando mi devo allontanare da lui, ma solo se sono stata assieme a lui per molti giorni. E' come se mi dovessi ogni volta ri-abituare a stare da sola.
In questo consulto ho messo in luce ciò che mi infastidisce di lui, e mi rendo conto che possa sembrare che non lo sopporti da quel che ho scritto. Ma non è assolutamente così! :) Io sono molto innamorata di lui, quella messa in risalto in questo consulto non è altro che l'unica cosa che mi mette in difficoltà nei suoi confronti, e tra l'altro riconosco sia un problema totalmente mio! Voglio dire: lui che ci può fare se si ammala o se è delicato?
Non capisco perchè dovrei reagire con ostilità alla sua umanità; era questa la mia perplessione.

Quando mi sono messa assieme al mio ragazzo sapevo già che avesse problematiche fisiche come ernie alla schiena, ecc.. ma non credevo potesse essere tanto delicato talvolta; vedendolo così grande e grosso non lo si reputerebbe un tipo tanto delicato!
Quando ne sono venuta a conoscenza all'inizio mi faceva sorridere la cosa, ma ultimamente comincia a infastidirmi. Forse sono sotto pressione per l'esame di maturità?

[#7]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> Forse sono sotto pressione per l'esame di maturità?
>>>

Oppure, l'essere sotto pressione sta facendo venire a galla sentimenti che c'erano già, ma che erano latenti.

Dal punto di vista di una donna può essere comprensibile il suo sentirsi contrariata per non veder corrispondenza fra il suo ragazzo e l'ideale di maschio che ha, ma non esiste una "normalità" o anormalità per ciò che sta sentendo, se è questo che vuole sapere. Solo lei può decidere se questo sia il ragazzo adatto a lei oppure no.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#8] dopo  
Utente 176XXX

Grazie Dottore, mi ha fatto molto riflettere il suo commento. :)