Come aprirsi?

gentili dottori, come avrete potuto leggere e capire dalla prima discussione inviata sono un ragazzo molto insicuro dato che non ho ancora creato le fondamenta sulle quali porre le certezze necessarie che un giovane uomo si aspetta da sè.
(da come scrivo sembra che abbia bisogno di sfogarmi con qualcuno e credo sia così)
come scritto precedentemente sono figlio di un medico e so perfettamente che una diagnosi e una cura online sono quanto di più scorretto e controproducente possa esistere.
da circa quattro anni vivo una forte apatia che adesso sta finalmente sfociando in una forte rabbia interiore dato che sto comprendendo solo ora che mi accingo a buttare un'altro anno della mia misera vita.
se mi fossi messo a lavorare avrei guadagnato 40.000 euro e sarei stato emotivamente più contento.
questa rabbia è sopita dentro di me, non mi sono mai stata sfogato nè confidato per la cosa più stupida.
come ho scritto nella precedente discussione, sono un ragazzo talmente chiuso che non ha il coraggio di parlare apertamente ai propri genitori anche se sono i migliori genitori che potessi mai desiderare, comprensivi e amici come non mai.
nell'ultima settimana non ho più nascosto la mia situazione interiore dietro un falso sorriso ma lascio trasparire nel volto un grande dolore interiore per la mia situazione attuale.
sono "contento" perchè credo e SPERO sia il passo immediatamente precedente e vorrei scoppiare tra poco riuscendo finalmente a confidare tutti i miei dubbi e le mie paure a qualcuno.
proprio adesso mi è scesa una lacrimuccia, credo che scrivere mi faccia veramente bene.
quando nella precedente discussione ho letto che l'unica soluzione era rivolgermi ad uno psicologo a quattr'occhi la consapevolezza del mio disagio interiore è aumentata ma al contempo si è creata una leggera delusione sicuramente dovuta alla forte rabbia interiore che covo da tempo.
sono il ragazzo più testardo e più autolesionista che abbia mai conosciuto, non ho mai avuto voglia di cambiare, ho sempre preso sottogamba le cure che mi venivano prescritte. (apparecchio ortodontico mobile, collirio, stecca del dito rotto tenuta 3 settimane anzichè 4, pomate varie sia per un leggero acne sia pomate antidolorifiche ecc....
10 anni fà i miei mi proposero di farmi seguire da uno psicologo per i vistosi cali nello studio ma io non accettai, lo stesso "calvario" ce l'ho tuttora.
adesso sono io però che vorrei rivolgermi ad uno psicologo.
magari non chiedendo neanche consiglio ai miei genitori, forse per vergogna forse per.... sinceramente non so nemmeno io il motivo per cui sia cresciuto e sia tutt'ora così chiuso.
attualmente non mi sento pronto per esporre i miei problemi ai miei genitori o ad uno psicologo. vorrei quindi sapere se possibile qualche "trucchetto" per aprirsi piano piano ed essere finalmente consapevole che "la fuori" se parli non sono pronti a mangiarti e sfotterti per i tuoi stupidi problemi.
grazie, cordiali saluti.
[#1]
Attivo dal 2010 al 2016
Psicologo, Psicoterapeuta
Gentile ragazzo, ci scrive chiedendoci come rivolgersi ad uno psicologo, e ci scrive anche che "non si sente pronto".

Secondo lei, ci si "deve sentire pronti" per fare qualcosa?

Ci pensi. Lei si sentiva pronto per contattare uno psicologo online?

Se sì, che differenza vede nel contattarne uno che può aiutarla di persona?
[#2]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le ragazzo,
concordo con le osservazioni del collega,
nell'intento di offrirle un ulteriore spunto di riflessione la invito a leggere questo articolo
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/153-perche-iniziare-una-psicoterapia.html

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

[#3]
Dr. Maurizio Brescello Psicologo 102 1
Caro ragazzo, mi pare di capire che lei egualmente voglia e non voglia andare da uno psicologo. Puo' fare cosi', inizi ad andare a fare qualche colloquio (4 o 5) e poi decidera' se proseguire o meno. In quasti incontri entrambi (lei e lo o la psi) vi renderete conto se c'e' il feeling necessario per fare qualcosa di costruttivo insieme.

Auguri di cuore

Dr. Maurizio Brescello

[#4]
Dr.ssa Annalisa De Filippo Psicologo, Psicoterapeuta 106 5 19
Gentile ragazzo,

innanzitutto non si tratta di "stupidi problemi" in quanto ogni sofferenza è motivata ed è legittimo che lei si senta come si senta, compresa la difficoltà a fidarsi che sembra trapelare tra le sue parole e che probabilmente potrebbe superare facendo esperienze positive sulla possibilità che il suo disagio possa essere accolto, compreso e non giudicato.

Un saluto.

Dr.ssa Annalisa De Filippo
Psicologa Psicoterapeuta
www.centropianetapsicologia.com
www.psicologasestosangiovanni.com

[#5]
dopo
Utente
Utente
Dott. Calì:
Ci si deve sentire pronti per sostenere un esame (studiare).
Andare con la consapevolezza di non aver studiato e quindi con la sicurezza di venire bocciati non vale sicuramente la pena.
Nella vita?... bisogna buttarsi e sperimentare, sempre! peccato che stia allontanando da me tutte le occasioni.

Ho scritto qui su internet perchè più che per paura, per il fastidio di essere giudicato.
Perchè il fastidio? Perchè prima (quando frequentavo le superiori) nessuno di noi (compagni scolastici) trovava il tempo per confidarsi o ascoltare l'altro. Anzi spesso ci si derideva a vicenda per la più piccola stupidaggine.
Ho quindi "imparato" a fare il simpatico, cordiale gentile e disponibile con tutti, ricevendo spesso nulla in cambio.
Ho tenuto sempre tutto dentro di me non confidandomi con nessuno anche se non ho mai avuto grandi problemi da confidare altrimenti avrei contattato molto prima (almeno credo) uno psicologo.
Ahimè tutto questo credo abbia comportato anche una chiusura emotiva nei confronti dei miei genitori.
La differenza tra uno psicologo online e uno faccia a faccia è per il "problema" di cui sopra.

Dott.ssa Camplone: Ho letto il suo articolo, davvero molto utile. Ho finalmente capito che gli psicologi non sono dei mercenari pronti a vendere i segreti del paziente al miglior offerente.
Spero di aver fatto un passettino avanti e di prendere appuntamento con uno psicologo quanto prima.

Grazie Dott. Brescello.

Dott.ssa De Filippo:
In questo momento ho un atteggiamento molto critico nei miei riguardi. Uno psicologo/psicoterapeuta non giudica ma aiuta, la maggior parte degli estranei giudica e poi forse aiuta.
Credo che i miei siano stupidi problemi perchè non mi è capitato mai nulla di spiacevole da giustificare tutto ciò che mi sta accadendo.
In 4 anni ho fatto meno, sempre meno, sempre meno fino ad arrivare ad oggi.
Durante "il percorso" sentivo di non reggere il confronto dei miei amici che seppur debosciati, loro continuavano e continuano nel percorso che da soli si sono scelti.
Ho visto andarsene compagni di scuola a causa di incidenti stradali. Le madri i padri e i fratelli continuano seppur sommersi dal dolore, io che non ho dolore perchè continuo a comportarmi da stronzo?
Come ho scritto al Dott. Calì non mi fido (credo di non fidarmi) non perchè abbia subito degli episodi particolarmente spiacevoli ma perchè a seguito di episodi in minima parte spiacevoli non ho mai trovato o VOLUTO CERCARE una controparte "piacevole".
[#6]
Attivo dal 2010 al 2016
Psicologo, Psicoterapeuta
>>non ho mai trovato o VOLUTO CERCARE una controparte "piacevole"

Se comprendo ciò che intende, forse lei pensa che, per potersi relazionare in modo soddisfacente con le persone, queste "debbano" essere piacevoli e lei "debba" sentirsi a suo agio, un pò come presentarsi ad un esame avendo studiato.

Ci sono persone che, pur avendo studiato molto, non si presentano egualmente agli esami; a volte pensano che non potrebbero "sopportare" che le cose non vadano bene ("i fallimenti"), altre volte pensano di non saper reggere l'ansia o la timidezza, altre ancora "pretendono" di sapere in anticipo che andrà tutto bene prima di lanciarsi.

La saluto con le parole di J. L Borges: la invito a leggerle con la mente, ma anche con la pancia.

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Attimi

Se potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere piu' sbagli,
non tenterei di essere cosi' perfetto, mi rilasserei di piu'.
Sarei piu' stupido di quello che sono stato,
di fatto prenderei molte poche cose con serietà.
Sarei meno pulito.

Correrei piu' rischi, farei piu' viaggi,
contemplerei piu' tramonti, salirei piu' montagne, nuoterei
piu' fiumi.
Andrei nei luoghi dove mai sono stato,
mangerei piu' gelati e meno fave,
avrei piu' problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che hanno vissuto
sensatamente ogni minuto della loro vita;
chiaro che ho avuto,e molti momenti di allegria.
Però se potessi tornare indietro
cercherei di avere semplicemente buoni momenti.

Per chi non lo sapesse, di questo è fatta la vita, solo di
momenti;
non perdere l'attimo.

Io ero uno di quelli che non andavano mai in nessun luogo
senza un termometro,una borsa di acqua calda,
un ombrello, un paracadute;
se potessi tornare a vivere, viaggerei piu' leggero.
Se potessi tornare a vivere incomincerei a camminare
scalzo
all'inizio della primavera
e continuerei cosi' fino alla fine dell'autunno.

Farei piu' giri di giostra, contemplerei piu' albe e
giocherei con piu' bambini, se avessi un 'altra vita davanti.
Pero' vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

Jorge Luis Borges
[#7]
dopo
Utente
Utente
intendevo, ho sempre subito un pò come tutti delle piccole ingiustizie gratuite, come ben saprà è più probabile che ci rimanga impresso qualcosa di negativo che qualcosa di positivo.
quindi anche io avrò sicuramente donato un pò di cattiveria gratuita e sinceramente pensando e ripensando non riesco a ricercare un'episodio particolarmente negativo da me effettuato.

Dopo che si subiscono e si rilanciano "episodi" negativi, si forma una crosta (almeno per me) che sempre nel mio caso, mi ha fatto diventare leggermente più chiuso.
Sono sempre cordiale gentile disponibile, sono diventato chiuso perchè non mi sono mai confidato con nessuno.
Nel messaggio precedente quindi intendevo che avendo avuto una maggioranza di episodi LEGGERMENTE negativi (i positivi è più difficile che ci rimangano impressi) mi sono chiuso caratterialmente. Non trovando una controparte di piccoli episodi positivi che mi facciano riacquistare pian piano la fiducia ho finito per chiudermi.

Grazie per il brano, non lo avevo mai letto ma ho sempre saputo che la vita è una ed è breve. (dai 18 ai 24 c'è stato un lampo...) comunque leggere un testo cone quei contenuti male non fà.
Cordiali saluti.
[#8]
Attivo dal 2009 al 2016
Psicologo, Psicoterapeuta
Gentile UTENTE
LEI DICE:la fuori" se parli non sono pronti a mangiarti e sfotterti per i tuoi stupidi problemi...

Questo per ipotesi potrebbe essere il suo guaio,la fuori qundi nella sua testa(Fantasie catastrofica in questa caso) La giudicano?,la osservano? ecc, a Me sembra lo stesso metro di guidizio che usa lei con se stesso!
Come la giudicano fuori? mi faccia capire?
Faccia per un attimo una inversione di ruoli nella fantasia,si identifichi con il pubblico del FUORI e metta per iscritto ciò che gudicano di lei,,,

Cosa gudicano?chi vi giudica?


saluti


[#9]
dopo
Utente
Utente
Dottore, quella era una frase sovradimensionata. Non ho paura di essere giudicato. Io sono il primo che si giudica ed ho un'opinione pessima di me stesso.
Ho una ristretta cerchia di conoscenti, mai avuto amici esterni alla famiglia (genitori) con la A maiuscola
se qualcuno mi fà domande sulla mia situazione attuale glisso adducendo scuse più o meno credibili.
Posso affermare che gli unici che mi giudichino "negativamente" siano i miei genitori.
A dire la verità i miei genitori non mi giudicano ma si preoccupano anche incazzandosi perchè hanno paura per il mio futuro. A me del mio futuro in questo momento poco me ne "importa"
Non voglio dire che non mi freghi nulla di me stesso, voglio dire che convivo in modo neutro con questa situazione attuale. Non sono preoccupato del fatto che se non mi sveglio ORA, tra 15 20 anni potrei ritrovarmi a dormire sui marciapiedi...
D'altronde uno senza arte ne parte che futuro può avere in questa Italia già sommersa dalla crisi?
C'è gente che si fà il culo quadrato per arrivare a fine mese ma io tanto sono al calduccio....

Tentando di identificarmi in uno che potrebbe giudicarmi.
Potrebbe giudicarmi come smidollato
Lei come giudicherebbe uno che a 24 anni ha deciso di accasciarsi pian piano (senza nessuna situazione negativa scatenante) ? Io uno smidollato.
[#10]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
"Io sono il primo che si giudica ed ho un'opinione pessima di me stesso."


Uno dei primi obiettivi di una psicoterapia è proprio quello di facilitare un processo di crescita individuale, pertanto è necessario che lei sia disposto a mettere in discussione certe convinzioni, altrimenti continuerà a cercare conferme a tali convinzioni com'è già accaduto finora.
[#11]
dopo
Utente
Utente
Dott.sa la crescita individuale include anche la ricerca di stimoli? sia positivi sia negativi.

Attualmente sento di avere esclusivamente due stimoli contrapposti.
Uno di dolore quando vedo i miei genitori rattristarsi a causa della mia situazione attuale che dura il tempo della sgridata (se penso io alla mia situazione non provo dolore ma)rabbia mista ad indifferenza. Non so... devo far venire un infarto ai miei genitori per riuscire a smuovermi?
E uno positivo quando vedo il luogo nel quale vorrei tornare a vivere. Per tornare nel luogo serve una posizione lavorativa e questa posizione lavorativa si acquisisce solo tramite lo studio ed una laurea...
Lo stimolo positivo attualmente non è forte abbastanza per farmi allontanare da questo percorso che mi sono scelto.
Lo stimolo negativo dovrebbe farmi ragionare abbastanza, infondo non sono i miei genitori le persone che amo di più nella mia vita?

Gli altri stimoli che vorrei rendere positivi sono gli A-mici. Non avendo dei grandi amici questo stimolo si è sopito nel tempo, l'amore attualmente assente, lo sport che mi piace da matti in quanto mi mette a contatto diretto con la natura (amo la natura e lo sport non è calcio, sport che "detesto" Ahimè anche lo sport è stato messo da parte.
Politica? mi interessa poco e niente, musica? non credo si possa considerare una cosa che stimoli abbastanza...
Non avrei alcun problema a tornare a fare sport, così da migliorare la mia autostima, il problema è che andrei a fare uno sport che "isola" nuoto.... nuoto libero e nella piscina ci sono prevalentemente campioncini dai 6 ai 17 anni, dai 18 ai 24 c'è poco e niente poi c'è gente più grande dai 30 fino ai 60.
Non ho alcun problema a parlare con gente dai 30 ai 60 anni (la preferisco rispetto ai miei coetanei solo che mancandomi argomenti di discussione, sarei una persona poco interessante.
[#12]
Attivo dal 2009 al 2016
Psicologo, Psicoterapeuta
Gentilissimo

A quanto pare si sta avvicinandosi un po' di più a certe verità,proprio con quelle domande che le ho fatte...

I suoi genitori vi giudicano? beh fanno i genitori si preoccupano per lei...

Nessuna causa scatenante?
beh di cose scatenanti c'è ne potrebberò essere a bizz... ma il fatto è cosa vuole lei,cosa vuole fare della sua vita?è questo soltanto una psicoterapia può aiutarLa a farlo...

Non avevo dubbi circa il suo metro di giudizio con se stesso,i primi nemici siamo noi stessi,facciamo a noi stessi ciò che potreberò fare gli altri,bel modo di amarsi purtroppo...
Uno smidollato,sarà anche uno smidollato...poco importa il fatto è se lei si sente bene nel fare lo smidollato oppure no...

Saluti
[#13]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
"crescita individuale include anche la ricerca di stimoli? sia positivi sia negativi."

E' il risultato di un processo di cambiamento (all'interno di una relazione psicoterapeutica) che deriva dalla disponibilità a mettere in discussione certe convinzioni e un certo modo di pensare nel quale è "tutto bianco oppure tutto nero".



Se ti piace il nuoto hai mai pensato di iniziare a pratica sport di squadra come ad esempio la pallanuoto?
[#14]
dopo
Utente
Utente
Dott. Kazanxhi ho scritto che non ho paura di essere giudicato ma in realtà quando qualche coetaneo mi chiede che cosa faccia della mia vita, glisso. Glissare non è un sinonimo di paura di affrontare l'argomento? Si in un certo senso ho paura ma non la sento perchè tanto cambio discorso.

A 24 anni si è tutti più adulti e nessuno insiste più di tanto chiedendomi sul mio stato attuale.
Usano il cosidetto "tatto", un solo ragazzo che conosco dalle scuole elementari mi ha sempre fatto capire che lui ha una pessima opinione miei miei riguardi, abitiamo molto distanti e le scelte di studio sue e di "studio" mie ci hanno distanziati nel tempo.

Ci sentiamo via internet pochissime volte l'anno. Abbiamo sempre avuto un rapporto neutral-positivo.
L'ultima volta che ci siamo sentiti per scambiare qualche battuta mi ha detto senza nessuna causa scatenante (il rapporto è stato sempre neutro ed alle volte positivo) che si era stufato e che se non fossi cambiato non mi avrebbe più voluto sentire. Da che ci sentivamo da una a tre volte l'anno credo che non ci contatteremo più. Almeno io non lo contatterò più.
Lui è laureato, gira il mondo e conclude dei master, io.....
Se mi ha trattato così senza nessuna causa scatenante o è molto stronzo o sono io che non soddisfo appieno i suoi criteri.
Lui ha qualche A-mico ed è pieno di conoscenti.
A dire la verità io ai tempi prima di questa chiusura emotiva ero molto più simpatico dell'individuo i questione.
Ahimè provo sentimenti LEGGERMENTE negativi verso questo ragazzo però almeno lui mi ha "scosso", avrei preferito che mi avesse chiesto cosa avessi (e io ovviamente avrei glissato) mha sono strano!

Questa sua opinione nei miei riguardi mi ha giovato a qualcosa? (io non credo). L'arrabbiatura che avevo nei suoi riguardi si è trasformata in una presa di coscienza.

"Quello li mi ha detto che sono uno smidollato? Si, mi sa che aveva ragione!"

Causa scatenanti reali ? L'unica causa scatenante che reputo tale è l'insicurezza del futuro. Ma in questo modo non rendo ancora di più insicuro il mio futuro?

Non mi sento bene ad essere uno smidollato ma tanto male non è.

Dott.ssa Camplone
Alla mia età NON ci dovrebbe essere il tempo per fare uno sport con frequenza cadenzata, i miei coetanei si stanno creando posizioni lavorative, amorose ecc alcuni hanno già messo su famiglia!
Inoltre quando facevo sport e gli altri mi chiedevano cosa facessi della mia vita rispondendo studio (menzogna) e sport (realtà) in un certo senso glissavo anche allora.
Pur avendo discreti risultati sportivi ho sempre detestato la componente agonistica dello sport.
Se faccio sport lo faccio per me stesso.

Posso stressarvi per l'ultima volta per poi "trovare la forza" per andare in cerca di uno psicoterapeuta?

vorrei affrontare la questione amici.
Le persone mi odiano, si a quanto pare è così!
Come ho scritto, le persone ricordano spesso il lato negativo delle cose non notando quello positivo.
Quanto ripenso al mio REALE VISSUTO tengo sempre a mente ciò e cerco di scannerizzare meglio il mio passato.
Sono (ero) una persona estremamente disponibile e scherzosa.
Ho avuto compagni di scuola disabili, ho visto amici andarsene ed altri rimanere paralizzati. Ho sempre cercato di rendermi utile e di consolare, credo di avere quindi una spiccata empatia per la sofferenza altrui.

Ho sempre la battuta pronta, so far ridere un gruppo di persone trovando la battuta che "smuove" la situazione.

Sono disponibile, mi sono sempre fatto in quattro con i miei coetanei, quando c'era bisogno di uscire la sera in macchina, dare passaggi o aiutare qualche studente per un piccolo trascolo stanza--> stanza non mi sono MAI tirato indietro, (ero uno dei più "vecchi" della classe ed ho preso la patente tra i primi.
Quando c'è da pagare "alla romana" per una grigliata in casa e a qualcuno manca qualche spicciolo non ho alcun problema a prestarlo solo che non dico che il mio denaro si chiama Pietro e gli altri si scordano di donarmelo indietro.
Non so se questa possa definirsi amicizia o predisposizione a prenderlo nel di dietro... ma comunque!

Con tutte queste persone ho sempre avuto rapporti positivi fino a quando sono stato utile e poi un costante degradarsi del rapporto.
Ma prima non ho scritto di essere anche simpatico? La parte ludica non mi manca(va) mica!


Che cosa si aspettano i coetanei da me? Perchè ottengo tutta questa che io voglio definire cattiveria?
Non riesco a trovare il pelo nell'uovo in nessuna "amicizia" finita a "causa" mia.
Eppure ci penso e ci ripenso, cosa spinge la persona ad approfittare di un'altra persona disponibile?
Eppure tutti si lamentano della stessa cosa, tutti si lamentano di quanto sia opportunista la gente.
Proprio per questo motivo mi sono chiuso via via e non ho fiducia nel prossimo. Proprio per questo motivo ho scritto che mi trovo meglio a discutere con gente molto più grande di me (solo che mi mancano gli argomentiiiiiiiiiiiiiiiiii)
Mi sono chiuso, mi sono irrigidito, non frequentare gente fossilizza la persona, ho perso stimoli, però sono sempre disponibile a fare da tassista e ad eseguire traslochi :D ...
Se prima avevo anche una parte simpatica, (c'è ancora) adesso però sta morendo insieme alla voglia di scoprire il bello dell'altro.
Se prima ero disponibile e simpatico adesso sono disponibile e chiuso.
Se prima gli altri mi usavano e mi gettavano adesso non mi usano perchè non do loro l'occasione di conoscermi.
Scusate la lunghezza della risposta ma mi serve anche come riferimento quando finalmente mi deciderò ad andare da uno psicoterapeuta.
[#15]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Sono certa che se stampa questa consulenza on line troverà degli spunti da approfondire quando farà il colloquio con lo psicologo, qui trova i riferimenti per prendere contatti con il consultorio familiare della sua asl

http://www.asl3.liguria.it/
[#16]
dopo
Utente
Utente
stampa che? :D Dott.ssa lo schermo rende forti, molto forti e lei facendo la psicologa dovrebbe saperlo.
Diciamo che ho esposto circa il 70%% di quello che penso o sento.
Quando chiederò appuntamento parlerò di metà di quello che ho scritto qui, mi conosco troppo bene.
Se i miei genitori leggessero tutto questo capirebbero molte molte cose, quasi quasi lascio la pagina sul desktop, ma poi sarei costretto ad eliminarli :D

Ho scritto di essere "autolesionista" e che non mi piace il cambiamento ma vorrei cambiare ed oltrepassare questa situazione.
Intendo cambiamento anche il confidarsi ad uno sconosciuto che è li per cercare di aiutarti veramente.
A chi fà male questo atteggiamento? solo a me stesso, ma se il mulo non vuole cambiare...
Vi ringrazio e vi auguro cordiali saluti.
[#17]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Non si tratta di affrontare tutto al primo colloquio con lo psicologo, inoltre le riflessioni emerse possono aiutarti ad affrontare diversamente il rapporto con i tuo genitori, avendo fatto maggiore chiarezza dentro di te.
Un aspetto fondamentale del tuo vissuto resta comunque la rigidità derivante da un atteggiamento molto giudicante nei tuoi confronti, che ti rende il "nemico" a te stesso e ti condiziona negativamente fino a farti sentire continuamente "sotto esame" anche da parte degli altri.

[#18]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> lo schermo rende forti, molto forti
>>>

Lo schermo può solo nascondere debolezze, non rendere forti.

Quando si ha il problema di aprirsi, il cammino non può che partire con una decisione da parte della persona, di creare un piccolo spiraglio da cui iniziare. E questo può solo essere lei a farlo.

Non esistono trucchetti né scorciatoie per ovunque valga la pena andare.

Potrà non piacerle, ma forse il suo problema è che ancora non ha sofferto abbastanza. Quando sarà arrivato "alla frutta", come si suol dire, allora potrà decidere di cercare un aiuto vero. Del resto molte delle persone che vengono da noi arrivano in questa condizione.

Cordiali saluti

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#19]
dopo
Utente
Utente
queste ultime risposte sono quelle che ritengo più "mie" , grazie.
Dott Santonocito non posso permettermi di peggiorare perchè come le ho spiegato diventerò vecchio lavorativamente parlando. Già non prendono i 24 enni neolaureati 110 e lode figuriamoci uno che se si laureerà lo farà alla soglia dei 30. Credo di essere molto forte o molto duro (testardo) è un difetto ma credo che si possa trasformare piano piano in un pregio, spero di riuscirci.
[#20]
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
La invito a rileggere la mia ultima replica.

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