Madre in anzia

gen.dott . sono qui per chiedere aiuto in una situazione per me non facile.Mia figlia dopo varie storie non ben finite da circa3 anni convive con un ragazzo di 5 anni maggiore di lei(33-38-)anni.Da circa 3 mesi si sonopresentati alcuni problemi,illavoro di lei la teneva lontana ,il suo carattere non sempre facile ,hanno contribuito ad allontanarli,io in questo ho cercato di non entrarci,per rispetto alle loro decisioni,ma vedo lei che soffre ,e mi dispiace,io non vorrei entrare nel merito ma non posso neanche passare da una che se ne infischia della situazione,questa mattina lei si è un po confidata con me dicendomi che forse vorrebbe che io lo chiamassi,non so cosa fare,se intervengo ho paura di peggiorare la storia,se non intervengo sembra che di lei me ne infischi non so come comportarmi,e vorrei aiutare tuttie 2 Grazie di un consiglio che vorrete darmi
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Dr.ssa Silvia Rotondi Psicologo, Psicoterapeuta 117 6
Gentile signora lei chiede aiuto per se stessa o per sua figlia? Quanto la sofferenza che lei avverte di sua figlia, diventa anche la sua ?
ci sono ragioni per le quali lei stessa sta soffrendo ? Com'è la sua di situazione sentimentale ?


Cordialmente Dr.ssa Silvia Rotondi
www.silviarotondi.it
338-26 72 692

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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 9
<io in questo ho cercato di non entrarci>
E ha fatto bene, è l'atteggiamento che le converrebbe mantenere, non accetterei di farmi coinvolgere in problematiche che appartengono alla coppia e che solo i partner possono cercare di risolvere.

Questo non ha a che fare col fatto di fregarsene, naturalmente, né di non ascoltare sua figlia, piuttosto se ci sono difficoltà nel loro rapporto è a uno specialista, persona competente e oltretutto non coinvolto emotivamente, che si dovrebbero rivolgere se non ce la fanno da soli.

Sua figlia si rivolge spesso a lei per ricevere aiuto per i propri problemi?

Cari saluti

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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dopo
Utente
Utente
Dott Rotondi io chiedevo un consiglio in quanto madre e credo che sia nomale che la sofferenza di una figlia coinvolga la madre,importante credo sia sapere come affrontare la cosa,e la miasituazionesentimentale è serena e con 35 anni di matrimonio allespalle. Dott.Rinella concordo con lei che hanno bisogno di affrontare la situazione da soli,io cerco solo di far ragionare mia fglia su alcune cose del suo comportamento che secondo me andrebbero un pò riviste,e le ripeto che in un rapporto si ama in2 e si sbaglia in 2.ma come ogni madre mi fa male vederla così,alla sua domanda rispondo che no lei difficilmente chiede aiuto,ma abbiamo un rapporto abbastanza aperto e propio per questo vorrei sapere come posso comportarmi
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 9
<e le ripeto che in un rapporto si ama in2 e si sbaglia in 2.>
Gentile Signora,
d'accordissimo con lei, tuttavia come le ho detto e come sembra lei sappia bene, accettare la delega di sua figlia chiamando il suo compagno non aiuterebbe né sua figlia, né il suo rapporto.
Dato che i protagonisti della relazione sono sua figlia e il suo partner, dovrebbero vedersela tra loro.

E' più che comprensibile che le dispiaccia vedere sua figlia soffrire, ma non si senta menefreghista per il fatto di non chiamare, in questo modo tra l'altro non aiuterebbe sua figlia né nel prendersi le proprie responsabilità affrontando direttamente la situazione, nè nel rapporto con il suo fidanzato. Tra l'altro cosa potrebbe pensare quest'ultimo di una donna che a trent'anni passati fa intervenire la mamma nella sua relazione?

Potrebbe magari parlarne con sua figlia e sensibilizzarla nel prendersi le proprie responsabilità, spiegarle i motivi per i quali un suo intervento si rivelerebbe inopportuno

<il suo carattere non sempre facile> è riferito a sua figlia?
In che senso definisce non facile il suo carattere?
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dopo
Utente
Utente
si mi riferivo a mia figlia che in alcune occasioni non manca di essere un po troppo puntigliosa,io sono una mamma che vuole bene ai figli ma non per questo non nota i difettti e atteggiamenti sbagliati.In alcune occasioni le ho fatto notare il suo comportamento,e lei prima fa la sostenuta ma poi si rende conto che esagera e cambia atteggiamento.Dott. il mio pensiero più grande era se magari lui avesse avuto nei suoi confronti atteggiamenti violenti,ma lei mi ha rassicurato che il problema non e questo,adesso io pensavo di accennargli di scrivere a lei in modo di potersi confrontare con una persona esterna alla famiglia,lei cosa ne pensa?magari raccontandole che anche io ho avuto bisogno del suo aiuto? grazie
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 683
Gentile Signora,
fare la mamma è veramente complesso, difficoltoso, ma al tempo stesso un percorso veramente affascinante .

Le sua domande fanno intravedere una mamma attenta, in sintonia con la sofferenza della figlia ed il desiderio di aiutarla a risolvere le sua difficoltà.

Come spesso accade le esperienze soggettive non possono essere messe a diposizione dei figli, che devono sbagliare, cadere, rialzarsi e fortificarsi da soli.

Potrebbe starle vicina, farle sentire il suo sostegno, magari senza intervenire direttamente.
Eventualmente uno psicologo, esterno alle dinamiche ed all'elevato livello di coinvolgimento di tutti voi, potrebbe darle una mano

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 9
<adesso io pensavo di accennargli di scrivere a lei in modo di potersi confrontare con una persona esterna alla famiglia,lei cosa ne pensa?magari raccontandole che anche io ho avuto bisogno del suo aiuto? grazie>

Gentile Signora,
mi sembra una buona idea che sua figlia ci possa scrivere direttamente, sempre che ne sia motivata.
Se crede può anche farle leggere le risposte che le abbiamo dato qui.
Confrontarsi con uno specialista, anche di persona, potrebbe esserle utile.

Cari saluti

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