Tristezza infinita, mia mamma è in coma

Ho 23 anni, mia mamma da 2 settimane è in coma. E' andata in coma metabolico dopo 2 giorni successivi a un'operazione allo stomaco, ben riuscita secondo il chirurgo. Coma dovuto alla carenza di vitamina B. Ora appena me lo comunicarono in ospedale rimasi di pietra, e da quel giorno non faccio altro che pregare che mia madre possa migliorare. In ospedale hanno anche il mio numero di telefono e spero che non mi chiamino mai...L'unico momento della giornata che vivo meglio è quello prima di dormire, ma dopo il resto della giornata per me è un inferno, sto pensando a mille cose.. Quando mi squilla il cellulare ho le palpitazioni del cuore per paura che sia l'ospedale a chiamarmi, sto soffrendo anche fisicamente come non mai nella mia vita, ho pensato al suicidio, ma forse non ne ho il coraggio. Non riesco ad accettare che mia madre fino a 2 mesi fa era qui con me, sana e splendente. Non so come fare senza di lei, sono figlio unico e non ho nessuno che valga la metà quanto ad affetto e amore. E' rimasto solo mio padre che ogni giorno va a trovarla in rianimazione. Non ho la forza né la voglia di parlare a telefono con qualcuno. Sto iniziando a vedere nemici ovunque, sono arrabbiati come non mai nella mia vita, ogni volta che vado in ospedale, anche se non entro nella stanza di mia madre, me ne vado con un peso sullo stomaco enorme. Sono pieno di tristezza, mia mamma è il 90% di tutto quello che ho, come posso fare per sopportare questo dolore atroce? Preferire morire in un modo lampo, senza dolore, piuttosto che avere pessime notizie sullo stato di salute di mia madre. Quando parlo con i medici sono terrorizzato, appena entro per fare il colloquio ho una paura impressionante. In questi giorni sta andando mio padre, anche perché io sono troppo sensibile a queste cose, già ho avuto un'attacco di panico qualche settimana fa. Questa vicenda mi sta distruggendo fisicamente e mentalmente. Tutto mi sarei aspettato dalla vita, ma questa botta è troppo grossa.
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Dr.ssa Giuseppina Ribaudo Psicologo 97
Gentile Utente,
non saprei quali parola usare per confortarLa in un dispiacere così grande!
Il momento della sofferenza e del lutto richiama tutto il tema della perdita, della rottura, della solitudine..

Ed è in questi momenti che è importante utilizzare tutte le risorse a nostra disposizione:
innanzitutto la famiglia (suo padre, altra figura importante che potrebbe aiutarLa e confortarLa) poi ci sono i familiari testimoni della vita che è stata e di quella che si potrebbe ricucire e poi amici e compagni.

Lei cosa fa nella vita?
Chi pensa La possa stare vicino in questo momento?

Dr.ssa Giuseppina  Ribaudo

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dopo
Utente
Utente
studio, sono prossimo alla laurea. Ho saltato alcune sessioni a causa di questa vicenda e ho smesso temporaneamente di studiare. Preferisco non rispondere a telefono, sono già di mio una persona poco estroversa, ma comunicare il mio dolore agli altri mi fa ancora più male. Neanche i medici prima dell'evento ci avevano prospettato uno scenario così difficile e drammatico, non ero minimamente pronto a una cosa del genere. In questo momento solo mio padre e qualche parente mi può stare vicino, ma non sono mai come mia mamma che umanamente è una donna eccezionale.
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Dr.ssa Giuseppina Ribaudo Psicologo 97
Certo,
comprensibile.. l'amore della mamma è unico!
Però ho capito che in qualche modo Lei sta facendo qualcosa per sè e anche per la Sua mamma: la realizzazione di un figlio è una delle cose più belle per i genitori.
Deve farlo per lei! Sono sicura che ne sarebbe felice (anche se è in coma può parlarle e comunicarle le cose che sta cercando di ottenere)

Le consiglio l'affetto del resto della famiglia è la cosa che più può confortarLa, solo Voi sapete chi è Sua mamma e cosa ha fatto per Voi.

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dopo
Utente
Utente
purtroppo mia madre non ce l'ha fatta, stamane è deceduta. Sto pregando per lei, per me aveva un valore inestimabile. Ora forse mi pare ancora un film non sto capendo bene cosa, ma una cosa l'ho capita ed è che io 23 enne figlio unico mi troverò a tavola da solo con mio padre ogni giorno(nella migliore delle ipotesi), mia mamma era una persona sana di salute neanche i medici 1 mese fa ci avevano prospettato una cosa del genere, non rischiava la vita, eppure.. Come posso fare per superare i problemi psicologici che si presenteranno quando dovrò fare le cose pratiche della vita, che una volta faceva mia mamma?? Tipo gestione della casa e altro..Tra l'altro mia mamma era anche lavoratrice e oltre alla perdita morale dovrò affrontare una riduzione del reddito familiare. E' il giorno che non avrei voluto mai vedere, soprattutto a 23 anni. Non ci credo
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Dr.ssa Giuseppina Ribaudo Psicologo 97
Caro Ragazzo,
mi dispiace tanto!
Ha ragione a farsi tante domande: sembra che il mondo Le sia crollato addosso.
Non voglio sminuire il Suo dolore ma è una conseguenza necessaria ad una perdita così grande!
Innanzitutto si dia tempo! Il dolore del lutto è un sentimento che dura per mesi e purtroppo si ripresenta quando c'è qualcosa che ci ricorda la persona cara "Come posso fare per superare i problemi psicologici che si presenteranno quando dovrò fare le cose pratiche della vita, che una volta faceva mia mamma?? Tipo gestione della casa e altro."
Le posso dire che la Sua giovinezza l'aiuterà a superare tante cose ma se ha bisogno, in questo primo periodo soprattutto, si rivolga ad uno/a Psicoterapeuta.

Vedrà che parlarne con un esperto L'aiuta a sollevare il peso.

Un caro saluto
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dopo
Utente
Utente
salve, mi scusi se pongo tutte queste domande non voglio disturbarla, ma ne ho il bisogno. Credo che provvederò al + presto a contattare un suo collega nella mia zona.

Stavo pensando di non andare in chiesa il giorno dei funerali in segno di protesta contro il padre eterno, che ha condannato mia madre ad una morte evitabile, forse c'è stata negligenza da parte dei medici che sono stati anche indagati dalla Procura. Però mia madre era molto religiosa, credeva e aveva fede. I miei parenti forse non riuscirebbero neanche a capire questo gesto. Amavo mia madre alla follia e qualcuno ci ha messo il suo per mettere fine a tutto questo, non lo so di preciso se sono stati i medici o qualche divinità ma di sicuro nessun medico mi aveva detto che mia madre era "destinata a morire" perché malata o comunque "incurabile", anzi tutt'altro.....

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 683
Gentile Utente,
il dolore per la perdita di un genitore è atroce e destabilizzante, andare o meno in chiesa, non credo che le restituirà quanto ha perso, né lenirà le sofferenze...

Si faccia aiutare da un nostro Collega per elaborare la rabbia ed il lutto, se persiste la rabbia sarà difficile elaborare il dolore

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Caro ragazzo, comprendo la sua disperazione e la sua rabbia, ma forse se non va ad accompagnare la sua mamma , poi si sente in colpa, la mamma vorrebbe averla vicina,, piano piano cerchi di recuperare i momenti belli che le faranno compagnia ,,,, si faccia aiutare, parlare le farà bene, la mamma diventerà una .. figura interna ..dolce e rassicurante.. tenuta viva dal suo ricordo..
Le sono vicina..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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