Rapporto fidanzata e genitori in separazione

Gentili Dottori,
Vi scrivo per chiederVi alcuni consigli.
Sto uscendo da un periodo difficile. A Dicembre 2013 non ho superato un concorso e ho avuto una reazione ansioso-depressiva. Tuttavia, essendo molto forte, ho iniziato a reagire positivamente, riscontrando, al tempo stesso, alcune difficoltà. Subito dopo l’evento ho iniziato ad avere forti mal di testa, irritabilità, tachicardia, dolori allo stomaco, forte calo della libido, numerose defaillance, erezioni deboli deboli o insufficienti e la mattina, appena aprivo gli occhi, mi veniva da piangere (qualche lacrima) senza motivo.
Ho cercato di recuperarmi in modo naturale, distraendomi, parlandone (sfogandomi) in famiglia, con la mia ragazza, mi sono iscritto in palestra dalla fine di gennaio e ho iniziato a prendere alcuni integratori alimentari a base di passiflora, di griffonia, giusto per stare calmo. Ho preso un sacco di tisane miorilassanti. Ma la situazione, seppur in fase di miglioramento, non concretizzava quel miglioramento di cui avevo bisogno.
In questi mesi ho manifestato ripudio per i libri sui quali avevo studiato per il concorso e solo di recente (un paio di settimane) ho avuto la forza e il coraggio di riaprire quei libri e iniziare a riprendere le fila del discorso. Nel frattempo, non potendomi permettere più di fare lo studente a tempo pieno, ho dovuto iniziare a lavorare e questo mi ha un po’ preoccupato. Diciamo che il passaggio nel mondo del lavoro non è stato morbido, ma questo non costituisce più un problema per me in quanto risulta superato.
Con l’andar del tempo, le cose sono andate via via migliorando, sia pure gradualmente. Ma non del tutto, in quanto se dovvessi esprimere una percentuale che racchiude il mio benessere psico-fisico, direi di essere ad un 60/65 %.
Stanco dei tempi di ripresa un po’ lunghi, mi sono recato dal medico e ho iniziato da sabato una terapia a base di SAMYR 400 (una cpr la mattina e una la sera x 20 gg). Inizio a stare ancora meglio, il mal di testa sta andando via, la tachicardia risulta sopita… insomma, tutti i sintomi che prima accusavo risultano ridotti e spero che le cose ritornino come prima, ivi compresa la libido. Proprio quest’ultima mi aveva creato non pochi problemi, ma quando il medico mi ha detto che il tutto è legato alla depressione, seppur lieve, mi sono tranquillizzato. Tutto passerà, così sono stato rassicurato.
Nel momento in cui ho iniziato la cura antidepressiva, la mia fidanzata ha avuto un problema familiare. I suoi genitori hanno litigato e si sono momentaneamente divisi. La mia ragazza ha iniziato a soffrire molto per questa cosa e adesso non crede più nell’ amore. Di conseguenza ha riflettuto tutto sulla nostra storia e ha chiesto una pausa. La sera prima avevamo trascorso il suo compleanno, eravamo felici e contenti e il giorno dopo mi ha mandato un messaggio dicendomi dell’accaduto, che per il momento voleva stare sola e non voleva ne’ vedermi ne’ sentirmi.
A volte mi manda messaggi del tipo: “non meritavi il mio malessere”, “mi manchi”, “scusa, ma sono in guerra con tutti, non credo nell’ amore”; “fai le tue cose, per adesso voglio stare sola, non ho detto che voglio stare sola per sempre”, etc… In questo periodo non esce da casa e si occupa a tempo pieno della madre e del padre.
Francamente, non vorrei che ciò avesse ripercussioni sul mio stato di ripresa, per tutto quello che ho specificato sopra. Lei non vuole essere cercata, anche perché ad amici ha detto di aver preso una pausa con me, giusto per non raccontare dei problemi familiari.
Io, ovviamente, non le sto scrivendo nulla, nessun messaggio, nessuna chiamata.
Non so bene cosa fare e come comportarmi, potete darmi qualche consiglio ?
Grazie
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Dr. Francesco Mori Psicologo, Psicoterapeuta 1,2k 33 33
Gentile ragazzo,
la vita è una serie di problemi, la differenza la fa la modalità con cui vengono affrontati. Certamente lo stress per l'incertezza della sua relazione può avere delle ripercussioni sul suo equilibrio, ma allo stesso tempo potrebbe uscirne rafforzato e non necessariamente indebolito.
In ogni caso penso che sarebbe utile affiancare la farmacoterapia con un intervento psicologico.
Forse potrebbe essere utile comprendere i meccanismi che sono alla base del suo malessere ore evitare ricadute.
Che ne pensa?

Restiamo in ascolto

Dr. Francesco Mori
Psicologo, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta
http://spazioinascolto.altervista.org/

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Dr.ssa Mirella Di Calisto Psicologo, Psicoterapeuta 42 1
Caro Signore,
ho letto con attenzione e molto interesse tutta la sua storia. In quanto lei ci racconta non riesco però a capire se e come le è stato diagnosticato uno stato depressivo. E' stato il medico di base o un altro specialista? E' stata effettuata una valutazione con dei test o ha effettuato un semplice colloquio? In ogni caso, nella sua situazione, in cui un senso di difficoltà interiore si scontra con una situazione esterna poco serena (il rapporto con la sua fidanzata che in questo momento appare in crisi) sarebbe opportuno rivolgersi ad uno psicologo della sua zona per un sostegno psicologico. Glielo consiglio soprattutto in questo momento in cui lei stesso si definisce al 60-65% del benessere psicofisico. Vede, se ha più energie a disposizione, il sostegno sarà più efficace e ppotrà avere anche l'effetto di consolidare ed aumentare i benefici della terapia farmacologica che sta seguendo.

Le invio un abbraccio e resto in ascolto,

Dr.ssa Mirella Di Calisto
Psicologa Clinica e Psicoterapeuta

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dopo
Utente
Utente
grazie per spunti riflessivi.
La diagnosi è stata effettuata dal medico di base e confermata anche da due psichiatri qui su medicitalia.
Ho descritto al medico in modo analitico tutto quanto derivato a seguito dell'evento di cui al primo post.
Ho spiegato i sintomi, che rispetto al periodo dicembre/gennaio, risultano ridotti e che sono:

1) perenne, ma velato, mal di testa che si scarica anche sugli occhi;
2) tachicardia; (fenomeno quasi sopito)
3) inappetenza sessuale, defaillance, aumento considerevole del periodo refrattario, erezione insufficiente per la penetrazione; (graduale miglioramento)
4) umore basso e forte irritabilità; (fenomeno meno intenso)
5) qualche lacrima (rara, la mattina)

Ho tenuto a precisare che sto meglio rispetto al periodo anzidetto, che da due mesi faccio attività fisica.
Comunque il medico ha confermato la diagnosi del mio stato ansioso-depressivo e seppur in via di risoluzione, mi ha prescritto 2 confezioni di SAMYR 20 Cpr Gastror 400 mg mattina e sera x almeno 20 gg.

Quanto alla mia ragazza, vedo in Lei una persona confusa. del resto non è la prima volta che va in crisi con se stessa. Quindi, diciamo, che le sedute dallo psicologo Le consiglierei a Lei.
Io le fare se avessi tempo.
Comunque in questi casi, è cosa buona essere un po' egoisti e pensare al proprio benessere personale. Se gli altri lasciato tutto e tutti, di punto in bianco, per risolvere problemi, non vedo perché anch'io non possa essere animato dallo stesso sentimento egoista. Voglio stare bene con me stesso. Il resto non conta e non mi importa.
Non sono il tipo di ragazzo che interferisce con le scelte altrui... se lei ha deciso di stare sola, per me va anche bene.
Lei si è allontanata da me e Lei, se vorrà, ritornerà, ma a quel punto sarò io a decidere se accettare, prendere tempo, o rifiutare la relazione.
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Dr.ssa Mirella Di Calisto Psicologo, Psicoterapeuta 42 1
Caro Signore,
Sono felice di vedere come le riflessioni mie e del collega le siano state utili: da quanto scrive emerge una certa grinta ed un sano egoismo che hanno cominciato a riaccompagnarla.

Lei scrive:
"Comunque in questi casi, è cosa buona essere un po' egoisti e pensare al proprio benessere personale".

Esattamente così, l'importante è il suo benessere psico-fisico ( come immagina di quello della sua ragazza non ce ne possiamo occupare a meno che non sia lei a scriverci ) ed era in virtù di questo obiettivo che è opportuno considerare il sostegno psicologico. Se però non è d'accordo, o ha dubbi, incertezze sull'iniziare un percorso, fa benissimo a non avvalersene in questo momento.

Un abbraccio a Lei ed al Collega,
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dopo
Utente
Utente
Si, in questa fase, per stare bene, devo essere egoista.
Poi la vita chiude una porta e apre un portone.
In passato, la mia prima fidanzata mi lasciò da un giorno all'altro e soffrì per tanto tempo. Quella esperienza mi cambiò profondamente al punto che se la mia attuale ragazza, nonostante i problemi familiari e la pausa chiesta ed ottenuta senza opposizione alcuna da parte mia, mi avesse lasciato, la cosa non mi farebbe più ne' caldo e ne' freddo. Andrei avanti ugualmente consapevole che la vita, in futuro, riserverà qualcosa di meglio.
Solo questo!
Comunque il mio problema non è tanto l'eventuale, presunta, probabile crisi e/o fine della mia storia d'amore, quanto il mio completo recupero a livello psico-fisico e il ripristino del calo della libido, legato, come asserisce il medico, alla depressione lieve dalla quale sono stato colpito. Spero di uscirne indenne e senza spendere altro tempo perché sono davvero molto stanco di questo stato (seppur in via di miglioramento).
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le Utente,
l'aspetto che più mi colpisce del suo modo di affrontare la situazione è la distanza che ha messo tra sé e le emozioni che questa esperienza le sta suscitando, focalizzando tutta l'attenzione sulle reazioni fisiche alle quali ha attribuito una connotazione patologica, convalidata da una diagnosi che l'ha indotta a delegare al farmaco la soluzione del disagio.
In realtà il farmaco può ridimensionare il malessere ma non le consente di avviare un processo di cambiamento nel modo di entrare in relazione con sé stesso e con l'altro.
Nel rapporto con la sua ragazza sembra abbia reagito allo stesso modo mettendo una distanza che possa proteggerla dalla delusione, dalla sofferenza e quindi dalle emozioni.
Quando mettiamo una barriera tra noi e l'emozione che stiamo provando, si verifica una "disconnessione" che alimenta il disagio e non ci consente di ascoltare cosa la sofferenza sta cercando di comunicarci.
Nella relazione terapeutica tra Psicoterapeuta/Cliente è possibile creare un ambiente sicuro, all'interno del quale il disagio può affiorare alla consapevolezza e avviare un processo di elaborazione, anziché essere vissuto come una minaccia al proprio equilibrio.

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

[#7]
dopo
Utente
Utente
Penso sia normale, in questa mia fase, "disconnetermi" dai problemi esterni, se non risolvo prima i mie problemi interni.
Con o senza ragazza, la virilità di un uomo è da tenere comunque presente.
Infine mi sono distaccato dalle tematiche che fanno capo alla mia fidanzata nella stessa misura in cui lei si è momentaneamente "disconnessa" da me, come oggi ha tenuto a ribadirmi.
Al di la della temporaneità o definitività del distacco, quello che a me sta a cuore è certamente ritrovare il mio benessere psico-fisico. il resto viene dopo.
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Le emozioni sono la parte essenziale della sua esperienza non possono essere considerati problemi esterni.
Lei è un essere umano e non una macchina che reagisce in modo automatico con una risposta ad uno stimolo, pertanto in questo periodo vive diversamente anche la sessualità, che rappresenta una dimensione in cui la relazione con l'altro non può essere esclusa.
Infine io non mi riferivo al disagio vissuto dalla sua ragazza per la separazione dei suoi genitori, ma alla sofferenza relativa all'interruzione della relazione affettiva che ancora una volta sembra voler circoscrivere ad una logica di causa/effetto che esclude la possibilità di esplorare il proprio vissuto e le emozioni che lo accompagnano.
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dopo
Utente
Utente
Ci stiamo complicando.
Dopo la notizia di cui al primo post, ho iniziato ad avere forti mal di testa, irritabilità, tachicardia, dolori allo stomaco, forte calo della libido, numerose defaillance, erezioni deboli deboli o insufficienti e la mattina, appena aprivo gli occhi, mi veniva da piangere (qualche lacrima) senza motivo.
Il tutto frutto di una lieve depressione che sto curando.
Se la mia ragazza ha chiesto un pausa momentanea, - perchè i suoi genitori hanno litigato e momentaneamente si sono separati anche loro, ma non si esclude che a breve possano ritornare sotto lo stesso tetto, - io non posso fare altro che accettare questo distacco e curarmi nel frattempo.
I problemi sono due:
1) il concorso non superato e gli effetti che questo ha avuto su di me
2) il distacco momentaneo che la fidanzata mi ha chiesto per un problema suo di natura familiare
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
L'esperienza del fallimento sia esso lavorativo o connesso ad una relazione affettiva suscita dentro di noi una sofferenza che non può essere censurata dal farmaco, ma andrebbe esplorata per comprenderne i significati e individuare nuove modalità nella relazione con sé stesso e con l'altro. In altre parole si tratta di andare al di sotto della superficie del fatto in sé, altrimenti esisterebbero le "istruzioni per l'uso" ma quelle servono per le macchine non per gli esseri umani.


[#11]
dopo
Utente
Utente
Non c’è dubbio che un distacco dal partner, momentaneo o definitivo che sia, susciti dentro di noi delle sofferenze, a fortiori se c’è amore.
Vero anche che non siamo automi passivi e che, al contrario, essendo persone, viviamo di emozioni positive e negative.
Mi chiedo:
- Se la mia ragazza mi ha chiesto una pausa, posso andare contro la sua volontà ?
- Non sarebbe più giusto rispettare la sua scelta, nonostante le sue continue rassicurazioni che ritorneremo insieme ?
- Nello stato in cui mi trovo, di uscita da un periodo mio piuttosto difficile, è giusto illudersi del suo ritorno? E se non ci sarà un ritorno ?
- Perché dovrei illudermi e dopo, magari, rimanere deluso ?
- Non sarebbe meglio per me pensare di star bene, prima che con gli altri, con me stesso e recuperare il mio benessere psicofisico ?
Non vivo di illusioni. La vita, gli episodi e le circostanze mi hanno fatto capire che bisogna affrontare qualunque cosa, anche la più brutta, lasciando al tempo di sistemare tutto. E poi il proprio benessere non deve dipendere dalla presenza o meno una persona.
Voglio stare bene di mio.
La mia ragazza sta soffrendo molto per la sua situazione familiare (i genitori non riescono a riappacificarsi e sono momentaneamente divisi) e mi ha detto di aver chiuso le porte del suo cuore perché si dice delusa dall’amore. Mi ha detto che ha messo in discussione se stessa e che per il periodo che entrambi stiamo vivendo è meglio una pausa.
Io non posso e non voglio sobbarcarmi di problematiche altrui ed è proprio per questo motivo che ho messo al centro di tutto me stesso e il mio benessere psicofisico.
Comunque sia, al di la se la mia ragazza ritorni o meno, sto prendendo contatti con una psicologa del posto per un primo colloquio.
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
La decisione della sua ragazza va rispettata, non ho mai parlato di illudersi del suo ritorno o di farsi carico dei suoi problemi, ma soltanto di condividere all'interno dello "spazio protetto" del colloquio psicologico il proprio vissuto e le emozioni che lo accompagnano.
Mi fa piacere che abbia accolto il mio invito ad approfondire il discorso, se le fa piacere ci tenga aggiornati qualora incontrasse qualche difficoltà nell'individuare lo specialista.

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