Utente 354XXX
Buongiorno Dottori, volevo porvi il mio problema, fino a qualche mese fa la mia vita procedeva alla grande: tanti amici, studente universitario con una buona media e in linea con gli esami, tante passioni e tanti sogni. Improvvisamente con l'avvicinarsi dell'estate ho iniziato a sentirmi male: ansia, attacchi di panico...inizialmente ho collegato il tutto con gli imminenti esami universitari, avevo infatti programmato di darne parecchi e di alzare la media per prendere la borsa di studio, finito il tutto partire per le vacanze e godermele per almeno un mese. L'ansia è diventata talmente debilitante che ho dovuto saltare la sessione esami, ho perso la borsa di studio e a distanza di 3 mesi sto ancora male tanto che pure le vacanze probabilmente dovrò saltarle. Piano piano mi sono accorto che la mia vita che apparentemente andava a gonfie vele non era così soddisfacente come pensavo, ho iniziato a pensare "finita l'università cosa farò? non c'è lavoro, finirò a passare intere giornate in casa, perderò di vista gli amici, non troverò mai la ragazza, tutti i miei sogni sono destinati a svanire"....ecco, questi pensieri hanno iniziato a tartassarmi la mente dalla mattina alla sera, ormai da settimane vanno avanti e non vedo più il futuro roseo che vedevo prima, mi è passata la voglia di studiare o meglio non riesco neanche più a concentrarmi sui libri, non ho più voglia di uscire a svagarmi, mi sembra tutto inutile....qualche giorno fa mi è venuta una strana voglia: fare i bagagli, ritirare i risparmi in banca, prendere un aereo e scappare da tutto e da tutti, non per cercare di farmi una nuova vita altrove ma semplicemente vagabondare per il mondo (il mio sogno è sempre stato di vedere più posti possibile)...ero convintissimo che l'avrei fatto, avevo cercato su internet i voli più economici, avevo scritto ai miei amici di incontrarci con la scusa di un saluto prima delle vacanze per dargli l'addio, avevo pensato a cosa scrivere in una lettera da lasciare ai miei per dargli l'addio,ecc...per un paio di giorni ero convinto che entro una settimana sarei partito poi ho iniziato a pensare che per colpa della mia ansia non avrei resistito molto e comunque i soldi prima o poi sarebbero finiti, quella voglia di scappare l'ho messa per qualche giorno da parte, oggi nuovamente è tornata....non vedo futuro e continuo a pensare, per fare una vita insulsa qui tanto vale mollare tutto e godermi la vita da persona libera, mi verrebbe voglia di fare una vita simile a quella del protagonista del film "into the wild"...voi avete consigli in merito? è normale alla mia età (20 anni) avere pensieri di questo tipo? di sfiducia e timore verso il futuro tanto da farmi desiderare tutto ciò?

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Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Ragazzo,
scappare non serve a risolvere i problemi se sono dentro di noi.
Forse si è posto traguardi troppo elevati, carichi troppo pesanti da reggere, poco tempo a disposizione...l'ansia ha preso il sopravvento...la paura per il futuro...previsioni catastrofiche...

L'ansia è nemica della concentrazione, dello studio proficuo, sentire il tempo che preme con troppe cose da fare presto e bene.

Perché invece non prendersi una vacanza? A cosa le giova starsene fermo a rimuginare?

Ha mai sofferto d'ansia prima d'ora?
Al di fuori dello studio come va la sua vita? Famiglia, amici, tempo libero? Altri motivi di preoccupazione o stress?

Quali aspettative nutrono i suoi genitori sul suo percorso di studi?

Dato il suo malessere di non recentissima comparsa sarebbe opportuno sentisse un nostro collega di persona, anche presso il servizio pubblico, come ad esempio il Consultorio Familiare ASL del suo territorio per far fronte in modo efficace ai suoi disagi, che ne pensa?


Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 354XXX

Gentile Dottoressa, da una parte vorrei scappare per scappare da questa vita i cui ritmi sono troppo veloci per le mie caratteristiche, a me piace fare le cose con calma ma il mondo corre e non riesco a starci dietro, allo stesso tempo il mi sogno è sempre stato quello di viaggiare e mi sto rendendo conto che pensando agli impegni stavo trascurando troppo i miei sogni, la vita è una sola e la sto sprecando o almeno così mi sembra. Avevo pensato di andare in vacanza ma risolverebbe la cosa per qualche settimana poi dovrei comunque riprendere la solita vita. Al di fuori dello studio non va granché la mia vita ultimamente, in famiglia tutto bene non ho particolari pressioni ed anzi mi hanno detto che posso finire gli studi con tutta calma o se non me la sento posso anche fermarmi anche se per questione di principio la sentirei come una sconfitta personale quella di ritirarmi, amici non benissimo nel senso che per un motivo e per un altro mi sto isolando sempre di più, mantengo i rapporti ma li vedo molto poco, ragazze non ne parliamo...mi sento con delle ragazze ma non so cosa vogliano loro quindi sono un grande punto interrogativo, altri motivi di stress forse appunto che mi sento sotto pressione da parte di non so neanche io chi per tutto quello che faccio e non riuscendo a rendere come vorrei mi sento a disagio, mi sento non adatto ai ritmi di questa società, ho sempre fatto tutto con molta calma ma ora non riesco più a essere calmo come prima. Ho sempre sofferto di ansia per quel che ricordo ma a parte rari momenti di vita l'ho sempre controllata senza tanti problemi, negli ultimi mesi invece è letteralmente esplosa. Mi sono rivolto a uno psicologo già da qualche mese ma mi fa solo parlare e non mi pare mi stia aiutando più di tanto, mi dice cose che già so. Sono stato anche da uno psichiatra che mi ha dato un antidepressivo per calmare l'ansia e gli attacchi di panico, un po' l'ha ridotta ma non ha fatto molto, forse non sta ancora funzionando al massimo.

[#3]  
Dr.ssa Laura Rinella

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<Mi sono rivolto a uno psicologo già da qualche mese ma mi fa solo parlare e non mi pare mi stia aiutando più di tanto>

Che tipo di percorso sta seguendo? Psicologo o anche psicoterapeuta? Ne conosce l'approccio/orientamento? Su quali obiettivi state lavorando?
Qualche beneficio?
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente 354XXX

Sto seguendo un percorso psicologico, stavo pensando di rivolgermi ad uno psicoterapeuta ma siamo alle porte di Agosto e penso che molti vadano in vacanza ora. Non so quale approccio/orientamento utilizzi ma principalmente si parlava del mio passato, penso volesse cercare le cause della mia ansia li e le avevamo anche trovate solo che poi non è stato fatto niente per risolvere il problema ma si è solo continuato a parlare del passato. Poi è andato in vacanza e ci siamo fermati fino a settembre anche se non sono certo di voler continuare ma appunto pensavo di rivolgermi ad uno psicoterapeuta. Beneficio è che ora conosco la causa delle mie ansie e non è più un'incognita come prima ma allo stesso tempo ora vivo pensando costantemente a quelle cose e non riesco più a pensare alla mia vita, mi verrebbe voglia come dicevo all'inizio di mollare tutto e scappare, vagare senza meta ma godermi la vita da vera persona libera

[#5]  
Dr.ssa Laura Rinella

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<ora conosco la causa delle mie ansie >
Conoscere le cause non equivale a gestire, affrontare, risolvere.

Per i disturbi legati all'ansia sono particolarmente indicate psicoterapie attive e focalizzate, previa valutazione diretta.

Legga questi articoli nei quali trova spunti e informazioni utili
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-la-psicoterapia-che-cos-e-e-come-funziona.html
https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#6] dopo  
Utente 354XXX

Gentile Dottoressa, questo è proprio il motivo per cui vorrei passare ad uno psicoterapeuta, il fatto di sapere le cause non mi ha fatto passare l'ansia ed anzi, forse l'ha addirittura peggiorata. Ora con il farmaco dovrei essere coperto e infatti i sintomi dal punto di vista fisico non li sento molto però dal punto di vista psichico si, non riesco a concentrarmi, pensieri ossessivi e ora questa voglia di scappare e lasciar perdere tutto. Lo psichiatra dice che il farmaco farà effetto anche su questi sintomi e lo spero ma al momento ancora non sta agendo quindi mi ritrovo in una specie di limbo, una fase di stallo insomma.

[#7]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Non si perda d'animo, si affidi allo psichiatra e alle sue competenze e si rivolga a uno psicoterapeuta, legga gli articoli suggeriti se non l'ha ancora fatto.

Cari auguri
Dr.ssa Laura Rinella
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[#8]  
Dr.ssa Chiara Miranda

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Caro ragazzo, leggendo questo e gli altri quesiti posti, mi ha colpito molto questa frase: "finita l'università cosa farò? Non c'è lavoro, finirò a passare intere giornate in casa, perderò di vista gli amici, non troverò mai la ragazza, tutti i miei sogni sono destinati a svanire".
In queste domande si avverte tutta la paura di trovarsi, nel momento di conclusione di un percorso di studio, senza aver realizzato gli obiettivi esistenziali desiderati.
I tempi sono difficili per tutti, ma per lei l'occasione di entrare a far parte del mondo "adulto" si rivela fonte di angoscia e la fa tornare a periodi antichi della sua vita caratterizzati dalla stessa ansia e sfiducia.
Ritengo importante analizzare con un collega psicoterapeuta i suoi vissuti, non basta la consapevolezza cognitiva a farla stare bene, ne' le medicine possono risolvere un problema di ansia cronica che ha radici nelle sue scelte esistenziali e nella sua capacità di gestire le delusioni e i fallimenti che la vita può riservare.
L'aiuto farmacologico è utile per consentire una qualità di vita migliore, nel frattempo che lei risolva il problema all'interno di una relazione psicoterapeutica.
Le auguro ogni bene.

Dott.ssa Chiara Miranda
Psicologo-Psicoterapeuta

Dr.ssa Chiara Miranda Psicoterapeuta
n°1575 Ordine Psicologi Abruzzo

[#9] dopo  
Utente 354XXX

Gentile Dottoressa Rinella ho letto gli articoli e li ho trovati molto interessanti e la ringrazio per avermeli suggeriti. Rispetto al giorno del consulto il pessimismo è diminuito anche se i pensieri ossessivi e l'ansia sono sempre presenti e il farmaco ancora non ha iniziato a lavorare.
Gentile Dottoressa Miranda, effettivamente anche io avevo sospettato una cosa del genere, non so se l'ho scritto sopra, ma gli episodi di bullismo mi portarono all'isolamento volontario poi tornavo in circolazione finche non capitava nuovamente qualcosa e sparivo, questo quando ero un ragazzino. In quinta superiore, a poche settimane dalla maturità mi ammalai, nel senso che volevo farmi bocciare perchè avevo il terrore di cosa sarebbe venuto dopo la scuola e mi venne una febbre che durò due settimane come se il mio fisico mi stesse aiutando nel mio intento di farmi bocciare, poi alla fine mi decisi a prendere il diploma e lo feci con ottimi risultati. Adesso è successa una cosa molto simile ovvero mi sono ammalato quando ho iniziato a realizzare che anche l'esperienza universitaria stava volgendo al termine, se devo essere sincero mi sono iscritto all'università non tanto perchè volevo studiare (per carità, mi piace ma non è proprio il mio sogno) ma perchè volevo rimanere nell'ambiente scuola, stare a contatto con gente della mia età e non volevo andare a lavorare, stare in mezzo a gente di 20.30 anni in più di me dalla mattina alla sera e perdere di vista la gente della mia età (al di fuori delle relazioni scolastiche infatti non ho molte amicizie, o meglio, le ho ma non avendole curate nel tempo le ho in gran parte perse). Quando appunto ho iniziato a realizzare che stava finendo l'avventura universitaria ho iniziato a sentirmi male ma questa volta non mi sono più ripreso, forse perchè questa volta so che finita l'università non c'è più dell'altra scuola ma c'è l'incognito. Questa mi spaventa non poco. Sentivo che in questi ultimi mesi di università dovessi costruire le basi per il mio futuro, come se avessi il tempo contato per crearmi le amicizie per il futuro, trovare la ragazza, ecc... e se non l'avessi fatto ora non l'avrei fatto mai più. Adesso vivo in una specie di limbo tra presente e passato, vorrei guardare al futuro ma non riesco a vederlo perchè il passato continua a tormentarmi. Spero veramente nel farmaco almeno per riprendermi e finire l'università, poi ovviamente nel supporto psicoterapeutico per capire bene il tutto e prepararmi meglio al futuro.
Cordiali saluti