vivere serenamente dopo un tumore

Sono una donna 37enne.All’età di 29 anni ho avuto tumore seno,ho fatto quadrectomia e radio. Dopo circa 2 anni ho avuto recidiva,fatto mastectomia e ricostruzione e null’altro.E'stato uno sciok xchè arrivato solo dopo 2 mesi dal matrimonio.Al tempo lavoravo in una azienda dove il clima era orribile:colleghi gelosi,supponenti.Facevo la centralinista e avevo la sensazione che il mio ruolo fosse nettamente inferiore a quello degli altri,ma avevo scelto quel lavoro perché era più remunerativo del precedente ma non mi piaceva, io ho studiato ragioneria e il mio lavoro è nel campo della contabilità, quello mi piace e mi da soddisfazione.Quando ho avuto la recidiva ho deciso di mollare il lavoro e operarmi in totale tranquillità , senza stress del lavoro.Così mi sono licenziata, operata e per circa 10 mesi a casa tranquilla e pacifica ,cercando un altro lavoro che mi ero imposta fosse part time ,in modo da potermi dedicare più a me stessa e alla casa: un sogno!E l’ho trovato!Ho trovato un part time in contabilità in una ditta seria ma allegra.Seguo costantemente i miei controlli annuali senza sgarrare ma la paura del male mi è rimasta eccome!A natale scorso mi sento sul seno operato come un brufolino e comincio ad allarmarmi. Faccio tutti i controlli del caso e il chirurgo mi dice che non ci sono caratteri sospetti, e di stare tranquilla.Lui non la toglierebbe perché mi creerebbe solo un’altra cicatrice, la terrebbe controllata e la toglierebbe nel caso comparissero caratteri sospetti.Da allora sono molto spesso preoccupata. Ci sono giorni in cui mi controlla moltissime volte al giorno per vedere se cambia qualcosa…il bello è che ho il sospetto di avercela sempre avuto questa specie di brufolino e di essermi incaponita su esso in un momento di insicurezza…Credo che se non lo avessi fatto notare ai medici nemmeno loro ci avrebbero fatto caso.Ora , essendo passati più di tre mesi, dovrei tornare a fare un controllo come suggeritomi dal chirurgo se volevo, ma ho deciso di non farlo perché so che se mi ripresento preoccupata lui ovviamente mi consiglia di toglierlo così mi tranquillizzo, ma io non voglio farlo perché dentro di me sono sicura sia solo una mia paranoia e voglio continuare con il controlli di routine tra un anno e basta.Vorrei vivere serenamente e non guastarmi anche i periodi in cui effettivamente non ho e non dovrei avere preoccupazioni.Ma non riesco a togliermi dalla mente il fatto che potrebbe essere la scelta sbagliata...potrei pentirmene, ecc.. non vivo bene .Ho deciso che di andare da una psicologa che mi insegni ad affrontare questi periodi di paura e sconforto, che mi possa insegnare qualche tecnica per modificare la mia psiche che a volte parte senza controllo verso pensieri brutti, verso la paura di avere paura.Voi che ne pensate della mia situazione ? ho il terrore che la psicologa mi dica che sono più grave di quanto io creda, che sono al limite della depressione o quant’altro e che questo mi abbatta ancora di più.Grazie.
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Dr. Monica Zoni Psicologo 164 13
Gentile signora,
l'aver avuto un problema di salute importante, che mette in pericolo la propria vita, mette di fronte a pensieri che normalmente non ci accompagnano.
E inoltre, come è accaduto a lei, vedere riaprirsi le porte del dolore e dover ricominciare il percorso di guarigione una seconda volte, è destabilizzante.
Le faccio comunque i miei complimenti per essere stata determinata nel dare una svolta alla sua vita lavorativa nella direzione da lei desiderata, svolta attuata con successo.
Le consiglierei di iniziare un percorso di supporto psicologico. Forse un percorso di gruppo condotto comunque da psicologi, le sarebbe davvero utile perché si confronterebbe con altre esperienze e ne trarrebbe un sostegno importante
Le faccio i miei migliori auguri
Buone cose

Dr. Monica Zoni, Psicologa clinica, Milano sud e Skype
zoni.monica@gmail.com cell. 3394939556

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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signora,
Concordo con la collega Dott.a Zoni, in quanto la possibilità di esprimere in un contesto di gruppo, le proprie paure consente di elaborale e depotenziarle.
Lei ha reagito molto bene fin'ora ma e' inevitabile che le paure si presentino. Sarebbe peggio se cio' non avvenisse: qualunque cosa emerga alla coscienza puo' essere elaborata con la forza dell'Io e vinta. Specialmente in un contesto ove esista una comprensione reale e condivisa.
I migliori auguri! E ci faccia sapere!

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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dopo
Utente
Utente
manca una settimana al primo app.to con la psicologa...mi sento un po impaurita e temo che mi sentirò in imbarazzo davanti a lei a raccontare la mia storia . presumo che la dott.ssa non esprima opinioni su come ho reagito, su come vivo ecc...o forse si? ho paura del suo giudizio e che possa dirmi che sono complessa e fortemente "malata"psicologicamente e che il lavoro che dovro' fare con me stessa sarà lungo e doloroso ecc...se mi dicesse qualcosa de genere temo che sarei molto umiliata, delusa e sconfortata....non so come prepararmi bene mentalmente a questo incontro....temo anche di non esporre cio' che sento nel modo giusto, di non trovare le parole adeguate che ora a casa mi vengono fuori bene ma li davanti a lei potrebbero non voler dire nel modo che vorrei ciò che sento....e sembrare una persona misera, povera, paurosa e non matura.
Come posso prepararmi ? Grazie
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signora,
Nei primi appuntamenti non dovra' svelare di se' nulla di particolarmente intenso. E nulla che non vorra'. Sara' semplicemente un *prendere contatto*.
Questo fara' si' che inizi una conoscenza e un *rapporto terapeutico* .
Decidera' Lei se e quando si sentira' emotivamente distesa per raccontare e condividere cose piu' delicate.
Questo iter si definsce "alleanza terapeutica" e sara' teso a far si che Lei non si senta piu' sola ad affrontare i suoi timori. Avra' una persna che sara' *con Lei* e che con strumenti terapeutici appropriati Le consentira' di elaborare cio' che ha vissuto fino ad ora da sola.
Questo *disvelamento* non sara' solo recepito dalla psicologa senza alcun giudizio, ma sara'
finalizzato a dare a Lei una visione molto piu' sicura e tranquilla di cio' che ha provato.
Quindi cerchi di avere fiducia in questo percorso che sta iniziando!
E ci faccia sapere!
I miei saluti e auguri!
[#5]
dopo
Utente
Utente
grazie dottoressa delle sue parole!
anche oggi sono un po in ansia perché vedo quel "brufolo" che mi fa paura....forse dovrei tornare dal radiologo a farlo controllare ..... potrebbe essere ancora qualcosa di brutto....
come vorrei non averlo!
a volte penso che, come suggeritomi dall'oncologo(che pero' secondo me lo dice solo per mettere le mani avanti visto il mio caso),dovrei fare una visita di controllo e se esce qualcosa di sospetto toglierlo e verificare di cosa si tratta....ma la cosa mi impaurisce moltissimo! e penso anche che nessun psicologo potrà mai togliermi sta paura e che magari sarà lui stesso a dirmi di andare a fare questo controllo....e forse solo facendolo mi calmerò credo....
a volte prenderei il telefono e chiamerei subito x un app.to col radiologo e via....poi mi impongo di non farlo perché i dottori sono tutti super scrupolosi e mi dico che è assurdo che continui a tormentarmi ma che dovrei non pensarci ed attendere il prox anno il controllo di routine....aiuto!
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signora,
I controlli sono stabiliti con cadenze rispettose dei protocolli di cura. E non possono ne' devono tenere conto delle paure dei malati, che lasciate a se' stesse diventerebbero esponenziali.
E questo andrebbe a vantaggio solo degli Istituti privati di analisi che sarebbero ben contenti di lucrare anche sulle paure delle persone vulnerabili!
Questo vorrei comunicarle affinche' Lei comprenda quali e quanti possano essere gli interessi che girano nel campo della Sanita'.
Tuttavia comprendo il punto di vista di una persona coinvolta personalmente.
Valuti Lei cara Signora.
Se Lei desidera accertarsi della natura del brufolo nessuno puo' impedirlo!
I miei saluti! Coraggio!
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

solo chi si è .. salvato, sa quanto la paura accompagni la vita seguente.
Non mi riferisco ad una paura quotidiana, che avvelena le relazioni e la progettualità.

Bensì ad una ragionevole paura che il tumore si ripresenti e quindi vada monitorata la situazione.

Ma questo non può avvelenare la qualità della vita, nè costringerla entro schemi dettati dalla paura.

Le consiglio la lettura della News
https://www.medicitalia.it/news/senologia/6614-la-storia-di-una-ragazza-fuori-di-seno.html
Queste "ragazze (di qualsiasi età) si danno forza reciprocamente, e a tutte quante le leggono.

Saluti cari!

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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dopo
Utente
Utente
Salve a tutti i dottori.
Ho iniziato da circa un mese e mezzo una psicoterapia con una dott.ssa molto competente per riuscire a vivere meglio , serenamente , con meno ansia rispetto alla malattia che ho avuto e all'ansia che mi provoca il pensiero che si ripresenti in futuro.
La settimana scorsa ho fatto una seduta dopo la quale mi sentivo libera , leggera e felice...che nemmeno mi sembrava vero!! ero convinta di essere sulla buona strada.
dopo quattro giorni però l'ansia è ritornata improvvisamente in seguito ad una circostanza alla quale so che ragionevolmente non dovrei dare peso, ma non ci sono riuscita e la mia mente ha iniziato a tormentarsi sul possibile futuro incerto e pauroso che potrebbe verificarsi se la malattia si ripresentasse.
Ora sono molto delusa, pensavo di non avere una ricaduta almeno cosi' presto, anzi speravo di non averne affatto. Mi sembra che ciò che ho fatto fin'ora anche se ho fatto solo 4-5 seduta non sia servito a niente e che sia tornata indietro. Perchè la mia mente ha fatto questo? la mia felicità era un 'illusione?? sono molto dispiaciuta.Ora avrei dovuto tronare dalla psicologa tra un mese ma sto pensando di tornarci già questa settimana per raccontare l'accaduto...o forse dovrei ascoltarmi dentro per ancora qualche giorno o settimana prima di tornarci? non so che fare...
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile utente,
Partire dal presupposto che una psicoterapia *renda felici* e' sbagliato e controproducente.
Non so che tipo di approccio Lei stia seguendo ma anche gli approcci piu' *leggeri*, quelli che non accompagnano davvero a riflettere su di se' e ad elaborare i propri temi conflittuali, non svolgono una funzione *antalgica*.
La differenza fra gli approcci *pesca* in modalita' diverse per fronteggiare le difficolta' del paziente, ma le difficolta' sono tali in ogni caso.
C'e da dire che talvolta un intervento puo' avere una connotazione piu' *protettiva* e fare sentire *meglio* la persona interessata per qualche tempo. Ma poco. Cio' che conta davvero avviene dopo. Negli intervalli fra le sedute, quando si resta soli. E si riflette su di se', sulle difficolta', sulla esigenza di fronteggiare i problemi.
Mi dispiace che il terapeuta con cui si sta interfacciando non l'abbia messa al corrente da subito di tale dinamica! Se lo avesse fatto Lei non sarebbe stata impreparata!
Comunque cerco di collaborare anche io alla riuscita della Sua terapia: la psicoterapia non e' un colpo di bacchetta magica, ma un cammino che si fa insieme, paziente e terapeuta. Passo dopo passo. Affrontando la strada man mano che appare!
Auguri! E coraggio!
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dopo
Utente
Utente
quindi è il mio atteggiamento sbagliato, ed è normale che l'ansia si riproponga solo che dovrei imparare a gestirla meglio , è questo che voleva dire?
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signora,
L'ansia e' un sintomo. E un sintomo lo si accetta, non lo si *gestisce*.
Lei ha un problema ed e' questo che crea il Suo malessere.
Quando questo *nucleo* che crea malessere si alleggerira' Lei stara' meglio.
Per ora mi sembra troppo presto!
Auguri e coraggio!

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