Utente 367XXX
Buonasera, sono una ragazza di 28 anni, laureata in Economia. Lavoro da un anno in uno studio professionale in cui mi trovo molto bene. Non ho avuto grossi problemi ad integrarmi con i colleghi. Sicuramente sono una persona che ha i suoi tempi, sono riservata, seria e disciplinata. Sono educata e gentile e non dico mai di no. Cerco di dare sempre il massimo in ogni cosa.
Ció che piú mi fa soffrire è il rapporto con i clienti. Incontro spesso brave persone ma l'impressione che ho è che in molti, vedendo una ragazza giovane e dall'aspetto esile, mi sottovalutino adducendomi spesso, parlando con i colleghi, nomignoli come "la ragazzina" senza mai pronunciare il mio nome.
Se fossi io il responsabile forse impulsivamente mi ribellerei, ma nella situazione di dipendenza in cui mi trovo cerco di essere diplomatica e taccio. Vorrei tanto rispondere a tono. Cosa mi consigliate? Essere giovani o dimostrare meno anni di quelli che si hanno puó essere limitante? Grazie

[#1] dopo  
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo

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MAGLIE (LE)

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Gentile ragazza,

“Cosa mi consigliate? Essere giovani o dimostrare meno anni di quelli che si hanno puó essere limitante?”

Il giudizio delle persone (in questo caso utenti/clienti) c’è e ci sarà sempre. Viviamo in una società giudicante. Giudizi che prescindono dall’eta o dalle competenze. Lei potrebbe anche essere il direttore e rispondere in modo impulsivo e rabbioso ma chi lo dice che non criticherebbero anche quell’eventuale modo di porsi?

Si ricordi che chi critica e/o come nel suo caso appella con il termine “la signorina”, fondamentalmente non solo scarsamente conosce chi critica/appella ma il criticare è e resta un atteggiamento o pensiero esclusivo di chi lo produce e che nulla a che vedere con il criticato.

Lei è giovane, ha un lavoro, le piace? La soddisfa? Se si, continui a farlo, inevitabilmente le persone troveranno sempre, dentro o fuori l’attività lavorativa, modi critici e giudicanti di esprimere i loro punti di vista. E dato appunto che sono solo punti di vista, tali restano e non intaccano le conoscenze, le qualità, le competenze e le risorse del criticato.

Ps: nella domanda che pone, lei stessa usa il termine: “dimostrare”. Dimostrare deriva da de-monstrare = “mostrare” = mostrare agli altri.
È un verbo “”sociale”” e perciò, chi tende a mostrare o di-mostrare inevitabilmente si espone al giudizio sociale.

Quindi, più che dimostrare, le suggerirei di guardare se stessa, le risorse che possiede e quello che riesce a fare per se stessa e per il suo futuro lavorativo.

Cordiali saluti
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo. PsyD. Psicoterapia cognitiva e cognitivo comportamentale.