Utente
Buongiorno, negli ultimi tempi sento un senso di avversione nei confronti di mia madre, il mio rapporto con lei ora non è facile, (quando ero piccolo era diverso), forse anche per il mio disturbo... Fatto sta che provo rancore verso mia madre, sono sempre pronto a criticarla in tutti i suoi aspetti (ma lo faccio solo nella mia testa), dall'estetica ai ragionamenti che fa... Non so bene spiegarmi il motivo di tutto ciò.
Verso mio padre invece provo sentimenti opposti: sottomissione, benevolenza...
Forse può essere perché ultimamente sto passando molto tempo con mia madre?
Grazie.

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Dr. Giuseppe Ciardiello

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Gentile utente, l'aggressività nei confronti dei propri genitori in un'età che gradatamente dispone verso l'autonomia, è un sentimento abbastanza comune e, solitamente, è opportuno non allarmarsi anche se giusto rendersene conto, come fa lei, e cercare di comprenderne il senso.

Generalmente questo vissuto si presenta come esito di una duplice considerazione, comunemente implicita, legata alla necessità di "prendere il volo". Quest'ultima affermazione rende bene l'idea più di quanto sembri perché, metaforicamente, indica il bisogno di lasciare il proprio nido, che con tutte le comodità che offre non si vorrebbe proprio, e la paura che, una volta andati via, non si ritrovi quel medesimo calore avvertito (soggettivamente) nella propria famiglia.

L'incertezza nelle proprie capacità e desideri, può a vote tramutarsi inconsapevolmente in rabbia e paura, sentimenti per i quali si cercano i responsabili (oggetti, persone o le azioni che queste compiono, insomma "capri espiatori"). In tale contesto è possibile che il sentirsi infastiditi e/o intimoriti dalle persone maggiormente garantite, perché siamo sicuri che ci vogliono bene, sia solo l'esito di tale dinamica.
In ogni caso, se tali pensieri eccedessero e si presentassero ossessivamente nella propria vita, tanto da ledere il sano e rispettoso rapporto genitoriale o da invadere troppo lo spazio mentale tanto da non permettere del tutto pensieri carini e amorevoli, non ci sarebbe nulla di male nel chiedere una valutazione diretta ad un consulente psicologo.
Dr. Giuseppe Ciardiello