Utente 463XXX
Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni felicemente sposata da più di un anno e mamma di un bimbo di 7 mesi.
Quando conobbi mio marito, avevo 14 anni e da quel giorno, fino a quando lui mi chiese di metterci insieme passarono due anni e mezzo. Iniziammo la nostra convivenza nel maggio 2016 assieme ai miei genitori, poi nel dicembre 2016 ci trasferimmo a 15 km di distanza solo io e lui con l'approvazione dei miei. A causa di problemi lavorativi, fummo costretti tre mesi dopo a ritornare dai miei genitori. A gennaio 2018 scoprii di essere incinta e ad aprile ci sposammo (avevamo già in progetto di sposarci) . Il 10 settembre 2018 nacque mio figlio e per me e mio marito fu il giorno più bello della nostra vita però una volta tornati a casa iniziarono i "problemi". Ogni cosa riguardi nostro figlio , mio papà vuole esserne protagonista, ad esempio, venerdì mio figlio cadde dal letto accidentalmente (mi ero girata solo un secondo per prendere una salvietta per pulirlo dal rigurgito) , io andai nel panico appena sentii il botto e quando lo vidi sul pavimento con un pianto disperato, lo presi subito su in lacrime pure io, sentendomi terribilmente in colpa per la mia distrazione. Telefonai a mio marito che in quel momento era al lavoro e appena venne a casa mio papà lo informai dell'accaduto. Lui prese il telefono e volle telefonare al pediatra che oltrettutto a quell'ora nemmeno c'era. Sinceramente questo comportamento l'ho trovato invadente, mi sono sentita scavalcata come madre. Io l'avevo solo informato dell'accaduto per correttezza ma non trovo la necessità di prendere decisioni al mio posto.
Nel nostro quartiere siamo molto conosciuti, quindi spesso ci fanno domande su come va e quando chiedono a mio papà lui ci fa passare per la famiglia con serie difficoltà economiche andando perfino alla Caritas a chiedere le cose per nostro figlio,facendo passare mio marito per un fannullone e uno che si disinteressa. Premetto che non siamo milionari e apprezzo l'interessamento di mio papà però non necessitiamo di un aiuto così ampio, oltretutto portandolo via a gente che invece ne ha veramente bisogno e non accetto che dica falsità su mio marito,perché se non è in casa, è perché ultimamente è via per lavoro,avendo un'attività da gestire. Mio papà dice "non ci sono soldi" ma per lui forse, per noi invece bastano considerando che comunque gli diamo una parte dei soldi.
Preciso che mio papà é un soggetto patologicamente ansioso .
Come posso affrontare questa problematica?
Vi ringrazio in anticipo

[#1]  
Dr. Magda Muscarà Fregonese

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Gentile ragazza, il bimbo ha otto mesi, fra un anno forse potreste andare ad abitare per conto vostro, se lo ponga come obbiettivo.. per il resto cerchi di parlare ad entrambi i genitori, gentilmente , ma con chiarezza. Siete giovani, ma responsabili e intelligenti, questo papà' e' ansioso vuole proteggervi, ma anche non esagerare pensando di essere il capitano! Coraggio ci vuole pazienza , che i bimbi crescono in fretta..ci riscriva e ci racconti i progressi che farete certamente ..!
Dr. MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta,
approccio psicodinamico problemi familiari, adolescenza, depressione 348 55 00 206

[#2] dopo  
Utente 463XXX

La ringrazio per aver risposto. La casa ce l'abbiamo già, solo che devono essere fatti dei lavori e questo finché mia suocera non fa alcune modifiche catastali non sará possibile. Mio marito vorrebbe che ci trasferissimo lì giá a dicembre (mio figlio avrebbe 15 mesi) ma causa tempistiche so che sarà impossibile (mio papà si occupa di questo settore e molte volte mi ha parlato delle tempistiche dei lavori in base al tipo di modifica o ristrutturazione). Tornando al punto principale di quanto scritto, più volte ho provato a parlare a mio papà in modo tranquillo, ma lui a causa della sua ansia (riconosciuta anche dal suo psichiatra cHe lo seguiva e motivo per cui prende dei farmaci), continua con il suo atteggiamento. Questo suo comportamento molte volte arriva anche a creare discussioni per cose futili tra lui e il genero e questa cosa mi fa stare male perché comunque sono i due uomini più importanti della mia vita , uno è mio padre anche con i suoi difetti e l'altro è il padre di mio figlio nonché l'uomo che ho deciso di sposare (senza dimenticare ovviamente mio figlio)