Utente 566XXX
Buongiorno,
è già da diversi anni che vivo una situazione troppo stressante a casa, a causa delle continui liti con mia madre (che ha 75 anni). Probabilmente, il fulcro di tutto ciò è la sua ira a causa della mancanza di una mia occupazione, cosa che cerco ogni giorno con tutte le mie forze. Purtroppo, dopo essere tornato dall'Inghilterra nel tentativo di cercare un lavoro lì, l'ho trovata peggiorata in tutti i sensi: non è mai stata una persona calma, ma da quel momento mi ha fatto la guerra su tutto, specialmente dopo essermi fidanzato con una donna più grande di me, lì è crollato proprio il mondo.
Il discorso lavoro è stato sempre affrontato da lei con estrema ira, facendomi passare sempre per quello inadeguato e che faceva scelte sbagliate (dai 18 anni fino a ora, che ne ho 35), cosa che mi ha portato alla chiusura totale, e anche un po' a una sorta di depressione, non sentendomi né capito, né accettato, è da due anni che in tutti i modi si sta vendicando con me per la mia relazione, che non condivide affatto. Inoltre, crede fermamente che questa mia storia mi blocchi dal cercare un lavoro anche fuori dalla regione, cosa assolutamente falsa, in quanto il 99% dei CV mandati sono proprio in varie parti del Paese. Essendosi messa in testa tutta questa roba, costruendosi, credo, questa realtà parallela, tutto diventa una scusa per gridarmi dietro, per offendermi, per trattarmi male e per far passare le mie richieste (anche quelle relative alla salute fisica!) come la richiesta di un viziato. Ovviamente, il rapporto tra la mia compagna e lei è andato a farsi benedire, e anche io, a un certo punto, ho preferito evitare ogni cosa, a riguardo.
Ora, capirete che questa situazione, ripetuta all'infinito, mi ha ormai quasi mandato KO; di norma non ci parliamo più, sopratutto dopo una pazzesca scenata con grida, urla e offese da parte sua, ho deciso di dire basta. Purtroppo, però, economicamente dipendo ancora da lei (la quale ha una normale pensione e prende il mantenimento da mio padre), quindi mi trovo sempre in una condizione di continuo stress, che ormai mi rende difficile gioire per le cose esterne alle mie problematiche (anche se ce la metto tutta).
Non volendo lei farsi vedere da nessuno specialista, avrei pensato di chiedere io un parere a voi. Ho chiesto aiuto anche alla mia famiglia, ma loro ormai non sanno più che fare (hanno pure assistito alla sua ira), e quindi mi trovo in una situazione di stallo.

[#1]  
Dr. Daniele Rondanini

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Vale la pena concentrarsi sul fatto che il rapporto tra sua madre e lei ha prodotto un serio malessere in lei tanto da ostacolare il suo equilibrio e le sue energie. Il problema si è insediato dentro e, non aspettandoci che il cambiamento provenga dall'altra, anche perché il complesso in lei, gentile utente, si è ad ora impiantato, la soluzione non può che identificarsi con un lavoro su se stesso, certo aiutato da uno psicoterapeuta, con l'obiettivo di realizzare la propria autentica personalità. Ottenere questo le consentirà tra l'altro ben minore vulnerabilità alle insidie di sua madre.
Dr. DANIELE RONDANINI- Dirigente Psicologo ASL RM 2- Psicoterapeuta - Psicoanalista Junghiano Didatta e Supervisore- Docente - CIPA Roma
3384703937

[#2] dopo  
Utente 566XXX

Molte grazie dottore, per la sua veloce risposta.
Al momento, seguendo il suo consiglio, vorrei proprio chiedere alla ASL di competenza se possano inserirmi in una serie di sedute psicologiche utili per il fine che ho espresso.
Tuttavia mi chiedo: al momento, c'è qualcosa che possa fare, data la forte probabilità che lei esploda in un altro dei suoi atteggiamenti anche per le questioni più semplici? Il problema è proprio questo, ovvero le continue frecciatine e toni davvero pessimi anche per chiedere, ad esempio, una visita dentistica! Insomma, questioni del genere... le risposte sono sempre del tipo "Ti pare che ora tu ordini, e si fa tutto subito!", come se avessi 12 anni e non capissi le necessità mie e altrui.
Insomma, davvero dovrei solo evitarla del tutto? Abitando insieme, è davvero difficile...

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

"..Evitarla?.. Abitando insieme, è davvero difficile...", ci scrive.

Ma è difficile soprattutto perchè Lei *dipende* concretamente da Sua madre:
"..Purtroppo, però, economicamente dipendo ancora da lei..".

Noi non possiamo neppure lontanamente immaginare le dinamiche interne alla Vostra famiglia,
ma la decisione di rientrare in famiglia non La ha avvantaggiato.

Condivido l'indicazione del Collega di un percorso Psy,
soprattutto presso la ASL (gratuito o solo ticket).
Ma anche,
- contemporaneamente e con decisione -
il consiglio di cercare e trovarsi un lavoro ovunque e qualunque esso sia.
Forse non sarà peggiore del clima familiare...

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.

www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#4] dopo  
Utente 566XXX

Grazie per la risposta, dottoressa.
Al momento, sicuramente riuscirei in qualche modo ad avviare le sedute alla ASL, anche se so che a volte ci vogliono alcuni mesi per avere, infine, una prima seduta.
Per ciò che riguarda l'indipendenza economica, beh, la questione, purtroppo, non dipende da me. Come ben sa, specialmente qui al Sud, il lavoro è pressocché inesistente, tranne in casi "particolari". Date le migliaia di domande di lavoro, inviate qui e altrove, alcune specifiche per la mia specializzazione, altre meno, il mio dubbio era quello di capire se concretamente, nell'attesa, ci potesse essere qualche comportamento da adottare per non "impazzire" appresso a mia madre, dato che la questione sta seriamente compromettendo la mia serenità (si fa per dire).
Quindi, nonostante il consiglio dell'"accetta tutto e dovunque", purtroppo ciò sarebbe realizzabile solo in presenza di una concreta risposta da parte di un ipotetico datore di lavoro, che al momento non esiste.
Di sicuro, come dice lei, difficilmente un lavoro potrà essere peggiore del clima familiare attuale. Le do perfettamente ragione.

[#5]  
Dr. Daniele Rondanini

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Come vede siamo consapevoli della situazione pesantissima che subisce. Concordo che la situazione migliore nell'immediato sarebbe quella di sottrarsi fisicamente ai colpi inferti da sua madre. Provi magari a non occuparsi dei contenuti delle staffilate di sua madre. Non ha niente lei da spiegare nè da giustificare! Può provare anzi a farsi vanto di sé stesso. Penso che lei sia un figlio di cui un genitore dovrebbe andar fiero. Conosco una collega alla asl di Palermo che potrebbe aiutarla. Magari non la farebbe aspettare troppo...
Dr. DANIELE RONDANINI- Dirigente Psicologo ASL RM 2- Psicoterapeuta - Psicoanalista Junghiano Didatta e Supervisore- Docente - CIPA Roma
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[#6] dopo  
Utente 566XXX

Grazie mille, dottor Rondanini, il suo contributo mi ha ridato fiducia e speranza. Ho tutte le intenzioni di crearmi uno scudo apposito, perché proprio non riesco quasi più a concentrarmi su ciò che conta davvero.
Approfittando della sua gentilezza, le chiedo come preferisce inviarmi il contatto della sua collega (se in forma privata o qui, pubblica, poiché, essenso nuovo, devo ancora capire bene le dinamiche del sito).

[#7]  
Dr. Daniele Rondanini

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Come vede siamo consapevoli della situazione pesantissima che subisce. Concordo che la situazione migliore nell'immediato sarebbe quella di sottrarsi fisicamente ai colpi inferti da sua madre. Provi magari a non occuparsi dei contenuti delle staffilate di sua madre. Non ha niente lei da spiegare nè da giustificare! Può provare anzi a farsi vanto di sé stesso. Penso che lei sia un figlio di cui un genitore dovrebbe andar fiero. Conosco una collega alla asl di Palermo che cerca di ridurre i tempi di attesa. Magari non la farebbe aspettare troppo...
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[#8]  
Dr. Daniele Rondanini

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