Utente
Salve, mi sono accorta da alcuni anni che i miei pensieri non sono tanto normali come credevo.

Vi spiego, una volta parlando con la mia migliore amica le ho spiegato come reagisco quando le persone, più o meno vicine, mi fanno un po' innervosire. Nella mia mente per placare la rabbia, delusione, rancore o qualsiasi altra emozione negativa, si creano immagini dove torturo e infine uccido la mia vittima del momento. Il problema è che io non ne sono affatto spaventata o sconvolta, quelle immagini mi piacciono, mi rilassano e mi tranquillizzano.

Capisco che la rabbia è passata quando la mia mente finisce finalmente di torturarle e le uccide definitivamente. Questo tipo di immagini mi possono venire per giorni o mesi e capitano contro chiunque mi abbia fatto anche un minimo torto.

Penso di avere questo problema dopo aver letto alcuni altri sintomi, per esempio immagini oscene contro bambini o animali. Questo tipo di violenza mi spaventa, eppure alcune volte mi vengono immagini del genere.

Di solito scappo dalla stanza e mi faccio schifo per averlo anche solo pensato, credo di non essere una persona normale e mi viene una paura matta per il giorno nel quale avrò figli miei ma le immagini rimangono alcuni istanti fino a quando non mi costringo a pensare ad altro per scacciarle.

Un altro sintomo è che ogni tanto penso di farmi del male da sola e infine tentare il suicidio. Questo tipo di pensiero mi porta di solito ad un attacco di panico fino a quando non capisco che è solo un pensiero e non sto per suicidarmi.

Il problema è che non controllo le immagini, mi piombano in testa senza che io possa fare molto. Semplicemente vengono e devo gestirle come meglio posso. Nel primo caso le accolgo a braccia aperte e ne gioisco, nel secondo vorrei sotterrarmi dalla vergogna e nel terzo semplicemente provo a gestire il panico.

Quindi mi chiedo, è una mia impressione oppure ho questo disturbo? È normale reagire in questo modo alle delusioni/rabbia/ecc visto che tutti ne sono spaventati? E tutti gli altri pensieri cosa sono?

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Dr.ssa Olivera Ortu

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Gent. ma utente, mi sembra di capire che il suo quesito riguardi la possibilità di soffrire di un disturbo psicologico.
In un primo momento lei afferma di provare addirittura sollievo dopo queste immagini e riconosce che sono solo pensieri ( quando tortura le persone con cui è arrabbiata).

Nella seconda metà della richiesta, invece, descrive queste immagini come invasive e inattese, immagini che le provocano ansia perché indesiderate (quando riguardano il poter torturare dei bambini o fare del male a se stessa).
Bisogna sapere anche come gestisce queste immagini ansiogene (ci sono dei rituali? cerca di scacciarle in qualche modo? cerca delle prove che possano dimostrare il contrario?cerca di evitare alcune situazioni per paura di mettere in pratica ciò che pensa?).

E' sempre importante avere maggiori dettagli e una consulenza diretta perché un professionista possa ipotizzare una diagnosi.

Se i pensieri sono invasivi, improvvisi, indesiderati e provocano ansia nella persona, persistono nonostante i tentativi di scacciarli dalla mente questi sono pensieri ossessvi, ma soprattutto se esiste in concomitanza un rituale mentale o comportamentale, o una serie di evitamenti, attraverso cui si riesce a neutralizzarli e far abbassare l'angoscia provata, allora si può ipotizzare la presenza di un D.O.C.( Disturbo ossessivo compulsivo).

Saluti
Dott.ssa Olivera  Ortu
Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale
Pedagogista

[#2] dopo  
Utente
Buonasera dottoressa,
mi spiego meglio, i pensieri sono invasivi se mi capita di farli su chi è senza difese e lo vedo innocuo, sugli adulti mi spaventano meno e se sono in qualche modo arrabbiata contro un adulto di mia conoscenza, mi aiutano a superare il momento.
Faccio degli esempi:
vedo spesso il mio ex e ogni volta nella mia testa si formano immagini dove lo torturo fino allo sfinimento e la cosa mi piace da matti, oppure litigo con qualche superiore a lavoro, stessa storia. In questo caso non faccio niente per scacciare le immagini, anzi, mi ci immergo e il pensiero è sempre lo stesso: se non ci fossero delle conseguenze, lo farei davvero? E in questo caso la risposta è che probabilmente non lo farei ma una vocina sotto sotto mi dice che godrei nel farlo, godrei nel sentirmi invincibile, forte e nel vederli sottomessi a me mentre mi supplicano.
amo mia nipotina allo sfinimento ma non voglio mai starci sola. Ho paura che restandoci sola potrei farle del male e la cosa mi terrorizza. Perché soprattutto quando non ho nessuno a distrarmi mi salgono i pensieri e non voglio sentirmi un mostro, ho proprio il terrore di farle male quindi evito situazioni nelle quali non c'è nessuno, almeno so che non vengono i pensieri e anche se fosse ci sarebbe qualcuno che mi ferma nel caso poi lo facessi davvero.
su di me invece mi immagino di schiantarmi contro tir/bus/mezzi grandi ogni volta che viaggio e lo faccio tutti i giorni per lavoro. Oppure penso al suicidio o su come potrei ammazzarmi senza sentire dolore, in modo rapido e veloce. In macchina mi concentro sulla strada, mi irrigidisco per non perdere il controllo del corpo e aspetto che passi il pericolo. Nell'altro caso di solito sfocia in attacchi di panico improvvisi, quelli semplicemente aspetto che passino, se sono in compagnia mi alzo e parlo a vanvera per trovare qualcosa su cui concentrarmi, da sola prendo qualcosa a vanvera da leggere.
poi, un classico almeno per me, immagino di investire i passanti, faccio la stessa cosa di sempre quando sono in macchina. Oppure immagino risse a caso in bar dove picchio chiunque a sangue.
Mi preoccupa perché non capisco davvero come mai mi vengano certi pensieri, io non voglio essere un mostro eppure capisco di esserlo.

[#3]  
Dr.ssa Olivera Ortu

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Gent.ma,
la risposta al suo quesito è la medesima.
C'è un' ipotesi di disturbo ossessivo compulsivo.
Come può immaginare questa consulenza non significa avere fatto un consulto vero e proprio con un professionista, si può solo rispondere in maniera ipotetica, anche se molte informazioni soddisfano tale diagnosi.

Saluti
Dott.ssa Olivera  Ortu
Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale
Pedagogista