Utente 574XXX
Salve,
scrivo per un problema che si sta ripercuotendo negativamente sul mio rapporto di coppia.

Giorni fa parlavo col mio compagno mentre lui cenava, quando ad un certo punto mi chiama come la sua ex moglie.
Si può immaginare quanto la cosa mi abbia fatto infervorare.
Potrei dire che i nomi sono assonanti, ma è successo almeno un altro paio di volte dove ho volutamente fatto finta di niente, ma alla terza non sono riuscita a tenermi.

Alla mia reazione, si giustifica dicendo che la scena di noi che parliamo mentre lui cena era il deja-vu di qualcosa che aveva già vissuto.


I lapsus però si sono configurati anche nelle volte in cui ha detto "moglie" invece che "ex moglie".

E' stato un matrimonio, il suo, breve e finito male, non voluto da lui e finito solo tre anni fa.

Vivo abbastanza bene il mio rapporto con lui, non ricordo mai che è stato sposato, tranne quando qualcuno lo deve far saltare fuori (racconti, gente indelicata che ci tiene a precisare di averla incontrata) e quando accadono questi episodi che mi hanno letteralmente buttata a terra, mi hanno mortificata.

Ci sono troppi elementi in ballo che non mi fanno valutare criticamente se parliamo di un evento traumatico non ancora metabolizzato o se semplicemente pensa malinconicamente ad un amore finito ma mai dimenticato...

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Chiamare Lei col nome della ex moglie:
"Lapsus: semplice svista o c'è qualcosa che si nasconde nell'inconscio?"

Non è facile dirlo,
e neppure lui lo sa, se la motivazione sta nell'inconscio che per sua definizione non è attingibile.

Provi a leggere l'esperienza di quest'uomo giunta qualche giorno fa,
che,
proprio come suo marito,
chiama la compagna col nome della ex; cosa Le fanno pensare le argomentazioni che lui porta?
https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/721591-vedovo-in-nuova-relazione-sbaglia-a-chiamare-con-il-nome-della-moglie.html .

Ci risentiamo.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfez. Sessuologia clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente 574XXX

Gent. ma Dott. ssa Brunialti,
non sa quanto bene mi fa bene la sua risposta nel pieno di un profondo conflitto interno.
Leggendo la storia che mi ha linkato ho trovato molti elementi in comune. Sono due modi diversi di perdere la coniuge, ma sempre di lutto si parla, sia esso in senso stretto o senso lato.

Anche lui ha giustificato la defaillance per effetto di cose che faceva con la stessa sistematicità, ma collide con la certezza che mi ha dato circa la solidità del nostro rapporto. Se dice di avere repulsione verso la ex coniuge ed è stato molto provato dalla separazione, come può evocare ancora ricordi?

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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"..come può evocare ancora ricordi?"

Perchè i ricordi sono dentro di noi e nessuno riesce a cancellarli;
compaiono anche senza evocarli volontariamente, risalgono inconsapevolmente delle profondità della psiche in cui abitano, per lo più per somiglianza con la situazione di quel momento.
Ci vorrebbe un costante autocontrollo, che però va ad impoverire la spontaneità della relazione.

Di sbagliare nome succede talmente a tanti che
- a mo' di battuta -
qualcuno dice che si dovrebbe chiamare la propria donna unicamente "amore".. Lo prenda come un segno della frequenza della situazione, peraltro imbarazzante anche a chi proferisce parole "sbagliate".

Non dia più di tanto peso alla cosa.
Altrimenti porta a pensare ad una Sua eccessiva insicurezza nei confronti di questo rapporto.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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[#4] dopo  
Utente 574XXX

Ha ragione, combatto qualche volta con la mia poca sicurezza, ma un compagno molto ritirato nel palesare i suoi sentimenti e un passato così pesante a volte sento che levano "freschezza" e autenticità al rapporto.

Grazie infinite. Con poco, mi ha aiutata tanto.

Cordiali saluti.

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Ne sono contenta.
Noi ci siamo.
Gradito il commento.

Buoni giorni e saluti cari.
Dott. Brunialti
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