Utente 580XXX
Buongiorno,
vi consulto perché sto male nel mio posto di lavoro.

E' una realtà in crescita, relativamente giovane, ed il lavoro purtroppo è "su commessa".
Ne risulta che un giorno sì uno no, i superiori se ne escono con un nuovo cliente, quindi un nuovo mondo da conoscere, nuovi impegni e nuove scadenze da cercare di infilare fra quelle già presenti.


Io sto malissimo per tutti questi nuovi lavori.
Vorrei semplicemente seguire il mio pacchetto di clienti che già conosco, senza subire tutti questi scossoni e queste incognite.
Insomma, vorrei navigare in acque calme e riuscire a pianificare e prevedere senza imprevisti.


Poi, ai miei superiori fa comodo raccattare quanti più clienti possibile e considerare questi nuovi incarichi alla stregua di nuovi gusti di pizza (togli le melanzare, ci metti le zucchine, e il nuovo gusto di pizza è pronto).
Io invece, che sono operativo, so bene quanto può essere stressante occuparsi di un nuovo cliente.
Un bel giorno ti arrivano documenti (a volte anche tanti) di cui capisci poco/niente.
Ci vuole tempo per conoscere e comprendere le specificità di quello specifico incarico.
Non fai tempo a far diventare rutinario quello specifico incarico, che subito ne arriva un altro.


Questa più o meno è la situazione.
Io vorrei capire, stante il fatto che le condizioni esterne non possono essere cambiate, se posso cambiare io atteggiamento?

In tal caso, a che figura posso rivolgermi per ottenere questo cambiamento?
Da solo non riesco ed ho già fatto una terapia cognitivo-comportamentale per 3 anni, però senza successo.


Ringrazio molte in anticipo per il prezioso aiuto.

[#1]  
Dr.ssa Eleonora Arduino

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Come lei stesso ipotizza, quando una situazione esterna non può cambiare, dobbiamo cambiare noi il nostro approccio alla situazione. Ma non è semplice ed immediato, se no l'avrebbe già fatto, non è vero? È un percorso, una ricerca che da soli spesso risulta troppo lunga e dolorosa, se non impossibile. Quindi c'è bisogno di farsi aiutare da uno psicologo per trovare insieme la strada, come quando in un paese straniero consultiamo la cartina (o il navigatore), non pretendiamo di sapere per magia quello che non conosciamo, e non ci basta una generica informazione data da qualche passante, magari in una lingua poco comprensibile. La via c'è, c'è sempre, ma trovarla non è mai semplice. O meglio, tante volte è semplice e infatti la troviamo automaticamente, come quando torniamo a casa per vie già conosciute che abbiamo a suo tempo imparato senza sforzo. Altre volte no, se ci mancano esperienze e riferimenti. Si faccia aiutare a trovare la strada interiore per un approccio nuovo, e magari scoprirà anche una strada per qualche cambiamento esteriore. Chissà dove si arriva, quandi ci si mette in cammino... auguri sinceri.
Dr.ssa Eleonora Arduino
psicologa-psicoterapeuta

[#2] dopo  
Utente 580XXX

Grazie dottoressa.
Purtroppo tre anni di terapia non mi hanno permesso di risolvere il problema. E ora le finanze si sono prosciugate e non posso permettermi un'altra terapia, perché devo fare fronte ad altre spese.
Lei per caso vede un'altra figura di riferimento come possibilmente utile, che magari dia dei consigli più pratici, come il councilor as esempio?


Grazie.

[#3]  
Dr.ssa Eleonora Arduino

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Credo che un counselor costi... a volte più di uno psicologo (e di solito meno preparato), come può verificare anche su internet alla voce "tariffe di counselling"

Esiste un sito che si chiama "psicologia aperta" che mette in comunicazione persone con poche risorse economiche con psicologi disposti a fornire un certo numero di sedute a un prezzo massimo di 40 euro a seduta, provi se vuole a cercare in quel sito.
Dr.ssa Eleonora Arduino
psicologa-psicoterapeuta

[#4] dopo  
Utente 580XXX

Grazie dottoressa del prezioso consiglio.