Utente
Salve, ho 49 anni e il mio compagno 50.
Ha una figlia di 11 anni.

Conviviamo da 1 anno dopo una conoscenza di 8 mesi, in un appartamento in affitto di fronte quello di mia proprietà (mutuo) in cui abitano i miei genitori e mio fratello.
Essi vivono in modo discreto nei nostri riguardi, mai vengono da noi, mai ci chiedono nulla di intimo o personale.

Abitiamo là perché mia madre è gravemente disabile (MOTORIO) e mio padre è malandato, in + mio fratello, che li cura in modo prevalente, lavora su turni, spesso non è in casa.
Anche io mi
La figlia del mio compagno è stata accolta da subito con amore e gentilezza da tutti, per farla sentire benvoluta, lei prima entusiasta ha sviluppato nel tempo un atteggiamento ambivalente, nutrendo nei miei confronti disprezzo.
In ció un ruolo fondamentale lo ha sua madre, che mi chiama terrona, e in modi + offensivi, e che in causa per separazione ha dipinto il mio compagno come un parassita che usa me e i miei x farsi mantenere (cosa falsa) e che non spende soldi x cibo e altro, perché a suo dire gli procureremmo tutto noi, ha sostenuto che abita in appartamenti e non vede perché debba pagare un affitto dato che ho un appartamento.
(l mio compagno non ha neppure le chiavi di casa dei miei).
Tutto questo raccontato dalla figlia.
Ora le sue offensive falsità processuali, unite al fatto che la ragazzina in casa appiccichi i chewingum dietro il divano o sotto il letto, in bagno non scarichi le sue deiezioni, spii, frughi nei miei cassetti e racconti tutto alla madre mi dà ansia.
Avevo fatto dei tentativi di conoscere la madre della bambina, quantomeno salutarla, x superare le offese e far essere serena la bambina, facendola sentire in una condizione almeno apparentemente armonica, la signora si è opposta.
La ragazzina non tollera che le faccio notare che lascia sporco o che la biancheria che ho dovuto comprarle, perche la madre non le lascia gli slip di cambio, deve lasciarla qui, diversamente poi non ne ha! Questo viene rappresentato dalla ragazzina alla madre come un'offesa.

Sono arrivata al punto di non poterne + di avere paura di incontrarla nel w.
e. di essere spiata in casa mia e di tutto quello che la madre inventa.

Ho l'ansia di subire angherie senza potermi difendere.
Ho perso la serenità come la mia famiglia, che vive in difficoltà x la condizione di mia madre, che 70enne, a causa della sua disabilità motoria, richiede l'impiego di risorse emotive x essere sostenuta.

Chiedo consiglio x la sensazione di serio disagio che provo con la figlia del mio compagno e ormai la volontà consolidata dinon averci piu a che fare, poiche ogni volta che viene da noi anche se io mon la incontro poi la mafre mi accusa di non lasciarla tranquilla.
Sono disperata.
Mi sento incastrata.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

questo consulto è del genere "impossibile online".
La situazione è terribilmente complessa, anche se simile a molte altre nella stessa situazione di famiglia ricostituita.

Qualsiasi cosa potessimo dirLe risulterebbe semplicistica se non banale
e poco adatta ad una realtà che - per esperienza professionale - sappiamo essere molto sfaccettata
ma che noi conosciamo unicamente attraverso il Suo punto di vista quando invece gli "attori" sono parecchi.
Manca ad es. quello - fondamentale - del padre della ragazzina.

La consiglio vivamente di rivolgersi appena possibile alla Psicologa del Consultorio dell'Azienda Sanitaria.
Di persona, probabilmente anche assieme al padre, nel corso di alcuni incontri potrete esaminare insieme la situazione e individuare le strategie
sia di salvaguardia per Lei
sia di relazione con una (quasi) preadolescente
ma anche di salvaguardia della Vostra coppia, direi.

Se ama la lettura, la tematica è affrontata anche nel libro di Oliverio Ferraris A. "Il terzo genitore. Vivere con i figli dell’altro", Raffaello Cortina.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio molto dottoressa, sto leggendo questo libro che mi aiuta a sentirmi meno sola, attraverso la conoscenza di altre situazioni. Il mio compagno mi è vicino ed è al contempo deluso dalla figlia che appare in modo evidente manipolata e dalla parte della madre, da cui è separato da settembre 2015, x scelta della donna. Anche il giudice ieri ha richiamato la signora ad un contegno diverso verso la mia famiglia e me, che come il magistrato ha rilevato siamo stati tirati in ballo in corso di causa ingiustamente, specialmente perché la signora ha riferito che con i miei comportamenti non causo pregiudizio alla figlia. A me dispiace per la figlia del mio compagno perché viene allontanata per difesa dagli altri... E mi chiedo come non possa dispiacere a sua madre di isolare la figlia con il suo atteggiamento denigratorioe e per la sua venalità. Ha detto infatti al giudice che il padre può vederla un w. e. in meno (abitiamo a 250 km di distanza) dandole dei soldi in più. Come se si potesse barattare la presenza del padre col denaro. Io ho suggerito al mio compagno, per la serenità di tutti, di prendere un B&B e recarsi nella citta della figlia per farle visita. Certo mi rendo conto che cosi la ragazzina taglia i ponti con tutti e che il padre è costretto a vivere 'due mondi' e rimane il problema della ragazzina che ha un atteggiamento prevaricatore sul padre (se la chiama fuori orario ad es. Scrive sms con basta, finiscila decido io quando sentirti, (perchè preferisce essere chiamata in presenza della madre) e non ha molto dialogo con lui, infatti quando era con noi tendeva a trascorrere il tempo con me o davanti alla tv o con la figlia di 8 anni di una mia amica (che per amore della ragazzina, per non farla sentire sola le avevo presentato) ma questo è un aspetto di competenza del padre. Io non so come uscirne fuori mi sento in ansia e ci penso di continuo sentendomi imprigionata in una trappola senza via di uscita.

[#3]  
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Gentile utente,

Il suggerimento che ha dato al Suo compagno "Io ho suggerito al mio compagno, per la serenità di tutti, di prendere un B&B e recarsi nella citta della figlia per farle visita" mi sembra molto azzeccato.

Su tutto il resto,
perchè farsene invischiare eccessivamente?
Non capisco bene a cosa si riferisce quando dice:
"non so come uscirne fuori mi sento in ansia e ci penso di continuo sentendomi imprigionata in una trappola senza via di uscita",
mi vorrebbe chiarire?

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Utente
Chiarisco volentieri, il mio ccompagno sostiene che siccome abita con me, e lui ha una casa, siamo una coppia, e lui mi considers famiglia, ritiene che non possa scindere i suoi 'mondi ' e che la figlia che apparentemente desidera stare con me debba essere psrte della nostra vita.
Tuttavia queste sue considerazioni si scontrano con la realtà delle manipolazioni an he ptocedsuali che la madre della figlia fa du ciò he le racconta minuziosamente la figlia, che svolge indagini patrimoniali anche sui miei, con domande a mia madre e con l acrimonia della signora vhe mi avvusa di patlate male di lei alla figlia. Cosa ovviamente falsa perche qua do la ragazzina mi ptla della madre io mostro un apptezzamento per il semplice fatto che mi sembra vosi si garantisca serenita al contesto. Viceversa non accade anzi sono apostrofata con parole come terrona ecc...e di questo purtroppo ci sono prove. Wuindi la ragazzina è ambivalenteostra attaccamento a me oerche le compro cose, vuole usare tutte le mie cose, ma poi mi disprezza...io mi dento incastrata perche dono vostretta a subire la presenza della ragazzina che usa le mie vose mi spia mi arrivano infondate diffide dalla madre... È per me e la mia cultura (nella mka famiglia ci sono casi sereni di divorzi) difficile.

[#5]  
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Capisco ben poco, forse il testo non è stato riletto...
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[#6] dopo  
Utente
Mi scuso riprovo,
Mi sento in trappola perché il mio compagno non condivide il mio suggerimento di far visita alla figlia nei fine settimana di competenza, prendendo un albergo nella città della figlia.
Egli sostiene che siccome abita con me, ha una casa e siamo una famiglia, rnon puó scindere i suoi 'mondi ' vedendo la figlia senza me e che la figlia che (apparentemente) desidera stare con me debba essere psrte della nostra vita.
Tuttavia queste sue considerazioni si scontrano con la realtà, la ragazzina riferisce tutto alla madre che usa le informazion che ricevei per farci guerra, la figlia, ad esempio svolge indagini patrimoniali anche sui miei, ponendo domande a mia madre con la scusa di volerla salutare e passare tempo con lei. L'acrimonia della signora arriva al punro da inventare che parlo male di lei alla ragazzine (le accuse sono false tanto che arrivano anche quando nel w. e. non la vedo)
La signora invece parla male di me e ho prove pertanto è una sofferenza per tutti stare insieme. Io subisco, il mio compagno sta in mezzo, la ragazzina é usata. Mi rendono la vita difficile con accuse infondate e bugie, per fare un esempio la ragazzina vuole stare con me, fare una torta, colorare poi racconta alla madre che io interferisco e non le consento di stare tranquilla... Ma non e cosi, al fine di starmene da parte e non interferire non ho neppure fatto con il mio compagno e la figlia le vacanze estive e le feste di Natale, a malincuore perche pensare che io e il mio compagno faremo le ferie separati mi dispiace... tuttavia non ce la faccio a subire sempre attacchi inconsistenti e preferisco per non sentirmi a disagio non vedere piu la figlia. Non so cosa fare. Non é una situazione facile.

[#7]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

non mi rimane che consigliarLe di leggere nuovamente #1,
che rappresenta l'orientamento che Le forniamo,
l'unico possibile in una situazione così complessa.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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[#8] dopo  
Utente
La ringrazio molto. Cordialmente

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Prego,
auspicando che il Consulto possa essere il primo passo per chiedere aiuto di persona.

Saluti cordiali.
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