Utente
Sono un ragazzo di 22 anni.
Mi sta crollando il mondo adosso da quando lei mi ha lasciato dopo 6 anni di relazione.
La nostra era una relazione abbastanza solida ma alternata da momenti nei quali eravamo molto uniti e da altri nei quali lei era distaccata e assente.
Noi ci siamo conosciuti alle superiori, ci vedavamo ogni giorno sia a scuola che il pomeriggio, e nei weekend veniva sempre a dormire da me.
Sognavamo il futuro insieme constantemente, cercando casa, parlando dei figli che avremmo voluto avere, e della nostra vita insieme.
Adesso mi distrugge pensare che ad un passo dal nostro sogno cioè quello di vivere assieme, sia tutto finito.
Si perché siamo entrambi alla fine degli studi universitari e avremmo finalmente potuto vivere assieme (più o meno vivevamo già insieme visto che veniva da me il weekend ma non andava d'accordo con i miei genitori) Noi facevamo tutto insieme, io mi ero apassionato dei suoi interessi e viceversa.
Ma le cose non sono sempre andate bene, la prima volta successe 2 anni fa' quando lei mi lasciò dicendomi di non amarmi piu.
Purtroppo in quel brutto periodo capì che avevo perso tutte le amicizie, avendole ingnorate per lei, provai a recuperarle ma fù un vano tentativo, le poche volte che uscivo con un amico o in compagnia mi annoiavo e non mi davano lo stesso che mi dava lei.
In un mese persi 10 kg, non avevo più fame, più sonno, più voglia di vivere.
Li mi resi conto di quanto lei era importante per me... TROPPO non potevo dipendere così tanto da lei, da nessuno e mi giurai che non fosse riaccaduto.
Dopo un mese di agonia andai dal medico che mi prescrisse Il TAVOR da 1 mg ma in realtà non mi faceva sentire meglio ma mi rincoglioniva facendomi avere la testa anebbiata.
Quel brutto periodo fini un bel giorno quando me la ritrovai davanti a casa mia ad aspettarmi, dicendomi di essersi "sbagliata", io la perdonai, forse sbagliai, tornammo insieme e tornai ad essere felice.
Adesso 2 anni dopo ho circa accettato il fatto che mi abbia lasciato ma quello che non riesco a colmare è il senso di vuoto che mi ha lasciato dentro.
Ho cercato il più possibile di uscire e divertirmi ma ho perso quasi tutti i miei amici.
Sono Isolato socialmente.
non so come passare le mie giornate, mi annoio, non provo più felicità.
Piango e mi lamento anche se sono un Uomo e non posso farlo.
Quest anno dovrei fare la tesi ma non ci riesco più e non ho più motivazione ne voglia neanche di studiare e fare gli esami.
Una settimana fà ho avuto un piccolo incidente con la motosega e mi sono fatto una piccola lesione sulla gamba, quell incidente mi ha fatto sentire vivo e dimenticare il dolore interno è normale?
Ho paura di imazzire.
È normale che per me la vita abbia perso di significato e di tanto in tanto mi piace pensare alla mia morte e mi sembrerebbe la cosa migliore?
Inoltre non passa giorno senza il quale non beva perche mi fa sentire meno dolore.
Non so come fare, tra un mese ho le lezioni in università e dovrò rivederla.

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Dr.ssa Fulvia Tramontano

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caro ragazzo di 22 anni, per quanto dolorosissimo il periodo che stai attraversando rientra nelle reazioni normali quando si perde ciò a cui teniamo molto. E' una reazione depressiva alla perdita. Quando qualcuno diventa per noi molto importante non c'è da stupirsi se il distacco totale ci crei una sofferenza enorme. Che puoi fare? intanto volevo cercare di tranquillizzarti sottolineando la normalità non perché sia poco importante, ma perché non si rischia di diventare pazzi, come dici di temere.
Controproducente in una prima fase cercare di stordirsi con sostanze varie, o situazioni festose a cui non è possibile aderire per il momento. Più adeguato restare con i propri pensieri, ricordi, anche lacrime ( perché mai pensare che ci sia una differenza di genere maschile o femminile nel pianto? ti assicuro che non c'è) e ricordarsi che lo stato acuto è destinato a passare piano piano.
Utile anche nutrire la propria ment sofferente con cose che senti affini te, da musiche a poesie o immagini, arte, natura, c'è una vasta scelta.
E poi last but not least, giova immensamente parlare con uno psicologo, con sedute dirette e non on line, nella tua zona, che ti aiuti a trovare la tua via, percorrendo insieme a te i tuoi pensieri fino a sentirti meglio, molto meglio. auguri forti!
Dr.ssa Fulvia Tramontano