Utente
Salve, dagli ultimi mesi sto avendo qualche difficoltà con una vera e propria ansia che mi sta logorando ovvero la morte dei miei genitori.
Ammetto di essere una persona abbastanza ansiosa e molto sensibile, di conseguenza mi creo problemi inutilmente, anche questa volta una paura del tutto infondata (i miei genitori sono giovani e in salute) mi sta divorando.
Scavando un po’ più a fondo penso di aver trovato il punto centrale di questa paura: da un lato il non riuscire ad affrontare situazioni da solo senza di loro, all’altro soprattutto ho paura di non essere più così felice.
Loro sono il mio tutto, penso che senza di loro il vivere sarebbe difficilissimo e il dover vivere senza loro per magari altri tantissimi anni mi fa mancare il respiro.
Vi scrivo perché questo pensiero è davvero fastidioso e mi sta logorando.
So che a un evento del genere non ci si può preparare, ma non vorrei un domani arrivare a tale momento psicologicamente distrutto

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

la morte dei propri genitori risulta dolorosa e faticosa da accettare a tutte le età,
e dunque perchè meravigliarsi delle Sue paure,
si potrebbe pensare?

Eppure un elemento c'è:
alcune espressioni appaiono fuori età.

- "non riuscire ad affrontare situazioni da solo senza di loro,
- soprattutto ho paura di non essere più così felice.
- Loro sono il mio tutto,
- penso che senza di loro il vivere sarebbe difficilissimo.."

Questi quattro elementi caratterizzano più l'infanzia che non l'adolescenza, nella quale Lei anagraficamente dovrebbe trovarsi:
a 18 annni i genitori hanno dovuto cedere il posto ai coetanei, al gruppo; l'adolescente è consapevole di riuscire ad affrontare alcune situazioni da solo...
A meno che un figlio non soffra di situazioni invalidanti, quali patologie croniche ad es., che lo rendono fragile e dipendente dai genitori.

Quale è la Sua situazione? I contenuti dei pensieri ingombranti non nascono a caso.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
In primis grazie mille per la risposta. Per quanto riguarda la mia situazione non presento una situazione invalidante. Alla fine sono un normale ragazzo diciottenne con tanti amici, che si dedica allo studio e ha tante passioni. Però ho è una personalità un po’ troppo sensibile e ansiosa ,quando magari ho un problema trovo rifugio nelle parole dei miei genitori . Il pensiero di non essere più aiutato da loro mi spaventa,mi domando se con le mie forze ce la farò.
Sull’origine di questi brutti tutto ha avuto origine in questi ultimi mesi ,in cui ho realizzato che sto crescendo: l’anno prossimo sarà il mio ultimo anno di liceo poi l’università ... Ad ogni modo sto cercando di superare questa mia paura stando il più possibile con loro e godendone ogni attimo.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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"Sull’origine di questi brutti tutto ha avuto origine in questi ultimi mesi,
in cui ho realizzato che sto crescendo.."
(i virgolettati riportano sempre parole Sue)

Forse di fronte alla consapevolezza della ineluttabilità del crescere
Lei è stato preso dall'ansia,
dato che già di Suo ha "..una personalità un po’ troppo sensibile e ansiosa..".

Cosa rispondiamo ai bambini quando dicono quello che anche Lei teme?
"Stai tranquillo, i genitori se ne andranno solo quando tu sarai pronto per camminare da solo". E' il caso che Lei lo dica a se stesso?

Al contempo contrasti nella Sua mente le 4 affermazioni che Le ho raggruppato in elenco in #:
esse non sono affatto funzionali al Suo percorso maturativo e possono non essere nemmeno vere.

Ed inoltre
"quando magari ho un problema trovo rifugio nelle parole dei miei genitori",
incominci invece a cercare dentro di sè la soluzione e a darsi conforto da solo,
si tratta di un training.
Proprio l'opposto - sembrerebbe - di quanto sta facendo:
"..stando il più possibile con loro e godendone ogni attimo".

Sono contenta che in ogni caso stia lavorando per metterci mano,
per evitare il pericolo di rimanere fermo ad una età psichica inferiore a quella anagrafica
oppure di crescere interiormente fragile, realizzando così proprio i Suoi timori.

Dott. Brunialti
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