Utente
Io (31 annI) e G.
(30) Ci siamo conosciuti a nov.
2018, mentre ero in pausa con la mia ex, B.
Dopo 3 settimane ci mettiamo insieme in seguito alla rottura definitiva con B.
A sett.
2018 mi ero trasferito e cambiato lavoro per ambizione e progetti di vita con B, ma poi tutto è andato a rotoli anche perché non supererò il periodo di prova e verrò licenziato a fine nov.
2018.
Torno al mio paese, tra me e G ci separano 50 km.
Il 2019 sarà un anno difficile: cambierò 5 lavori in quanto tutti contratti temporanei e il mio umore è sempre pessimo.
G però è sempre lì, mi sostiene, ma a volte non mi va nemmeno di vederla perché troppo impegnato a rimuginare sul mio passato.
Una serie di errori e umore sempre peggiore causeranno una crisi tra me e G tra dic.
2019 e genn.
2020, col risultato che ci lasciamo il 19/01/20.
Dopo una settimana ci ricongiungiamo, con io che prometto di essere più positivo e presente.
Un'altra brutta litigata avuta il 9/02 ha rischiato però di far saltare nuovamente tutto, in quanto avevo proposto a G di andare a convivere perché avevo trovato lavoro vicino a lei, ma lei si è rifiutata.
Avendo avuto un'offerta migliore attaccata a casa, decido di tornare lì, vista anche la situazione non facile tra me e lei.
Da lì le cose sono ripartite bene, poi è arrivato il lockdown che ci ha impedito di vederci per 2 mesi (dal 4/03 al 4/05, viviamo in 2 regioni diverse).
In questo periodo sono molto irritabile per via di discussioni continue coi miei genitori e mi sfogo molto con G, che inizia a mostrare segni di insofferenza che io non colgo.
Inizio ad essere molto puntiglioso con lei, che si presentava in ritardo ai nostri incontri o visualizzava i messaggi per poi rispondere dopo delle ore (cosa che ha sempre fatto, ma che ultimamente mi dava più noia).
Il 31/05 siamo d'accordo per passare il ponte del 2/06 da soli nella mia seconda casa, ma la vedo strana: scoppia in lacrime e mi dice che forse si è rotto qualcosa dentro di lei, non sa se mi ama ancora o è solo affetto.
Faccio le mie rimostranze dicendo che il lockdown non ha di certo aiutato la ricostruzione e decidiamo di passare insieme i 3 giorni: lei si comportava da fidanzata dolce, io ero più dubbioso e spiazzato.
Ci salutiamo il 2/06 sera con l'accordo di dare il 100% per andare avanti.
Il gg dopo mi telefona e sembra averci ripensato.
Ci rivediamo la sera stessa e dice di non amarmi più perché sono sempre negativo e non sono migliorato.
Io lì perdo la testa e inizio a smattare, minacciando vendette e cercando di non farla montare in macchina.
Alla fine chiamerà addirittura le forze dell'ordine e me ne andrò.
Adesso se la ricerco ha detto che mi denuncia (preciso di non averle messo le mani addosso), ma non ho intenzione di demordere.
Vorrei fare di tutto quanto lecito per riaverla con me.
Lei sapeva che ho problemi di gestione della rabbia e tratti di personalità borderline, ma l'ha sempre accettato.
Strategie?

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> non ho intenzione di demordere
>>>

Invece, a questo punto, potrebbe essere la cosa migliore. Si è spinto troppo oltre, è addirittura stato segnalato alle Forze dell'Ordine. Qualunque tentativo di riavvicinamento da parte sua, per quanto "lecito", rischierebbe di essere interpretato male, non cioè come il gesto di un uomo ancora innamorato, ma di una persona che agisce così per via di un disturbo mentale. Con tutto ciò che potrebbe conseguirne. Quando si arriva a questi estremi, il frainteso è l'esito più probabile. E per una persona che ha problemi con la gestione della rabbia, essere frainteso sui sentimenti può dare luogo a reazioni esplosive.

Il fatto che G. abbia sempre accettato la sua cattiva gestione della rabbia e disturbo borderline non significa che sia disposta a farlo in eterno. Infatti, sembra che abbia deciso di non accettarlo più.

Perciò le cose, scontate, che le raccomando sono 1) lasciar perdere, senza chiedere "incontri di chiarimento" e simili, e 2) se già non è in cura, cercare al più presto un professionista in grado di aiutarla.
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente
Gentile Dott. Santonocito,
Innanzitutto la ringrazio per la sua risposta.
10 gg fa si è fatta viva lei per farmi gli auguri di compleanno, dicendomi che anche se le cose non sono andate bene, l'affetto resterà sempre. Ho risposto ringraziando e chiedendo un confronto telefonico (so bene di non poterlo pretendere in presenza), ma non mi ha risposto.
La mia reazione dell'ultima sera si può tranquillamente definire esplosiva, innegabile. L'essere borderline non è mai stato un grosso problema nella relazione, lo è stato più il mio atteggiamento negativo e pessimista.
Le confermo comunque che sono in cura, sto seguendo una terapia comportamentale e farmacologica (ma onestamente non mi sembra stia facendo granché).

[#3]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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In tal caso potrebbero non essere la terapie adatte a lei, oppure lei non essere sufficientemente determinato a cambiare. I disturbi di personalità possono essere molto resistenti e le loro terapie possono richiedere diverso tempo prima di mostrare risultati. Le raccomando perciò di fare queste considerazioni con i suoi curanti e di rivalutare eventualmente il da farsi.

Riguardo alla sua relazione non si può predire quello che succederà, senza avere la bacchetta magica. In generale una donna, quando lascia, è per sempre. In ogni caso stia molto attento a quello che fa, perché adesso che è stato anche segnalato basterebbe poco per metterla nei guai.
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente
Sono stato segnalato per le minacce, vero, ma ha ribadito di non avere intenzione di querelarmi (così come io non ho intenzione di minacciarla nuovamente, è stato solo un momento di rabbia e disperazione).
Lei stessa ha ammesso che quando mi vede non capisce più niente e finisce così per cedere ad ogni mia richiesta.
Io sono convinto e determinato a voler migliorare, per me e per lei, perché se il problema era appunto che ultimamente mi sfogavo troppo, la cosa era rimediabile secondo me.

[#5]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Certo, questa è la sua valutazione. Ma in coppia si è in due, non basta avere amore per entrambi. Quando non si riesce assolutamente ad accettare di essere lasciati, tanto da sentirsi spinti a ricontattare l'altra persona per cercare di convincerla a riallacciare, di solito non è un buon segno. Spesso ciò indica che si è di fronte a una personalità fragile e/o abituata ad avere con la forza ciò che desidera.

Perciò il mio suggerimento resta lo stesso: vada avanti con la sua vita e semmai decida prima di curarsi come si deve e poi, eventualmente, pensare alla vita affettiva. Lo faccia innanzitutto per lei, senza illudersi che "se torniamo insieme, allora questo mi farà bene e così migliorerò". L'amore non guarisce, anche se molti amano crederlo.

Può leggere questi articoli se crede:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3520-equilibrio-psichico-ed-equilibrio-in-amore-vanno-di-pari-passo.html

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2490-rifiuto-in-amore-superarlo-equivale-a-perdere-un-vizio.html
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#6]  
Dr.ssa Paola Dei

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Gentile ragazzo
mi inserisco per aggiungere a quanto scritto dal dottor Santonocito alcune riflessioni legate al suo disturbo che comporta discontrollo degli impulsi e instabilità nelle relazioni, accompagnati spesso anche da sentimenti di abbandono e paura del rifiuto. É importante quindi che con il/la collega che la segue approfitti di questo momento per lavorare su questi due grossi nodi (abbandono e rifiuto). Questo le servirà per comprendere se davvero vuole quella ragazza o se la sua sofferenza deriva dall’esser stato abbandonato/rifiutato. É importante inoltre che lei venga rassicurato e si rassicuri sul fatto che lei non é il suo disturbo. Ciò non significa guardarsi con pietismo ma che semplicemente deve scindere i suoi sintomi da se stesso e non crogiolarcisi perpetrando un comportamento che la porta a ritenere di essere prima leone e poi Calimero. Lei può sicuramente essere una bravissima persona ma con sintomi che spiazzano di certo una compagna. Non é affatto facile per una compagna abituarsii a questi sintomi neppure dove sussiste molto affetto.
Detto questo é importante anche sapere con esattezza di quale tipo di disturbo berderline soffre e lavorare sulla gestione della rabbia imparando a filtrarla prima di passare all’azione.
Come vede di tracce sulle quali lavorare gliene ho fornite abbastanza e le aggiungo dicendo che questo momento può essere l’occasione giusta per affrontarle al meglio. Non si metta nei panni di Calimero ma vada deciso a lavorare su questi aspetti, poi potrà comprendere da solo se la storia è recuperabile e soprattutto se davvero vuole recuperarla,
Mille auguri
Paola Dei: Psicologo Psicoterapeuta
Didatta Associato FISIG Perfezionata in criminologia
Docente in Psicologia dell’Arte (IGKGH-DGKGTH-CH)

[#7] dopo  
Utente
Gentili Dott. Santonocito e Dott.ssa Dei,
L'amore non guarisce, vero. La stessa G era convinta che dimostrandomi tutto il suo amore io potessi migliorare, ma purtroppo non è andata così, ha fatto molto la crocerossina.
I tratti border che ho più marcati sono ipersensibilità alle emozioni e ai rifiuti mi è stato detto. Non parlerei più di tanto di paura dell'abbandono, questa l'ho avuta molto con B durante la pausa di riflessione, ma non con G, infatti per me la rottura è stata inaspettata. G mi rimproverava di più gli sbalzi d'umore.
Per il resto non l'ho più ricercata o contattata, la lascio cuocere nel suo brodo per ora.