Utente
Buonasera
Arrivo a scrivere qui perchè sono convinto dell'importanza di una valutazione specialistica e vi ringrazio sin da subito per l'attenzione.

Non scrivo per me, ma scrivo per poter valutare al meglio quello che sta succedendo fra me e la mia convivente.

Vorrei arrivare a farle fare una visita psicologica, ma non è facile perchè quando se ne parla si finisce ovviamente per litigare.

I litigi sono molto frequenti per qualsiasi ragione ormai.

Viviamo insieme da dieci anni ma ho notato nel tempo un crollo morale e alcune problematiche, per me, psicologiche.

Io specifico che non ho nessuna competenza in materia se non l'osservazione, quindi sono conscio del fatto che il mio giudizio possa essere sbagliato.
Motivo per cui spesso ho proposto anche una visita di coppia, mettendomi per primo in gioco.

Però è evidente il cambiamento di carattere.
Quando ci siamo conosciuti aveva 34 anni, separata da non molto, e molto allegra, spiritosa, prendeva iniziative ed era molto socievole.
Si usciva spesso la sera.

Ciò però non è durato troppo.
Nei primi anni il nostro rapporto era simile, ma sono subentrati argomenti sempre più insistenti che ora sono ormai la quotidianità.

Lei tende spessissimo a ricordare eventi o persone che in qualche modo le hanno "fatto male" e rivive quelle situazioni, obbiettivamente non gravi, di quando magari era bambina o adolescente come se stessero ancora succedendo.
Con rabbia e continui pensieri secondo i quali lei ha sempre fatto del bene non le è mai stato riconosciuto.

Sembrano problemi frequenti e di poco valore forse, scrivendo mi rendo conto che non riesco a farle risaltare come dovrebbero.

Questi suoi pensieri però creano problemi all'interno della coppia in quanto vengono fuori all'improvviso, senza un vero motivo, e ripercorrono nella sua mente vari torti subiti magari 30 anni fa, facendola arrabbiare come se fossero odierni.
Sempre sempre gli stessi.
Solo che poi passa ad altri torti, e altri ancora fino ad arrivare a me.
Sempre.
Prima o poi passando per qualche remota causa arriva a parlare e litigare con me per cose successe magari 6 o 8 anni fa.
Lei dice che deve chiarire, io insisto che se una cosa, dopo averne abbondantemente discusso, è sepolta per anni non è il caso di tirarle fuori.
In questo modo le liti non finiscono ma sono eterne e sempre le stesse.
Arrivo a casa dal lavoro e la trovo cambiata, si sveglia ed è un'altra persona.
E' arrivata anche a svegliare me di primissima mattina per "chiarire".

Ormai noto seri peggioramenti.

Soprattutto dopo essersi licenziata senza ripensamenti, dorme.
Dorme tantissimo, e quando si alza sta sul divano a vedere la tv.
Io non ritengo sia solo pigrizia.
Per questo chiedo a voi un giudizio o un'indicazione sul come devo comportarmi.

Ci sono altre cose da dire.
Lei è stata operata di tumore al seno l'anno scorso.
Ora io la giustifico per la sua tristezza continua, anche se in realtà ha reagito molto bene.
Anche per la sua rabbia.
Ma era così ormai da tempo prima.

Grazie

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Può essere che il tumore al seno abbia slatentizzato problemi psicologici preesistenti,
oppure che si stia gradualmente aggravando
una patologia esordita qualche anno fa.

Il problema sta nel fatto che la persona non se ne rende conto e che dunque non è disponibile a farsi aiutare;
purtroppo non è possibile aiutare chi non vuole o non riesce ad essere aiutato.

Che fare?
Può parlare riservatamente col medico di famiglia o della ragazza esponendogli nel dettaglio la situazione psicologica.
Oppure può iniziare Lei un percorso psicologico allo scopo di passare poi a coinvolgere la Sua fidanzata.

Non sarà facile,
ma la costanza e la determinazione potrebbero essere premiate.

Un vivo augurio.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Eccomi, mi scuso per il ritardo e la ringrazio invece per la sua gentile e immediata risposta!
Ho accennato la cosa al medico di famiglia che in realtà è sempre stato il medico della fidanzata, dato che io mi sono trasferito da lei a vivere. Ma ovviamente non si sbilancia più di tanto.
Io credo che lei abbia centrato il problema quando parla dell'aggravarsi di una patologia iniziata molti anni fa.
E' proprio questo che vorrei capire: che tipo di patologia potrebbe avere.
Ho letto molto, e ovviamente non essendo medico posso aver capito tutto o niente.
Inizialmente pensavo al bipolarismo, perchè questi cambi di umore spesso sono improvvisi e senza preavviso. Ma poi ho capito che dovrebbero alternarsi fasi come quelle che ho descritto a fasi di grande attività e positività. Non è così.
Probabilmente ha qualche sorta di paranoia che trasforma in negativo tutto ciò che le fanno, come se fossero azioni dirette contro la sua persona.
Non so spiegarmelo ma conoscere il suo problema potrebbe essermi di aiuto per aiutarla meglio. Mi rendo conto che è impossibile tramite internet e ci sono molti aneddoti e molte cose di cui dovrei parlare.
In realtà sembra che ogni discorso negativo lei debba dirigerlo in qualche modo verso i torti da lei subiti. Anche se il discorso di partenza non ha attinenza ed è ben lontano da lei e dal suo passato.
Come se avesse manie di persecuzione associate però anche a manie di protagonismo.
Il problema è che sembra rivivere quei torti, o presunti torti, magari di molti anni fa, come se fossero attuali, e ovviamente il cambio di umore è drastico. Da lì ad arrivare a me e ai nostri litigi passati, quasi sempre gli stessi, è un attimo.
Non era così. Lei è sempre stata una persona allegra e spiritosa e piuttosto attiva. In compagnia lo è ancora. O almeno così vuole apparire. Ma negli anni c'è stato un aggravarsi della situazione dovuto sicuramente all'operazione subita.
Probabilmente avendo ormai molta confidenza con me, non ha più interesse ad apparire così positiva ai miei occhi. Oppure c'è dell'altro.
Anche il fatto di essere rimasta a casa, di sua volontà, non si è rivelata un'idea brillante. Per quanto possa essere invidiabile avere il tempo che si vuole a propria disposizione, lei lo usa per fare sempre meno. Sta diventando apatica su molte cose.
Spero che prima o poi la situazione si tranquillizzi e magari decida di intraprendere un ciclo di visite verificatrici anche di coppia se vuole.
Grazie

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Lei ritiene che
".. conoscere il suo problema potrebbe essermi di aiuto per aiutarla meglio..".

Forse, può essere, nel caso si trattasse di una patologia psichica.

Se invece fosse una fase della vita in cui l'insoddisfazione la fa da padrona
potrebbe essere di aiuto ad entrambi "una serie di visite anche di coppia". Mi riferisco ad un percorso psicologico con relativa diagnosi; naturalmente possibile solo di persona.

Non stia troppo su Internet,
non La aiuta nell' "ascolto profondo" della Sua ragazza;
al contrario spesso scava solchi da etichettatura.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Utente
Grazie ancora.
In realtà mi informo su questo argomento in internet solo da qualche tempo. Principalmente ho maturato certe idee osservando l'andamento del nostro rapporto.
Internet, forse erroneamente, ha solamente rafforzato alcuni miei pensieri.
La fase della vita in cui l'insoddisfazione la fa da padrona adesso è molto probabile. Il problema è che lei da sempre ha avuto questo atteggiamento di rivalsa nei riguardi del suo passato. Prima lo prendevo semplicemente come racconti di vita personale. Come delle confidenze.
Poi è diventato sempre più frequente e insistente.
Comunque cercherò di fare un percorso psicologico di coppia, sperando che mettendomi in gioco, come comunque è giusto, possa avere più successo nel convincerla. Grazie

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Le auguro, Vi auguro,
di riuscire ad uscire dal tunnel.

N.B. E' poi riuscito a risovere il problema di cui ci parlava nel precedente consulto?
Spesso il mancato effetto della pillolina dipende dalla carenza di desiderio o da comportamenti inibenti del/la partner (ora è la Sessuologa clinica che parla).

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#6] dopo  
Utente
Buongiorno dottoressa.
Faccio una piccola premessa.
Io ho richiesto questo consulto dopo l'ennesima grave lite dovuta a motivi assolutamente futili che poi sfociano nel ripetersi di rinfacciamenti e discussioni passate.
Io non so cosa sia successo questa volta, ma forse mi sarò mostrato più deciso, forse più stanco, forse più disperato, ma sono tre giorni che siamo tornati alla normalità di un tempo.
Certo sono contento, ma in realtà non è la prima volta che succede.
Quanto durerà? Nessuno lo può sapere. Può essere tre giorni, una settimana (difficile) e poi potrebbe tornare l' "altra personalità".
Però per ora pensiamo positivo!
Questa volta è andata ancora meglio delle precedenti, in quanto lei per prima ha deciso di riprendere l'attività sessuale terminata molto tempo fa.
Mi ha fatto molto piacere, ma non nascondo che ho avuto subito il timore di non essere all'altezza.
Ritengo però che questa paura sia scomparsa praticamente del tutto subito in quanto l'eccitazione e il desiderio erano tangibili.
Per sicurezza ho preso 10mg di Tadalafil. La dose doppia consigliata inizialmente dall'andrologo.
Questa volta non posso dare la colpa al calo del desiderio o alla mancata partecipazione di lei, tuttavia il mio problema si è ripresentato. Faccio fatica in questo caso a incolpare le mie insicurezze, in quanto stavolta mi sentivo sicuro.
Io non so se devo cambiare farmaco, non so se devo cambiare dosaggio, ma mi viene il sospetto di avere problemi fisici.
Mi creda non sono qui per darmi arie in nessun modo, non lo riterrei intelligente dato che mi presento con un nome e profilo anonimo, e mi sembra di mettere ben in chiaro i miei difetti e i miei problemi, per quanto possano crearmi imbarazzo; ma veramente fino qualche tempo fa era veramente impossibile per me pensare di arrivare a questo punto.
Il desiderio sessuale, anche a detta di altre partner del passato, è sempre stato sopra la norma (con battute spiritose relative al fatto che mi sarei anche dovuto far curare) e nelle prestazioni non ho mai avuto problemi.
Il Tadalafil nel mio caso fa l'effetto esatto di un bicchiere d'acqua.
Questa volta addirittura non ho avvertito neanche gli effetti collaterali minimi che ho sentito le altre volte.
La sera ho provato con la masturbazione, essendo eccitato, per vedere veramente se questa medicina non fa effetto solo con la fidanzata. Pensavo che la masturbazione potesse essere un buon test, e tutto è andato come al solito: l'erezione è stata mantenuta siano alla fine. Ma assolutamente niente di più.
Anzi ero anche stanco e non ho neanche sentito l'erezione come molte altre volte precedenti.
Ho comprato il farmaco generico, non il Cialis originale. Ma nel mio caso il Tadalifil è assolutamente innocuo.

[#7]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

ci dice che
"..Questa volta non posso dare la colpa al calo del desiderio o alla mancata partecipazione di lei, tuttavia il mio problema si è ripresentato."

Le consiglio di
- rivalutare con il Suo medico la terapia farmacologica,
- riprendere gli approfondimenti medico-specialistici completi presso un Andrologo di Sua fiducia.
Se tutto risultasse a posto,
il consulto presso uno Psico-sessuologo che sia anche Psicoterapeuta
rappresenta lo step successivo.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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[#8] dopo  
Utente
Buongiorno dottoressa.
Avrei dovuto rivedermi con l'andrologo nei mesi precedenti ma a causa del covid è stato tutto rimandato.
Prenderò con urgenza un nuovo appuntamento.
Grazie per i consigli e buona giornata

[#9]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Ricambio l'augurio,
ampiandolo a "Buoni giorni".

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