Utente
al e avrei bisogno di un consulto.
non riesco vivere in modo sereno la relazione con il mio compagno da quando ho mia suocera a casa con noi da un anno.
ho 31 e mamma di una bimba di un anno.
e venuta in Italia per la nascita della bimba e mi rende la vita impossibile, mi fa sentire una mamma e compagna incapace.
Sono stufa al tal punto che ho attacchi di panico di prima mattina mi ha fatto vivere questo anno d inferno, senza vivere bene la mia maternità.
Purtroppo mio marito l appoggia in tutto perché logicamente e la madre è poche volte me.
Però io sono passata per quella che non la rispetta quando ogni volta l ho trattata bene.
ma non è solo questo lui e cambiato nei miei confronti dal suo arrivo.
Rimangono sempre i suoi vizi il gioco di scommesse sportive (nonostante avessi chiesto di smetterla o limitare) e la visione di video porno che magari è niente ma per me è impercettibile perché la trovo una mancanza di rispetto per me, nonostante abbia partorito da poco e mi trovo poco bella... Ma tante promesse che non mantiene.
Tra tutto mi sento uno schifo di persona...prego ogni giorno che mia suocera possa ritornarsene a casa sua, magari il rapporto con il mio compagno può migliorare... Però mi creda mi sento vuota, mi dice che mi ama, ma io non sento piu quel sentimento di prima... Come se mi fosse scaduto...non ha un pensiero per i miei genitori nonostante sa che non godono di buona salute... Appena rientra da lavoro prima cosa che fa e sua madre, neanche pensa a nostra figlia, subito da sua madre e ha quasi 40 anni... E sono molte le cose che succedono, sarebbe lunga da spiegare.
Tante volte non mi rivolte la parola sua madre, per ogni cosa si offende senza che le abbia fatto qualcosa... Io ho la mia cultura e lei la sua, come la rispetto vorrei essere rispettata anche io.
Ripeto la rispetto come mia mamma.
Ma certe cose lei vuole che siano come dice lei.
Mi creda sono intrappolata in questa storia da non uscirne... A volte vorrei andarmene ma poi penso come faccio con una figlia piccola... Piango sempre perché mi sento scusa la parola trattata peggio di un animale...ho chiesto di andare dai miei ma mi è stato negato... Non riesco nemmeno ad asprimere il mio dolore che ho dentro... Mi incolpo perché l ho scelto straniero, ma non era così... La prego di rispondermi per capire se sono io il problema come persona oppure sono loro che sbagliano nei miei confronti.
La ringrazio in anticipo...

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente,
quando si soffre, e per di più ci si trova a pochi mesi da una nascita, momento estremamente delicato, non è proprio il caso di mettersi a valutare chi ha torto e chi ha ragione.
Anche dal modo come ha scritto (la sua lettera comincia con una parola troncata) è evidente il suo stato di stress.
E' il momento di correre ai ripari, per lei e per sua figlia, che in questi primi mesi ha bisogno più che mai di una mamma sorridente e serena.
Lei non dice la nazionalità di suo marito e di sua suocera, ma il fatto che da un anno viva con voi fa pensare ad una persona invadente. Non ha tra l'altro una sua attività, un marito, altri figli?
Non ci dice nulla nemmeno della sua famiglia d'origine. Andate d'accordo? Non sono intervenuti, i suoi genitori e i suoi fratelli, a tutelare il suo puerperio? O è lei che non si sa difendere e non sa cercare aiuto?
Una frase più delle altre colpisce: "ho chiesto di andare dai miei ma mi è stato negato..."
Ma lei è sotto sequestro? In stato di prigionia?
Per il bene di tutti, signora, si scuota e cerchi aiuto da chi può darglielo: il suo medico, la ginecologa, il pediatra, e naturalmente gli psicologi delle ASL, ai quali può chiedere anche di spiegare a suo marito qual è la situazione di una donna che è diventata mamma da poco.
Ma prima di tutto, se può, chieda aiuto alla sua famiglia.
Le dicevo sopra che non è il momento di pensare a chi ha torto e chi ha ragione. Non è nemmeno il momento di rimproverarsi perché ha sposato uno straniero. Tanti matrimoni possono risultare una sorpresa negativa, e tanti che sembrano spezzarsi riprendono vita se si riesce a definire con chiarezza che cosa si desidera l'uno dall'altro e si trovano le parole giuste per dirlo.
Lei è sotto stress e DEVE essere aiutata. Per ora cerchi solo chi può farlo.
Le sono vicina, con affetto. Ci tenga al corrente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Salve dottoressa la ringrazio per la sua risposta, mio marito e di nazionalità turca.. Solo lui è in Italia, mia suocera ha altri figli in Turchia. E un anno pieno di discussioni con lei perché dev essere fatto come dice lei se no ti tiene il muso, ha dei comportamenti peggio di una bambina, e vivere così sotto lo stesso tetto direi di no. Ho già vissuto periodi ancora più brutti riguardo ai miei genitori. E il clima così mi fa stare male... Lei dice parlarne,beh non serve a nulla perché ho messo le cose in chiaro sia prima del suo arrivo che all arrivo e durante ma non cambia molto.. Diciamo che adesso è leggermente calmata riguardo la morbosità con mia figlia, perché sempre mi veniva detto come fare con lei e sempre tolta dalle braccia, ora che è grandicella la bimba non ha pazienza.. Ora noto un altra cosa, cerca sempre di farmi litigare con il mio compagno.. Perché con lui dice una cosa e con me fa altro.. Così se io dico qualcosa non vengo creduta. Sul avere torto o ragione intendevo se secondo lei sono io a comportarmi male o no.?! All ultimo mese di gravidanza cioè il suo arrivo mi metteva a pulire casa, nonostante fossi stanca e c erano 40gradi. Vengo sminuita trattata come una stupida e loro intelligenti. Lei si può permettere di prendere in giro la salute dei miei genitori ma se tocchi lei si offende, lui è geloso e quindi devo vestirmi non troppo scollata. E un giro che non finisce più. Un psicologo mi consiglia, andai da un ostetrica perché non riuscii ad allattare mia figlia per lo stress provocato e spiegai a lei il problema.. Mi consiglio una psicologa, ma la mia paura (visto che lui ha sempre dato la colpa agli ormoni. Ma mi creda non è così..) che mi venga allontanata la bimba. Ogni volta parlo e spiego a lui ma se non le dice niente il problema è sempre li.. Non sono tenuta segregata, però chiedo di prendermi del tempo andando dai miei non vuole, dice che non vuole essere costretto a scegliere, perché sceglierebbe la madre.. Mi sento vuota, il sentimento che avevo per lui si sta spegnendo, ma adesso c è una bambina e non riesco a trovare una soluzione sono confusa.. Spero che se ne vada la madre per capire se migliora la situazione o no.. Anche per me se riesco a ricuperare il sentimento, ripeto non era così prima.. La mia famiglia sta già troppo male, non voglio recare pensieri e stress anche a loro.. Sto cercando di sopportare anche se è sbagliato, ma sono quasi al limite..

[#3]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Cara utente,
ripeto che è assolutamente necessario che lei trovi un aiuto, perché è sotto stress, e lo stress in certi casi è una malattia. Per questo le dicevo che quando qualcuno soffre non deve perdere tempo a chiedersi se ha ragione o torto: si preoccupa solo di stare meglio e anche chi le vuol bene pensa solo a questo.
Lei si sta comportando non come un'adulta libera, padrona in casa sua, ma come se fosse una schiava. Nemmeno una domestica scriverebbe: "All ultimo mese di gravidanza cioè il suo arrivo mi metteva a pulire casa, nonostante fossi stanca e c erano 40gradi".
Ripeto: davanti a queste pretese, una domestica se ne andrebbe, licenziandosi; lei che è la padrona di casa, perché non ha detto a sua suocera che in casa sua lei fa come vuole, e che se sua suocera non apprezza può andarsene in albergo?
Scrive che parlare chiaro non cambia, perché lo ha già fatto inutilmente. E allora si fa il passo successivo: si mette alla porta questa persona, o meglio ancora si prende la bambina e si va via. Il fatto che lei non voglia più bene come prima al suo compagno è naturale: l'affetto si deve conquistare, e non mi sembra che lui faccia nulla in questa direzione. Ma lei non lavora? Perché si è affidata a quest'uomo in una condizione così sottomessa?
Giustamente anche l'ostetrica le ha consigliato di andare da una psicologa.
Alle ASL o al Consultorio gli psicologi e gli assistenti sociali le sapranno dire come accedere eventualmente a una struttura protetta dove far crescere la sua bambina.
Lì troverà anche avvocati disposti a tutelarla.
Non capisco perché teme che la bambina le venga allontanata. Molto difficilmente, se si separa dal suo compagno, un giudice la affiderà a lui. Siete sposati?
Vada presto alle ASL, al Consultorio o al Centro di Salute Mentale.
I suoi genitori che età hanno, e da quali malattie sono affetti? Non ha zii, fratelli, sorelle che possano ospitarla?
La abbraccio; mi faccia sapere.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4] dopo  
Utente
Grazie per avermi ancora risposto dottoressa, oggi un altra giornata pesante... Ho provato a dirgli mesi fa che volevo andare a stare dai miei fin quando non fosse andata via, lui mi rispose che non voleva, e parlando anche con la madre disse che ognuna doveva guardare le cose proprie e stare nelle proprie camere.. Se usciva uno non usciva l altra.. In modo da non vederci.. Solo che lei il giorno dopo era di nuovo all attacco.. Adesso ho ripreso a lavorare, abbiamo un attività io e il mio compagno, quindi siamo assieme.. La bimba sta con mia suocera, solo che come dicevo non vuole piu stare con lei da come si comporta e con il figlio dice che vuole tenerla metro lavoro..i miei genitori hanno patologie importanti. Mio padre è disabile da dieci anni e gli sta venendo l Alzheimer, mia mamma due anni fa ha avuto un eschemia e ictus che le ha creato problemi tutta la parte sinistra. Operata per ricostruire la carotide e parkinson.. Però prende anche pastiglie per l umore perché a volte ha momenti di umore basso..
Fino ad un anno fa era un compagno amorevole, mai fatto mancare nulla, da quando è arrivata la madre e come se fosse un altra persona.. Mia suocera questo ultimo periodo sembra che fa schrezi per farci litigare, comportamenti come una bambina, mi stuzzica molto... Sono sempre stata una ragazza che ha sofferto molto nelle storie precedenti, però nonostante la vita mi mette a dura prova l ho sempre superata. Adesso non riesco a superare questa situazione, ho paura del dopo, forse perché c è la bimba non lo so.. Può sembrare che se non mi smuovo e perché mi fa comodo.. Ma no, perché so com era lui prima. Ho paura che se può essere ricurita la relazione io invece sono scappata.. E poi l attività assieme se ci separiamo come faccio.. La situazione economica per il virus è brutta, ho paura di non farcela con una bimba piccola.. Prima non avevo paura adesso mi terrorizza, perché non voglio che manca niente a mia figlia... E poi ho molte responsabilità per i miei genitori che loro hanno come riferimento solo me, mio fratello se ne frega ed è mantenuto da loro,devo sempre seguire ed esserci io a prendermene cura... E da sola con tutto e molto difficile. Mi è stata buttata giù la mia autostima. A volte vorrei non svegliarmi forse sarebbe tutto piu semplice, ma poi penso in che mani andrebbe mia figlia...
Mia suocera ha 60 anni porrebbe insegnarmi molto invece mi da contro.. Quando devi farle i favori mi abbraccia e bacia sulle guance se no mi fa sclerare.
Comunque io e il mio compagno non siamo sposati, e la bimba porta anche il mio cognome.

[#5]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
ci sono momenti nella vita in cui da soli NON CE LA POSSIAMO FARE.
Deve partire dal capire questo, e cercare aiuto. Anche negli ospedali, in quello stesso deve ha partorito, ci sono psicologi.
Nel passato, dice, lei se l'è sempre cavata, ok, ma ora ci sono troppi elementi che le creano un conflitto dentro.
Provo ad elencarli.
Il primo è che ha una bambina piccola, e questa condizione mette in circolo una serie di ormoni che provocano maggiore sensibilità allo stress, e un senso di responsabilità perfino doloroso.
Il secondo è che il suo lavoro si svolge insieme al suo partner, e questo le toglie una vera indipendenza, e le toglie quei momenti di libertà e di pace che potrebbe avere se non foste sempre a contatto.
Il terzo è che lei vede il futuro più difficile di quello che probabilmente è, nel campo del lavoro: è giovane, sana, qualcosa potrebbe trovare. Quali studi ha fatto, quali esperienze ha, di cosa si occupa insieme al suo compagno?
Il terzo è la situazione di salute dei suoi genitori, che però potrebbe migliorare, anche perché probabilmente sono intorno ai sessanta/settant'anni.
Cosa vuol dire che suo padre "è disabile da dieci anni e gli sta venendo l Alzheimer"? E' in sedia a rotelle? Quanto all'Alzheimer, è stato diagnosticato? Lo sta curando? Stessa cosa vale per sua madre.
Mi dispiace che suo fratello non si faccia responsabilmente carico assieme a lei di loro due, anzi si faccia mantenere, ma queste appunto sono situazioni che vanno discusse nei dettagli con un consulente psicologo, perché, ripeto, da soli, in certe circostanze, non riusciamo a vedere soluzioni.
E vengo al suo problema centrale: il suo compagno.
Lei dice che fino ad un anno fa era amorevole. Ma allora non c'erano né la bambina, né questa madre così invadente. Se lui ha detto alla madre addirittura di restare nella sua stanza, avrebbe fatto prima a dirle di andarsene. E se non lo dice lui, è meglio se glielo dice lei. Le ripeto: lei non è padrona in casa sua?
Assurdo poi quello che dice all'inizio: "Ho provato a dirgli mesi fa che volevo andare a stare dai miei fin quando non fosse andata via, lui mi rispose che non voleva".
Non voleva? Davvero? E la sua volontà, cara utente, non conta almeno quanto quella di lui?
Infine veniamo ad una sua affermazione senz'altro sbagliata: "Ho paura che se può essere ricucita la relazione, io invece sono scappata".
Come le ho scritto già, le relazioni si ricuciono parlando chiaro, non facendosi vittima di situazioni che logorano i sentimenti.
Questo vuol dire che non bisogna ripetere all'infinito le cose, ma in certi casi bisogna saper porre delle condizioni: o tua madre compra il biglietto per partire entro sette giorni, oppure io, per la serenità di tutti, vado a vivere dai miei. Fammi sapere quando sarà partita, perché solo allora potremo tornare a considerare l'idea della convivenza.
Ma per tutto questo, cara utente, lei deve avere le idee davvero chiare, il che non può succedere mentre è sotto stress e non è supportata da nessuno.
Ecco perché le è indispensabile la consulenza di uno psicologo, il quale potrebbe anche far capire al suo compagno che la corda non si può tirare troppo.
Altro, da qui, non posso dirle.
La abbraccio e le auguro di dirigersi verso una soluzione.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it