Utente
Buongiorno vi spiego un po' la mia storia.
Sono un ragazzo di 39 anni separato con 2 figli e da poco più di un anno ho una compagna (separata in casa con una figlia) che è una ragazza a dir poco speciale e fantastica, magari l avessi conosciuta tanti anni fa!! A parte tutto lei (ma anche io) mi ha sempre dichiarato il suo tanto amore da definirmi il suo unico vero amore della sua vita e tutti i suoi atteggiamenti sono sempre stati veri e sinceri.
Il problema che da un po' di tempo ha alti e bassi in continuo, momenti che mi chiama e mi scrive per sapere dove sono (lei è molto gelosa di me), momenti che vuole passare con me sia a mangiare insieme sia a dormire insieme sia momenti intimi dove la nostra passione è tanta, e momenti che dice di non volermi più di non amarmi più e voler stare sola.
Sono molto preoccupato perché penso che sia in depressione e questo suo modo la porti a fare scelte sbagliate, perché lo vedo e lo sento che lei non vuole perdermi.
Datemi un aiuto un consiglio perché npn so più dove sbattere la testa.
Grazie

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
la depressione o altro disturbo che può trasparire dalla sue parole non si possono gestire con la semplice buona volontà; nemmeno l'amore, da solo, può guarirle.
Il bel film di Alfred Hitchcock "Io ti salverò" commuove perché una donna innamorata, sfidando anche pericoli esterni, guarisce il suo uomo da una insidiosa psicosi; tuttavia Hitchcock non era uno sprovveduto, e la donna innamorata è una valente psicoterapeuta.
Le dico questo per farle capire che la necessità di un intervento specialistico in casi come il suo è indispensabile, sia per formulare eventualmente una diagnosi o per segnalare una situazione non patologica, sia per dire a lei come muoversi.
Infatti, senza sapere se si tratta di malattia o di altro, suggerirle di stare vicino a questa signora assecondando i suoi mutamenti d'umore, o di mettere invece dei paletti al suo comportamento ondivago, è un azzardo inopportuno.
Immagino, come avviene quasi sempre in questi casi, che la signora non accetterebbe di fare qualche colloquio chiarificatore con uno psicologo.
Rimangono altre due strade: la prima è la terapia di coppia, che lei dovrebbe proporre "per migliorare il rapporto", ma permetterebbe al terapeuta di valutare la situazione psicologica di tutti e due voi, patologie comprese.
L'altra strada, se la sua compagna scarterà anche questa ipotesi, è quella di accedere lei stesso ad una consulenza e discutere col suo psicologo la migliore procedura.
Auguri; ci tenga al corrente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it