Utente
Buongiorno, già mi resta difficile collocare il post in psicologia perché ho una fissa con la scienza e le prove oggettive, non è un intento di insulto ma più impulso a rifiutare ogni teoria.


Da tempo sto seguendo un percorso presso la ASL, si sospetta disturbo spettro autistico, forse asperger causa delle mie fisse fin da bambino con i computer e la tendenza a lavorare fino a 15 ore di seguito senza fermarmi, cosa che mi ha causato mobbing, ma non avevo capito che mi stavano facendo mobbing e quelle cose le prendevo alla lettera.


Ho detto allo psicologo che fin da bambino mangiavo da solo in camera e non con i genitori, non che i miei genitori mi creavano problemi, semplicemente mi sentivo più a mio agio mangiando da solo.


Cosa che ho poi fatto per il 90% della mia vita non essendo consapevole dei problemi che causavo.


Non riuscendo a comunicare verbalmente, a scuola ero bravo nelle interrogazione perché sapevo collegare tutte le materie, anche se la tonalità della mia voce è bassa e piatta, finita la scuola ho iniziato ad avere dei disturbi proprio nel parlare, ora sto notando anche nello scrivere, è come se saltassi le lettere o i dittonghi senza accorgermene.


Esprimermi verbalmente mi ha sempre causato problemi, quindi a 8 anni scrivevo poesie sulla linea di Leopardi, poi a 16 sulla linea di Rimbaud.
In verità quello che facevo era cercare di comunicare un malessere, non riuscivo a farmi amici, ma ho capito che invece le persone guardavano alla metrica non capendo niente di quello che volevo veramente intendere.


Non ho imparato a disegnare per motivi che non spiego, e facevo musica da solo anche 10 ore al giorno senza fermarmi.
In pratica ho sempre usato l'arte come modo di esprimermi.
Poi la mia comunicazione è finita su internet.


Agli inizi internet era videogiochi ed hacking, quindi si comunicava bene, era tecnico, dagli ultimi 10 anni è diventato una propaganda di cose che si sentivano in televisione.
Non guardo la televisione da 20 anni e non ho mai avuto una vita sociale.
Nel peggiore dei sensi.


Ultimamente molte cose mi stanno avvenendo ed ho sempre di più uno stress emotivo e un forte senso di stanchezza, ed ho notato che gli psicologi in generale non capiscono perché non sanno fare le domande.


In pratica quelle cose loro non le chiedono perché per loro sono normali e le fanno tutti, loro compresi e sono proprio le cose che io non faccio, del quale ovviamente non ne parlo perché essendo per me cose normali non le vedo come problemi, e stiamo sempre a rigirare sulle stesse cose.
Non so come spiegarglielo.


Stanco della mancanza di comunicazione di internet, che da tempo da tecnico è diventato propaganda, gli psicologi che sembrano non capire quello che gli dico, nelle ultime settimane mi sento sempre più stanco e stressato emotivamente.
Perché non mi fanno direttamente dei test?
Sono stanco di parlare della mia vita, ho voglia e bisogno di lavorare, che mi fa sentire bene, ma il mio modo di essere mi fa emarginare dal lavoro.

[#1]  
Dr. Francesco Ziglioli

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Gentile utente,

Nel suo consulto trovo solo questa domanda: "Perché non mi fanno direttamente dei test?", a cui risponderò in breve.
I test servono principalmente in fase di diagnosi, ma possono essere utilizzati dal clinico anche per valutare l'intervento post-facto o l'andamento della terapia. Non possiamo sapere quale sia il razionale utilizzato dal collega.
Lei dice di essere seguito da uno psicologo presso l'ASL. Segue anche terapia farmacologica?
La diagnosi è quella che ha scritto oppure c'è anche altro?
Cordiali saluti
Dr. Francesco Ziglioli
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[#2] dopo  
Utente
Al momento non c'è nessuna diagnosi, ma avendo avuto problemi sociali fin da piccolo, ed avendo superato i 30 anni, difficilmente ritengo sia timidezza che va via crescendo.

A 20 sospettarono borderline e personalità schizoide, ma nessuna diagnosi, feci 5 anni di psicofarmaci cambiando i principi attivi, ma non ci furono cambiamenti.

Sono solo salito di peso e perso la libido del sesso.

Poi smisi. Sono e vado avanti con lo xanax che mi stordisce ed è l'unico farmaco che mi ha aiutato al lavoro nelle situazione sociali, sono laureato in informatica, ma non posso vivere di xanax, sono quasi 15 anni che lo prendo ed ha un costo sia economico che di salute. Ovviamente ci sono state alcune pause quando mi chiudevo in camera per alcuni anni.

E' che avendo studiato materiale riguardo gli asp, io vedo che gli asp oltre a dire le cose che dico io, al 90% hanno avuto un percorso simile al mio, almeno quelli che dichiarano di essere stati diagnosticati da adulti.

Io capisco che gli psicologi hanno bisogno di certezze, ma è come se dovessi far capire loro una cosa che ha per me senso.

Un disturbo comportamentale va via con una terapia e dei farmaci. L'ho fatto per 5 anni senza risultati.

Sono ancora così.

Mi viene quindi da pensare che sono proprio così, quindi non è un disturbo del carattere, ma il mio modo di essere. Per questo vorrei accelerassero un po i tempi.

Ripeto, ho più di 30 anni, in pratica 39 anni, a meno che non sono a conoscenza di altri problemi, come lo si spiega una persona che a 39 anni non ha mai avuti amici in nessuna parte.

Non sento proprio il bisogno delle persone, tuttavia, solo ora mi accorgo del problema lavoro, ovvero vieni licenziato da un lavoro tecnico semplicemente per non parlare troppo o lavorare troppo, anche se devi lavorare in autonomia, lavoro che concepivo in maniera diversa dal loro, per me la persona che produce di più fa carriera, invece io sono stato anche minacciato, poi hanno smesso di pagarmi e mi hanno fatto licenziare.

Ovviamente far valere i miei diritti come dicono non è facile perché non so neanche da chi andare.

Forse un avvocato, insomma, ogni situazione sociale ha un costo in ansiolitici. Sindacati, ed anche lì sono ansiolitici, so che ho dei diritti ma pur avendo lavorato con degli ingegneri informatici in progetti per multinazionali, non sono in grado di andare in un cavolo di ufficio postale.

La situazione è peggiorata negli ultimi anni ed ancora prendo ansiolitici oppure non riesco ad uscire di casa. Ho letto degli studi svedesi e le statistiche.

Non so quanto detto sopra se sembri offensivo, perché non mi sono mai accorto di queste cose.

Non me la sento di parlare delle mie fisse, oppure mi servirebbero decine di pagine. So solo in tempi in cui in molti non sapevano neanche cosa fosse un computer, io avevo imparato da solo 3 linguaggi di programmazione tramite un 386 e un 486 IBM senza contare MS-DOS e ASCII con i quali disegnavo a 8 anni, anche se non è il fine.

Ora mi vogliono far fare delle sedute di gruppo, ma so già come va a finire, loro dicono che li interrompo, e a me sembra che loro mi interrompano, e sinceramente, non ne posso più di parlare dei miei problemi. Vorrei vivere un po di vita normale, almeno lavoro fisso, sempre stato consulente precario, e casa da solo.

Dovrei parlare di famiglia, lavoro, figli, educazione, e sto ancora a parlare dei problemi di quando ero piccolo. Seriamente, mi stanno stressando.

[#3]  
Dr. Francesco Ziglioli

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Capisco che lei sia stanco di questa situazione e che non vedere risultati non sia appagante né motivante. Tuttavia, il percorso che ha scelto (psicoterapia e terapia farmacologica) è quello più idoneo per la presa in cura della soffernza psicologica. Se non è soddisfatto del percorso fatto con gli attuali professionisti, può cambiarli. Ricordi che una buona terapia parte da una buona diagnosi. Quindi dovrebbe esserci maggiore chiarezza in questo.
Cordiali saluti
Dr. Francesco Ziglioli
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[#4] dopo  
Utente
Salve dottore, cerco di chiudere qui la discussione per non protrarre troppo avanti.

Non è che non sono soddisfatto, posso capire che una diagnosi sbagliata possa rovinare la vita a qualcuno e ci vuole tempo.

Tuttavia il sospetto dell'asperger mi è iniziato 3 anni fa, perché mi riscontravo in quelle persone per il 90% delle cose che dicevano ed anche del modo di parlare oltre alle esperienze di vita simili alle mie. Ma con gli altri, coetanei compresi fin da piccolo, non ho mai avuto niente in comune. Fingevo solo per essere considerato normale perché ero quello strano. A me sembra che lo psicoterapeuta stia cercando di dirmi che le mie relazioni sociali sono state rese tali a causa di una negligenza, da madre da quando avevo 15 anni, e da mancanze affettive. Ciò mi sembra strano perché una persona normale dovrebbe riprendersi ed io ho fatto anche terapie farmacologiche, tutte fallite.

Non esiste del personale specializzato in questo campo e dove trovarlo? Io non resisto altri due anni di terapia. Non riesco quasi più ad essere autonomo neanche nel cucinarmi. Cosa che un tempo riuscivo a fare anche bene ed ora sto notando, dagli ultimi 6 anni dei forti peggioramenti. Io un altro anno di sedute non duro. Sinceramente.

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Dr. Francesco Ziglioli

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Essendo lei già seguito da un collega, ritengo utile che affronti con lui la sua incertezza rispetto alla questione che riporta qui, ovvero la fatica a pensare di andare avanti con la psicoterapia. Immagino che lui saprà come affrontare la cosa.
Cordiali saluti
Dr. Francesco Ziglioli
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