Non so se mollare l'università o continuarla

Ho iniziato l'università da nemmeno una settimana ma vorrei mollarla perché mi rendo conto di averla sottovalutata.
Non mi sta piacendo niente di tutto ciò: non riesco a seguire le lezioni perché mi annoiano, non riesco a concentrarmi e sono costretta a rivedere le lezioni una seconda volta il che mi fa perdere un'enorme quantità di tempo, dai libri non riesco a studiare perché i contenuti sono veramente troppo pieni di nozioni che io non riesco a memorizzare per disinteresse.
Io credo che sia una perdita di tempo continuare perché già mi sento stressata solo al pensiero di dover passare tre anni in questo modo.
Le persone che mi stanno vicino mi incoraggiano, mi dicono di continuare perché a detta loro è normale sentirsi così quando non si tocca un libro da anni e si è diplomati in una scuola che non è un liceo... anzi a dire il vero fui bocciata quando andavo al liceo e costretta a continuare in una scuola professionale perché non reggevo lo stress dello studio.
Mi sta succedendo la stessa cosa anche all'università... non so se hanno ragione gli altri a dire che è ancora troppo presto per decidere di mollare oppure devo ascoltare il mio io
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

mi è venuto in mente il Suo consulto di mesi fa quando ci diceva:
"..alcune volte vorrei iscrivermi all'università solo per affermarmi socialmente e poter dire che anch'io ho una laurea .."

E' forse lì la ragione della Sua insoddisfazione? Della sua mancanza di attenzione?
In una motivazione scadente in quanto estrinseca,
anzichè in un forte desiderio personale di autorealizzazione?


Devo forse ".. ascoltare il mio io? ..", si chiede ancora.
Ma il Suo "IO" appare confuso, forse bloccato ad una fase adolescenziale non in linea con l'età anagrafica.

Per tale motivo nei precedenti consulti era stata orientato dai Colleghi verso un percorso psicologico.
Non mi rimane che caldeggiare che tale indicazioni venga presa seriamente in considerazione.
Solo così riuscirà a riformulare la domanda
"Non so se mollare l'università o continuarla" (titolo)
in "Cosa fare della mia vita?"

Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
certo si può dire che lei non ha nemmeno cominciato, anzi a dire la verità mi chiedo come mai parla di lezioni, quando solitamente l'anno accademico inizia a novembre.
Ci sarà pur stato un motivo per il quale si è iscritta e ha scelto una determinata facoltà (a proposito: qual è?), ha speso per libri e iscrizione, e ora direi che almeno sei mesi di rodaggio sono necessari, prima di dire che lo studio non fa per lei.
Non ha ancora conosciuto colleghi e professori, non ha condiviso discorsi sui contenuti ed esperienze di studio, non ha nemmeno provato ad affrontare gli esami...
Una rinuncia così netta mi sembra inopportuna.
Ripensi alla motivazione che si era data per iscriversi, pensi che per ora non ha nemmeno provato: faccia il primo esame, e ci racconti come va.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#3]
dopo
Utente
Utente
Dott.ssa Brunialti,

Se in Italia ci fossero poche persone laureate io non mi ci sarei nemmeno iscritta.

La ragione della mia insoddisfazione è nel non riuscire a studiare, i concetti li capisco però faccio fatica a studiarli anche perché la facoltà che sto intraprendendo che è Scienze dell'Educazione richiede delle riflessioni personali sugli argomenti attinenti alle lezioni che io non riesco a sviluppare (non riesco a dare nemmeno delle interpretazioni al linguaggio metaforico che dovrebbe avvenire in maniera scontata) perché mi sento bloccata sia perché questi argomenti non li ho mai studiati alle superiori, sia perché non ho le basi e soprattutto l'ansia blocca la mia sfera cognitiva. Inoltre non possiedo un linguaggio professionale, il che mi fa sentire inferiore ai miei colleghi con competenze e con predisposizioni nell'affrontare il carico di studio universitario. Poi c'è la mia parte emotiva che è davvero troppo fragile in quanto ho paura di fare scena muta durante gli esami a causa dell'ansia oppure la paura di aver sbagliato il metodo di studio dato che al liceo fui bocciata per questi due motivi: io pensavo di studiare ed invece dimenticavo tutto durante le interrogazioni.

Il mio 'io' mi ripete costantemente di lasciare perdere perché ci rimetto la salute (stress, nervosismo, esaurimento nervoso come mi succedeva quando ero al liceo) anche se nei pochi e brevi momenti di tranquillità ammetto che mi ritorna la voglia di rimettermi in gioco, momenti di tranquillità che svaniscono dopo aver reiniziato ad applicarmi sui libri.


Dott.ssa Potenza,

Nel mio ateneo l'anno accademico inizia il 1 Ottobre, le lezioni sono iniziate 5 giorni fa ed io già mi sento sommersa e stressata dalla notevole richiesta di impegno da parte dei professori a cui io non sono abituata sia perché non tocco un libro da anni, sia perché alcune esercitazioni come gli elaborati o la spiegazione di una frase filosofica io non li so dare. I miei colleghi partono già avvantaggiati su questo mentre io ho questo deficit che posso superare se mi dò pochi esami per volta, il che significherebbe rimanere indietro e finire fuori corso con tutte le conseguenze che comporta...

Ho scelto la facoltà di Scienze dell'Educazione perché mi piace avere un contatto con i bambini ed aiutarli nella loro prima fase di crescita; non voglio che abbiano dei vissuti poco positivi che possano ostacolare il loro naturale sviluppo che li accompagnerà per tutta la vita.
Tutti mi hanno confermato che in un paio di giorni non si può stabilire se si è in grado di affrontare l'università, anche i professori stessi dicono che questa prima fase sarà difficile però io sento che non è una questione di ambientarsi al metodo universitario, è una difficoltà mia dovuta a tutti questi fattori.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

il quesito è troppo importante perchè Lei lo affidi ad un consulto online,
sua pure a Professioniste di comprovata esperienza.

Se ritiene, prenda in considerazione il ripetuto orientamento che ha ricevuto qui nel blog,
e se ne serva come meglio crede.

Cordiali saluti.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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