Utente
Salve, sn un ragazzo di 34 anni sposato da sei.
Mia moglie ed io siamo Stati migliori amici x molto tempo, poi è scoppiato L amore.
Abbiamo aspettato un po prima di avere un figlio xké volevamo goderci un po la coppia poi abbiamo avuto dei problemi x concepire (causa mio varicocele) poi tutto di è risolto ed abbiamo avuto una splendida bambina.
Dalla nascita in poi sn iniziati i problemi.
Lei è diventata solo mamma e nn aveva interesse verso di me di tipo sessuale ma pensavo fosse dovuto alla Stanchezza o alla ns nuova realtà ma in cuor mio me la sn presa.
Poi sn iniziati i litigi ai quali reagisco in modo furente minacciandola di lasciarla.
Spesso ho pensato di farlo x via del suo carattere nn facile poi penso a mia figlia alla sua felicità è diritto ad una famiglia e cambio idea.
Ci siamo dati mille possibilità promettendo di nn fare gli stessi errori ma poi ciclicamente ci rivediamo.
Vorrei capire come gestire la mia rabbia e delusione così da bloccare qst comportamento.
Lei si chiude nel mutismo e si allontana sempre di più.
Nn abbiamo vita sessuale (cosa che le ricordo sempre) ma quando usciamo andiamo in giro siamo felici.
Le avevo proposto una terapia di coppia ma nn vuole e pensavo di mettermi io in terapia.
Cosa mi consigliate?
Vorrei solo avere un po di serenità.
Sn un padre presente ed affettuoso un marito attento che aiuta in casa e che lavora sodo... Ovviamente ho i miei difetti ma cerco di fare la cosa giusta x il bene della mia famiglia.
Grazie mille a chi risponderà

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
ho letto con cura tutte le email che ci ha inviato.
A me sembra che la situazione che delinea sia piuttosto a rischio, perché tanto sua moglie che lei avete già fatto dei passi falsi nella direzione di una comunicazione muro contro muro.
Nel passato siete stati "migliori amici", poi vi siete innamorati. Sembrano i presupposti per una buona intesa, ma evidentemente qualcosa ha inceppato il felice andamento che avrebbe dovuto seguirne.
Quando una coppia accetta di fare terapia si vedono gli errori di comunicazione e di comportamento che progressivamente hanno inceppato il rapporto; il che non vuol dire che questi errori si correggano in un lampo, perché al fattore "abitudine" si somma l'ostinazione del voler vedere il torto dalla parte dell'altro.
In poche parole, senza spiegarle da qui i complessi meccanismi che inibiscono e distruggono il dialogo tra due persone, voglio dirle che apprezzo la sua volontà di mantenere in piedi la famiglia e anche gli strumenti che propone: la terapia di coppia, e nella non disponibilità di sua moglie, la terapia individuale, che se ben condotta provocherà in lei un cambiamento e sarà a favore di tutto il nucleo familiare.
Auguri; ci tenga al corrente.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
Grazie dottoressa x la celebre risposta. Ogni volta che ci diamo un altra possibilità provo ad accantonare la mia rabbia e frustrazione sperando che lei capisca ma ad ogni piccolo litigio viene fuori più forte di prima xké la colpevolezza della mia infelicità e xké credo che ci siamo tutti i presupposti x essere felici insieme. Lei ha avuto tanti problemi con la sua famiglia (Specialmente col padre) e ho sempre pensato di volerla "salvare" E darle la famiglia che nn ha avuto. È possibile che lei riproponga la situazione che viveva in casa? Purtroppo uno dei miei difetti è che sn una persona rancorosa e me la prendo anche x piccole cose. In realtà ogni volta che la minacciò di lasciarla in cuor mio spero sempre di provocare una reazione da parte sua così capisca che mi sta perdendo. Credo che andare in terapia possa aiutarmi a gestire questi sentimenti. Un Consiglio devo cercare uno psicologo esperto in terapia di coppia? Io sn di Napoli

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
cerchi uno psicologo che possa aiutare lei, prima di tutto.
Una volta che avrà avviato la sua terapia, il curante potrà anche incontrare in una o più sedute anche sua moglie, ma non vorrà iniziare una terapia di coppia, che potrebbe risultare sbilanciata dalla pregressa alleanza terapeutica con lei.
Scelga un terapeuta che affronti il problema in maniera diretta, come potrebbe farlo un cognitivo-comportamentale, uno strategico, un funzionale-corporeo, un sistemico-relazionale, insomma uno psicologo che miri alla soluzione rapida che un problema come il vostro richiede; per questo escluderei uno psicoanalista, freudiano o junghiano.
A Napoli c'è una collega che stimo molto, ma ce ne sono certamente altri validissimi.
Le faccio molti auguri.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it