Utente
Buonasera gentili dottori, vivo con il mio compagno da 2 anni, il problema della nostra relazione è la famiglia di lui che fin dall'inizio mi ha mancato di rispetto e lui non è mai intervenuto per rimetterli al loro posto.
I problemi sono iniziati dopo pochi mesi che convivevamo, da un giorno all'altro mi sono ritrovata con la sorella del mio ragazzo (per me un'estranea, perché abitando lei in Calabria l'avevo vista un paio di volte) a vivere a casa nostra.
Nonostante non fossi d'accordo su questa decisione, non ho potuto fare altro che accettarla.
La convivenza forzata è stata un disastro, lei era mantenuta in casa nostra, non aiutava in alcun modo, con il risultato di continui litigi tra me e il mio compagno che hanno logorato il rapporto.
Lui non capiva e non capisce come mi sono sentita, violata nella privacy e vicina all'esaurimento nervoso.
Dopo un mese, visto che il mio compagno non prendeva in mano la situazione ho chiesto alla sorella quanto si sarebbe fermata, lei mi ha urlato le peggio cose e il mio fidanzato anziché prendere una posizione a mio favore ha iniziato a urlarmi che se la sorella se ne fosse andata, sarebbe andato via con lei.
La nostra storia dopo questi eventi si è irrimediabilmente compromessa.
La sorella è rimasta ancora10 giorni, dopodiché è tornata in Calabria.
Nel tempo i suoi familiari (tranne la sorella) sono venuti a trovarci alloggiando per diversi giorni a casa nostra, sono persone invadenti, non si offrono mai di aiutare nè nelle faccende domestiche nè con la spesa.
L'anno scorso la madre e il fratello sono saliti5volte, io vorrei tornare dal lavoro e avere la mia privacy, il mio ragazzo mi dà dell'egoista perché lui la madre la vede poco.
Gli ho spiegato che la scelta di sua madre di vivere in Calabria non può ricadere sul mio benessere psicofisico.
C'è stato un episodio in cui la madre mi ha sbottato contro e lui ha fatto la stessa cosa di quando ha sbottato la sorella, ha detto che se la madre se ne fosse andata sarebbe andato con lei.
Ogni volta che c'è un problema con la sua famiglia, a priori difende loro e attacca me.
Sono arrabbiata e delusa, mi sento tradita.
Vorrei sposarmi e avere un figlio, ma se ci si unisce in matrimonio è perché si è certi dell'amore reciproco.
Sento come se il nostro amore è sporcato dai suoi tradimenti e quando si sposa una persona in un certo senso si sposa anche la famiglia, perciò credo che nel nostro rapporto non ci siano le fondamenta per un matrimonio, oltre al fatto che il mio compagno nemmeno ci pensa.
Vedere i coetanei sposarsi e fare figli mi fa stare ancora più male, perché anch'io lo vorrei.
Ho paura di lasciarlo e pentirmene, a parte la sua famiglia siamo una bella coppia, sotto diversi aspetti è per me l'uomo ideale, allo stesso tempo è molto pesante vivere cn l'ansia che da un giornoall'altro salga qualcuno a guastare la mia tranquillità.
So che se dovesse scegliere tra me e la famiglia sceglierebbe loro, come ha già dato prova.
Provo rancore nei suoi confronti e non riesco a vivere la relazione con serenità

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Dr.ssa Donatella Costa

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Gentile Giada,
Il proprio ragazzo sembra proprio sia rimasto attaccato al sistema familiare, i legami con la famiglia d’origine sono forti ed intensi. Mi sembra sia mancato rispetto da parte della sorella e della madre, d’altra parte il partner non l’ha tutelata.
È possibile tornare al dialogo quando entrambi accettate di esporvi, crescere insieme e condividere esperienze.
Occorre crescere come coppia autonoma, confrontarsi con i propri limiti, errori, sbagli ed eventualmente iniziare una terapia di coppia, prima di mettere in campo progettualità importanti.
Se il partner rifiuta, si ritagli uno spazio d’ascolto personale in cui comprendere come vive soggettivamente il problema, accettando altresì la sfida, se il ragazzo prosegue con questo atteggiamento, di prendere decisioni ponderate,
Cordialmente
Dr.ssa Donatella Costa
Psicologa Clinica
Dr.ssa donatella costa