Voglia di vivere sparita

Buongiorno,
Ho 38 anni e due bambini che amo più della mia vita.
Già perchè di questo si tratta.
Se non fosse per loro due avrei già trovato tanti modi per farla finita.
Ho pensato a quale metodo sarebbe stato più veloce ed efficace.

Ma ogni volta mi sono tirata indietro e ora mi ritrovo a vivere cosi, sicuramente per loro due ma nel modo peggiore.
Piango quando mi trovo sola, la notte mi riesce difficilissimo addormentarmi e la mattina sto uno schifo.
Ma nonostante tutto dalla mia famiglia mi faccio trovare sempre col sorriso e mi sento brava solamente per come li riesco a ingannare.
Mi chiedo come facciano a non accorgersi di niente, di come io li guardi ogni giorno, di quanto io parli di morte con cosi tanta felicità.

I lockdown è stato quasi una fortuna.
Stare chiusa in casa, senza uscire e vedere altre persone.
Senza dovermi truccare, preparare i capelli e vestirmi.

Si, perchè il mio problema è che mi faccio anche schifo fisicamente, mi sale il disgusto ogni volta che vedo il mio volto nello specchio.

Praticamente io mi odio! Odio ogni parte di me!
E sono certa che se facessi presente tutto ciò alla mia famiglia, che continua a non accorgersi di niente, sicuramente mi deriderebbero e la prenderebbero come uno scherzo.

Cosa posso fare??
Non so davvero come fare, so solo che ogni giorno passato cosi, mi avvicino sempre più a un non ritorno e mi chiudo sempre più in me stessa.
La mia paura è che possa rovinare i miei bambini...
Una madre che non sorride, che mamma è?
[#1]
Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 263 13
Gentile utente,
da queste righe che ha scritto trapela un senso di profonda solitudine. Immagino che forse la sofferenza che prova trae origine da qui, dal suo sentirsi totalmente sola e non vista. Da quanto tempo si sente così?

Mi ha molto colpito il modo in cui quasi si compiace dell'essere così brava a mascherare il suo dolore sotto forzati sorrisi e finta felicità. Addirittura dice che forse i suoi familiari crederebbero che si tratti di uno scherzo, talmente che ha costruito bene il suo ruolo di donna e mamma perfettamente integerrima.
Mi chiedo cosa sarebbe peggio per lei: essere vista nella sua sofferenza, distruggendo l'immagine di persona felice, oppure essere ignorata, nascondendo il suo dolore esibendo ancora una volta la sua bella maschera? Lei ha scelto la seconda opzione, ma io le chiedo, cosa succederebbe se lei provasse a condividere il suo dolore con qualcuno? Ci sarebbe qualcuno tra i suoi familiari disposto ad accoglierlo?
La prima persona a cui penso, prima ancora di sua madre/padre/fratelli o sorelle è il padre dei suoi figli. Lei è sposata, divorziata, convive con qualcuno? C'è una persona al suo fianco con cui condivide gioie e dolori? Nel testo che ci scrive non ha menzionato alcun marito o compagno.

Certe volte si è convinti che sono gli altri che debbano accorgersi di qualcosa che non va, come fa una madre con i propri bambini. Però crescendo, soprattutto quando si è adulti, le cose cambiano, siamo noi che dovremo imparare ad esternare ciò che portiamo dentro. Non sono gli altri che devono indovinare e comprendere dal nulla, ma siamo noi che dobbiamo riuscire a comunicare e imparare a chiedere aiuto. Molto semplice detto a parole, terribilmente difficile nei fatti. Lei cosa pensa di tutto questo?

Mi potrebbe raccontare anche qualcosa in più di sé? Cosa fa nella vita, quali sono le sue passioni, come trascorre le sue giornate, quante persone vivono a casa con lei, che età hanno i suoi figli.. Lei ha paura che i suoi figli si rendano conto delle bugie che dice ogni giorno al mondo, forse perché con loro le riesce più difficile mentire?

Anche se questo, per molti motivi, non è uno spazio adeguato per trattare e affrontare le sue domande, vorrei farle notare come scrivere qui è stato forse un piccolo passo, un primo punto di partenza per provare a rompere il guscio forte e resistente dove ha deciso di rinchiudere la sua solitudine e il suo dolore. Forse per star bene è necessario farla uscir fuori e mostrarla.

Grazie per averci scritto.
Spero di averle dato qualche spunto di riflessione su cui riflettere. Quando vediamo tutto buio davanti a noi è necessario provare a guardare da una prospettiva diversa per riuscire ad intravedere una luce

Cordialmente

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Corso Umberto I, 23 Napoli
cel. 3895404108

[#2]
dopo
Attivo dal 2020 al 2021
Ex utente
Gentile dottoressa,
La ringrazio di cuore per aver risposto al mio messaggio.
Ancora oggi, mi chiedo come abbia fatto a scrivere e a esternare tutto ciò che sento con quel messaggio. Forse, perchè non ho avuto paura di essere giudicata e mi è sembrato meno difficile aprirmi con qualcuno che non conosco.
Sono una semplice mamma, tutta casa e bambini. Non vado matta per la tv ma mi piace la musica anche se in alcuni momenti scelgo proprio la più triste per sfogarmi con i miei pianti in solitudine.
Ho un marito ma non provo quasi più nulla per lui come quasi più per nessuno. Solo con i miei piccoli riesco a non essere la persona anaffettiva che sono diventata.
Mi piace fissare il cielo e perdermi tra le nuvole e le stelle. Non ho altro. E forse è vero che mi sento sola, me ne accorgo anch’io ma non sto bene tra la gente. Tutti che sembra che abbiano voglia di vivere e ridere e spesso mi chiedo se anche tra loro, tra chiunque incontri ci sia qualcuno in preda ai propri mostri. Perchè questo sento nella mia mente, mostri scuri, silenziosi che vivono sulle mie spalle facendomi sentire pesante in tutti i sensi.
Grazie ancora per avermi risposta...
[#3]
Dr.ssa Valeria Mazzilli Psicologo 263 13
Cara utente,
penso all'immagine che ha usato "Mi piace fissare il cielo e perdermi tra le nuvole e le stelle". Lei forse non lo sa ma questa è una capacità non da tutti: l'immaginazione. Vedere e immaginare che ci sia una realtà altra possibile, non è poco. E' un segno di speranza. Speranza non vuol dire ottimismo, ma è coltivare ogni giorno qualcosa, prendersene cura e aspettare che cresca. E' importante non restare su quello che non c'è ma guardare quello che c'è per immaginare quello che potrà essere. Lei è giovanissima, ha 38 anni, ha due figli che sono la spinta vitale della sua vita. Non banalizzi la sua vita solo perché è "tutta casa e bambini", sicuramente non ci sarà solo questo. Da queste pochissime righe che ha scritto mi pare che il suo mondo interno sia molto ricco, perché non provare a condividerlo?

Io credo che lei non si senta vista e compresa dalle persone che le stanno intorno. Immagino quanto sia complicato e doloroso vivere accanto ad un uomo per cui non prova quasi più nulla, forse ha smesso di sentire emozioni ed è diventata "anaffettiva" come si definisce semplicemente perché stare sulle sue emozioni e sui sentimenti farebbe male, troppo male.
Vorrei chiederle come sono le sue giornate, da quanto tempo si sente così? Da quanto va avanti questo periodo? Riesce a compiere con naturalezza le sue attività quotidiane?

Io la invito a valutare l'idea di poter iniziare un percorso di sostegno psicologico, magari iniziare una psicoterapia. Si prenda cura di sé e pensi al suo benessere, prima di tutto come persona, come donna, e poi come madre. I mostri scuri e silenziosi agiscono nell'ombra della solitudine. Rivolgersi ad un esperto potrebbe aiutarla ad alleggerire le sue spalle pesanti, rischia con il passare del tempo di rimanerne schiacciata.
La depressione è una malattia molto subdola, non sottovaluti la situazione

Resto a disposizione nel caso ne avesse ancora bisogno
Un caro saluto
Cordialmente

Dr.ssa Valeria Mazzilli
Psicologa Clinica
Corso Umberto I, 23 Napoli
cel. 3895404108

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