Utente
Buonasera,
Mi chiamo Stefano, ho 36 anni, la mia compagna 27 nostro figlio quasi 5.

Abbiamo iniziato la convivenza da 8 anni dopo un brevissimo fidanzamento di pochi mesi.

Le difficoltà economiche hanno sempre inciso, ma inizialmente il nostro rapporto sembrava esser stato sempre più forte delle difficoltà.

La mia compagna ha vissuto un’adolescenza difficile, cresciuta da una madre sola che ha concepito la figlia con un uomo sposato che non ha mai dichiarato la verità all’altra, la sua famiglia, tenendoli all’oscuro.

Tra anni fa quando nostro figlio aveva un anno e mezzo circa, mi lascia... arrivo a casa una sera e non li trovo più... niente vestiti, oggetti personali..., mi sono sentito morire...
Torna dalla madre e da quel momento inizia ma gurra legale affermando sul mio conto cattiverie di falsità per giustificare la sua fuga.

Io non sono uno stinco di Santo ci mancherebbe! Le solite discussioni familiari, niente di grave da potermi meritare un simile trattamento.

A ragion di ciò, dopo 5 mesi torna da me Implorandomi di perdonarla.

Io accetto, per amore di mio figlio e la riaccolgo in casa con me, in una nuova casa un po’ più piccola che presi data la nuova situazione.

Ricomincia la convivenza da aprile 2018 fino a che nel mese di Marzo di quest’anno con la scusa del COVID, prende nostro figlio e si trasferisce nuovamente dalla madre, escludendomi dalla quotidianità della sua vita e da quella di nostro figlio, dicendomi che mi ama, ma che vuole stare vicino alla madre perché ha paura del contagio.

Ad oggi è ancora lì e mi fa presente che lei a vivere con me non torna a vivere in un bilocale, desidera una casa più grande è vicino all’abitazione di sua madre.

Faccio presente che questa mancata quotidianità che mi impone sta incidendo sulla figura di padre nei confronti di mio figlio che lei sta imponendo, magari senza volerlo.

Io sto pensando che questa persona mi sta soltanto usando e gli faccio comodo per il momento, non sento che mi vuole bene, mi sento più uno strumento per i suoi scopi.

Voi che ne pensate?
A vostro parere devo attendere ancora o agire per via legale stabilendo le basi per l’affidamento per mio figlio che è la cosa più importante?

Grazie

Stefano

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Da più di sette mesi la madre di Suo figlio abita dalla propria madre assieme al Vostro bambino di 5 anni
mentre ciò viene inevitabilmente ad incidere sul Suo essere padre;
e Lei chiede consiglio a noi,
che nemmeno non La conosciamo.
Mette nelle nostre mani sconosciute
(seppure competenti e delicate) le Sue scelte di vita.

Non Le pare un po’ troppo poco?

La oriento dunque a fare al più presto qualche passo di persona:
Psicologo specializzato in terapia familiare,
Legale.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Utente
Buonasera,

Sono mesi che ci rifletto e visto che in ballo c’è il futuro di mio figlio preferisco non agire di impulso per evitare tra qualche anno di pentirmi delle scelte fatte.
Non riesco a capire se la mia compagna è estremamente furba o ha qualche disturbo! I passi che devo saranno fatti dopo questa chiarezza.
Vi chiedo solo un consiglio un parere.

Grazie

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Sulla Sua compagna non è possibile dare nessun parere;
come su nessuno di cui ci viene raccontato e che dunque "conosciamo" per riferito, del resto,
senza aver purtroppo raccolto il suo punto di vista.
Questo è il motivo per cui noi qui ci occupiamo unicamente di chi ci scrive.
E a Lei che ci scrive abbiamo già fornito un parere,
attento anche all'interesse psicologico del bambino.

Tra l'agire di impulso e il rifletterci per mesi occorre trovare il giusto equilibrio.
Pure il temporeggiare è una scelta di cui poi potersi "pentire tra qualche anno".

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Utente
Il problema è che la mia compagna si ritiene a tutti gli effetti la mia consorte! Nel senso non ci sono per lei problemi di coppia, ma detta delle condizioni, ovvero: io a casa nel bilocale non ci torno, torniamo a vivere insieme se prendiamo una casa più grande vicino a mia madre a mio avviso è un atteggiamento di grande egoismo ed immaturità! Mi sento uno strumento per i suoi scopi! Quando si vuol bene ad una persona sono fanno sti ricatti.
Devo agire il prima possibile anche perché mio figlio mi adora!

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Buone scelte.
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