Utente 314XXX
Prostatectomia radicale con linfoadenectomia pelvica bilaterale robot assistita a ottobre 2013. Esito pT2c R1 (apicale e laterale dx da 3 focolai di circa 2 mm max), GS7=4+3 pNO. Psa pre-intervento 9,5. Psa post operatorio 0,03 – dopo due anni 0,05 a giugno 2016 0,09 e a settembre 2016 0,14. Consiglio univoco Radioterapia di salvataggio.
Quali esami fare prima di Radioterapia e di preparazione? E’ utile una biopsia eco prostatica guidata?
Quanto e dove irradiare? C’è chi dice 37 sedute per complessivi 74 Grey, chi 30 sedute per complessivi 70 Grey. Solo la loggia prostatica o anche i linfonodi e il letto vescicolare?
E fare la radio nell’ospedale più vicino o scegliere un centro più specializzato?

[#1] dopo  
Dr. Giampaolo Montesi

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ROVIGO (RO)

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Gentilissimo
I quesiti sono molti e alcuni dei quali non hanno una risposta univoca.
1) Il tempo di raddoppiamento molto lento del PSA dopo prostatectomia con margine positivo (R1) fa propendere per una ripresa biochimica sostenuta da malattia microscopica in crescita a livello della loggia prostatica.
2) Vero è che i valori totali di PSA sebbene abbiano un trend in palese crescita, sono ancora abbastanza bassi, quindi si può valutare il caso con l'attenzione che richiede.
3) Le dosi che mi elenca, ritengo che non siano da scegliere sulla base delle sensazioni o dell'esperienza, ma piuttosto in seguito ad una eventuale rivalutazione radiologica, magari con una RM pelvica multiparametrica o ,se disponibile, con bobina dedicata endorettale. In caso di presenza di recidiva locale misurabile si erogherà una dose più elevata, se al contrario la malattia rimane microscopica allora i dosaggi saranno più bassi.
4) Il fatto di comprendere le vescicole seminali è un problema squisitamente tecnico, di sola competenza del radioterapista, sapendo che nel suo caso la "loggia prostatica", ha una definizione anatomica standard che in genere comunque comprende la base delle vescicole seminali.
5) I linfonodi pelvici sono oggetto di studio, ma al momento, con i dati scientifici in nostro possesso e nella fattispecie del caso, non vedo indicazioni ad irradiarli.
Concludo ribadendole che, a mio avviso c'è tempo per poter valutare con calma le eventuali opzioni terapeutiche.
Si affidi ad un Oncologo Radioterapista che saprà valutare il caso ed indirizzarla ad eventuali esami o ulteriori consulenze

Resto a disposizione

Cordialità
Dr. Giampaolo Montesi
Oncologo Radioterapista
Dirigente Medico

[#2] dopo  
Prof. Filippo Alongi

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NEGRAR (VR)

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Concordo con il collega e amico Montesi.
Nel suo caso la radioterapia potrebbe avere il ruolo di sterilizzare l'eventuale residuo (ancora verosimilmente microscopico) di malattia. Siamo a valori molto bassi, se pensa che la recidiva biochimica viene sancita per definizione dopo due rialzi consecutivi sopra 0.20 ng/ml.
Ricordi comunque che dopo la prostatectomia (robotica o meno) il PSA, se l'intervento è' stato radicale, dovrebbe essere per definizione Indosabile o a valori minimi stabili e non in continua, sebbene nel suo caso lenta, progressione.
Da aggiungere: la radioterapia è' più efficace come strategia di salvataggio a valori molto bassi(secondo alcuni studi sotto valori di 0.3-0.5 ng/ml). Quindi rifletta, ponderi, compari le diverse" offerte terapeutiche" in campo radioterapico(loggia a dosi più basse o loggia a dosi più alte, pelvi lonfonodale associata o meno alla loggia, una tecnica piuttosto che un' altra) ma rimanga convinto della utilità ed efficacia della radioterapia precoce in questo frangente. Il resto dipende dalle esperienze dei centri che la seguiranno ma difficilmente cambierà la sostanza: è questa ci dice che a valori bassi, la radioterapia di salvataggio è' l'unico presidio terapeutico efficace e curativo, se la malattia è' ancora solo a livello della loggia(come sembrerebbe dall'andamento lento della risalita del marcatore PSA).

Pertanto ribadisco : si rivolga ad un Radioterapista oncologo (o ne senta diversi) e poi decida e si affidi a lui.

Prof. Filippo Alongi
Professore associato di Radioterapia
Direttore Radioterapia Oncologica, Ospedale S.Cuore Don Calabria di Negrar(Verona),