Utente 344XXX
Buongiorno dott. , Le chiedo un consiglio su cosa fare ed a quale specialista rivolgersi per un'amica di cui le descrivo brevemente la storia clinica dal 2000 ad oggi...Dal 2000 ha sempre avuto gli esami del sangue con valori di globuli rossi bassi e bianchi alti. Vitamina B12 bassa e bassi anche i folati. Nel 2003 dopo visite reumatologiche, radiografie ed esami del sangue specifici è stata diagnosticata una spondiloentesopatia sieronegativa causata da chissà cosa.. Positiva all'HLA B27. Anticorpi antinucleo valori incostanti nelle analisi così come la PCR. Poco tempo fa, dopo l'ennesima visita reumatologica, è stato detto che la causa di questa patologia è dovuta al mancato assorbimento nell'intestino della vitamina B12 di cui peraltro è stata riaccertata la sua deficienza. Mi spiega un pò di cosa si tratta e se devo rivolgermi ad un'altro specialista non reumatologo?? Grazie di Cuore.

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Germanò

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Non so i sintomi che la paziente ha, ad ogni modo la spondiloartrite si correla alla presenza dell'antigene HLA b27, peraltro tale antigene è discretamente frequente nella popolazione, e pertanto il significato va considerato solo alla presenza di una quadro clinico ben preciso. Avere tale antigene non significa avere la malattia, ma solo una maggiore predisposizione ad essa. E' anche vero che la correlazione clinica della spondiloartrite con l'antigene HLAB27 può indicare una maggiore aggressività della malttia. Tenga però presente che la spondilite può averla anche chi non ha il suddetto antigene. La correlazione con carenza di folati e vit. B12, può essere dovuta a cause molteplici che vanno indagate, a prescindere dal problema prettamente reumatologico.

Ritengo che lo specialista reumatologo, una volta individuata la diagnosi si occuperà anche della terapia idonea, che generalmente prevede, nel caso di forme senza coivolgimento sinovitico extra-assiale (cioè periferico, tipo ginocchia, mani e piedi) l'uso di FANS ed eventuali infiltrazioni al bisogno perientesitiche. Nel caso di coinvolgimento artrosinovitico cronico periferico, coinvolgimento oculare, ecc., è utile instaurare la terapia con farmaci immunomodulatori cosiddetti di fondo(dalla sulfasalazina, al metotrexate, alla ciclosporina ecc.).Questi ultimi però agiscono poco sul quadro entesitico (vedi il rachide). Sono oggi disponibili farmaci cosiddetti biologici (anti Tnf) derivati dalla bioingegenria genetica, che possono essere utilizzati quando il coinvolgimento assiale è importante,con indice di funzionalità compromesso, se vi sono valori della flogosi molto alti, e nel caso in cui l'associaziione del quadro artrosinovitico periferico e la malttia in generale, non rispondono efficacemente ai farmaci precedentemente menzionati. L'uso di questi farmaci è consentito a pazienti privi di alcune patologie gravi concomitanti,infezioni, positività al test della TBC, ecc. Non va dimenticata infine la terapia riabilitativa mirata al rachide e il movimento (nuoto ecc,)

Alla luce di quanto detto,ritengo pertanto non necessaria la peregrinazione dei pazienti, mel caso in cui il centro di reumatologia di riferimento più vicino abbia una comprovata esperienza, e dal momento in cui sia stata ben dimostrata una diagnosi e la capacità di instaurare una adeguata terapia. E'inoltre fondamentale stabilire un rapporto di fiducia col proprio specialista, una volta individuata la malattia. Ha già fatto un ottimo primo passo rivolgendosi dal reumatologo. Tale branca sovente è ignorata dalla maggior parte dei medici e dei pazienti, con notevole disagio conseguente a diagnosi errate o a provvedimenti farmacologici, fisioterapeutici o chirurgici impropri,spesso scaturiti da disinformazione del paziente e dal pregiudizio che circonda (ancora oggi) la reumatologia.
Il mio scopo, attraverso questo sito, è infatti diffondere il concetto della reumatologia il più possibile correttamente, interagendo con le domande che i pazienti ci rivolgono, al fine di prevenire i disagi conseguenti dalla sottostima delle malattie reumatiche.
Dica alla sua amica di svolgere il ruolo della paziente. Se il reumatologo che la segue ha una accertata esperienza, e i mezzi adeguati, stia lì. Non abbiate ansia o ancora peggio, non rincorrete le ciarlatanerie!!

Cordialmente
Dr. Giuseppe Germanò
Giuseppe Germanò