Utente 143XXX
salve; Sono una signora di 65 anni da molto tempo ho problemi reumatologici ma da 3 mesi mi hanno diagnosticato una fibrosi polmonare.I sintomi che ho riscontrato sono l affaticamento e una forte tosse che mi accompagna tutto il giorno.
Sono in terapia con actirea 400 una al giorno per 7 giorni e medirol 16mg 1/2 la mattina per 5 giorni, soffro pure di diabete anche se non e molto alta, per la tosse faccio l areosol due volte al giorno.
Volevo sapere cosa posso fare e qualche indirizzo utile.
Grazie
francesca dalla provincia di Agrigento

[#1] dopo  
3903

Cancellato nel 2010
Gentile Signora, visto che ha questo sintomo da molto tempo (3 mesi) riterrei senza altro utile andare a fondo del problema e questo lo può fare con dei approfondimenti diagnostici cominciando dalle prove allergiche da una spirometria e perché no anche una TC ad alta risoluzione per studiare l'interstizio polmonare visto che la sua malattia di base lo può interessare.
Cordialmente
Dott. Ioannis Latinakis - Genova

[#2] dopo  
Dr. Giuseppe Germanò

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Prima che lei si dilunghi a leggere quanto scriverò vorrei chiarire che di seguito verranno elencate una serie di informazioni mediche inerenti la penumotatia reumatoide. Non è detto che sia il suo caso e non sempre si manifestano tutte allo stesso modo, in termini di gravità . E' bene tuttavia essere informati, come lei quì sta chiedendo.
L'artrite reumatoide, come altre connettiviti, può dar luogo ad un coinvolgimento polmonare. Le pneumopatie più frequenti sono la fibrosi interstiziale e la BOOP (o bronchiolite obliterante). Poi vi sono varie forme, quali la sindrome di Caplan che si associa a pneumoconiosi (in sostanza una fibrosi polmonare da esposizione ad asbesto, carbone, silicio ecc.) bronchioliti, bronchiectasie, ostruzioni delle vie aeree superiori, esiti infettivi polmonari correlati ad immunosoppressione farmacologica, forme pneumopatiche da farmaci (methotrexate, sali d'oro, ecc).Come vede non è facile ma se lei dice che ha già una diagnosi di fibrosi polmonare significa che i colleghi reumatologi hanno già fatto le loro considerazioni diagnostiche sulla scorta dei dovuti accertamenti. In genere il percorso diagnostico va considerato sulla scorta dei segni e dei sospetti clinici. RX del torace, quindi TC polmonare a strato sottile (come indicato dal coolega Latinakis), un test DLCO (che in poche parole serve a valutare la qualità dello scambio gassoso del polmone e quindi quanto l'interstizio alveolare è compromesso), un lavaggio bronco-alveolare o ancora meglio,una biopsia con broncoscopia transbornchiale (necessari a stabilire la diagnosi definitiva e ad indicare se l'infiammzione è in atto e quanto lo è). Sembra una tortura, capisco, ma alla fine la diagnosi certa si ottiene in tal modo, e soprattutto si può stimare la reale entità del fenomeno se clinicamente è già evidente. Non ultimo consiglio anche una visita dal cardiologo, con la premessa di eseguire un ecocolordoppler cardiaco, necessario a valutare eventuali segni di ipertensione polmonare e quindi di cardiopatia relata. Ad ogni modo da seguire nel tempo e da personale specialistico esperto in materia. La terapia può essere complessa pertanto a seconda del tipo e dell'entità della malattia. Occorre curare il danno polmonare, dato dal processo infiammatorio, e le eventuali complicanze che derivano dalla fibrosi (ipertensione polmonare, cuore polmonare ecc.). I farmaci più usati sono il cortisone e la ciclofosfamide fino a farmaci che servono a curare gli effetti delle fibrosi polmonare, detti sopra.
Come accenato alcuni farmaci che servono a curare l'artrite possono dar luogo a pneumopatie. Il più comune è il methotrexato, ma anche i sali d'oro e secondo alcuni i cortisonici, i farmaci biologici, la stessa ciclofosfamide (ma sono dati più aneddotici che reali).

Sono certo che il suo reumatologo ha già provveduto a tutte queste cose e sicuramente l'avra informata di tutto, se non meglio di me.

Spero di essere stato utile e soprattutto di non averle creato timori ingiustificati.
Cordialmente
Giuseppe Germanò
Giuseppe Germanò