Utente 940XXX
Gentile Dottore,

le pongo una questione che non sono sicuro sia di sua attinenza, nel caso la pregherei di indirizzarmi al medico corretto.

Sono un uomo di 36 anni e fin dall'infanzia ho le cosiddette dita a "bacchetta", con ippocratismo digitale evidente. Non sono mai state "indagate" più di tanto perchè non associate a patologie che le potessero giustificare (in realtà ho un insufficienza alla valvola aortica dovuta a bicuspidia ma il cardiologo mi ha assicurato che non può essere quella la causa). Ritengo quindi che siano "innate", tanto più che anche mio fratello le evidenzia, seppur in misura molto lieve. Pur non dandomi problemi fisici mi han sempre causato qualche patema psicologico perchè, comunque, non passano inosservate.

Recentemente ho letto che la causa di questa morfologia delle dita sarebbe un eccesso di PGE2, presente in quantità molto superiori alla norma. Si ipotizzava (lo studio che ho letto risale a 2 anni fa circa) che regolarizzando la concentrazione di questa sostanza (per esempio assumendo aspirina) si potesse alleviare i disturbi causati dall'ipocratismo.

Vorrei saperne di più: qual è la specialità di competenza per una questione come la mia? Che esame deve fare per accertare la quantità di PGE2? E' possibile ridurne la concentrazione, eventualmente? Comportorebbe dei miglioramenti anche a livello "estetico"?

Grazie per l'attenzione.

Cordiali Saluti.


[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

mettiamo in chiaro due cose:
1° lei ha le dita a bacchette di tamburo fin dall'infanzia;
2° il cardiologo ha escluso che dipendano dalla sua valvulopatia aortica.
Si tratta, quindi, nel suo caso, di una anomalia anatomica del tutto priva di significato clinico.

Lei stesso, d'altronde, dichiara di non avere alcun problema fisico.
Quindi, lasci perdere il discorso di eccesso di prostaglandine (PGE2), in quanto ritengo che non siano pertinenti col suo caso.

Nel caso, invece, di coloro che vanno incontro a questa alterazione anatomica, la causa è da ricercare in un difetto cronico di ossigenazione del sangue, dovuto a cardiopatie o a broncopneurmopatie, ma non è il suo caso, altrimenti il cardiologo lo avrebbe rilevato.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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