Utente 343XXX
Ho letto tante cose sulle microcalcificazioni, ma quello che vorrei sapere è se le microcalcificazioni benigne bilaterali sono indicative di un tumore allo stadio inziale.
Il mio senologo non me le ha neanche nominate, ho letto tutto sul referto mammografico, e dice che va tutto bene.
Inoltre e' possibile che le microcalficizaioni siamo male interpretate dal radiologo o da chi referta l'esame?

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
LECCO (LC)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2005
Se sono state valutate benigne nulla hanno a che fare con i tumori e non occorre far nulla.

In generale in una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.
Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula

https://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/70/Agobiopsia-della-mammel

tanti saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com