Ultimi farmaci per l'ipertrofia prostatica benigna
Buonasera Dottore.
Ho 78 anni e da almeno 40 anni convivo con una ipertrofia prostatica leggera (PSA sempre molto basso) che però mi ha sempre dato problemi di incontinenza urinaria.
Negli ultimi 20 anni è venuto a ridursi gradualmente il gettito urinario e gli urologi mi hanno prescritto e cambiato i relativi farmaci.
Da circa 4 anni sto assumendo OMNIC 0, 4 mg in sostituzione di XATRAL 10 mg che prendevo da circa 10 anni.
Da un anno a questa parte sto però verificando che il gettito si sta progressivamente riducendo ma, soprattutto, è aumentata la frequenza dell'urinazione notturna (ogni 2-3 ore) con quantità di urina molto piccole (non più di 100 ml).
Evito cibi piccanti o irritanti, altrimenti "apriti cielo", ma questi continui risvegli notturni mi stanno debilitando.
Aggiungo che, purtroppo, nella terapia ipertensiva è presente un diuretico (Preterax 5 + 1, 25 mg).
Gradirei un suo parere e se vi sono farmaci nuovi o migliori dell'attuale Omnic.
La ringrazio per i consigli che vorrà fornirmi e Le porgo i miei migliori saluti.
Ho 78 anni e da almeno 40 anni convivo con una ipertrofia prostatica leggera (PSA sempre molto basso) che però mi ha sempre dato problemi di incontinenza urinaria.
Negli ultimi 20 anni è venuto a ridursi gradualmente il gettito urinario e gli urologi mi hanno prescritto e cambiato i relativi farmaci.
Da circa 4 anni sto assumendo OMNIC 0, 4 mg in sostituzione di XATRAL 10 mg che prendevo da circa 10 anni.
Da un anno a questa parte sto però verificando che il gettito si sta progressivamente riducendo ma, soprattutto, è aumentata la frequenza dell'urinazione notturna (ogni 2-3 ore) con quantità di urina molto piccole (non più di 100 ml).
Evito cibi piccanti o irritanti, altrimenti "apriti cielo", ma questi continui risvegli notturni mi stanno debilitando.
Aggiungo che, purtroppo, nella terapia ipertensiva è presente un diuretico (Preterax 5 + 1, 25 mg).
Gradirei un suo parere e se vi sono farmaci nuovi o migliori dell'attuale Omnic.
La ringrazio per i consigli che vorrà fornirmi e Le porgo i miei migliori saluti.
I farmaci a disposizione taeoricamente attivi su questa sintomatologia classica sono gli alfa litici e sono sostanzialmente molto simili tra loro, pur con qualche lieve differenza. Però in linea di amssima quando la terapia non è più in grado di controllare la situazione in modo accettabile è il momento di iniziare a valutare le indicazioni ad un intervento disostruttivo.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Utente
Grazie
Buongiorno,
la terapia medica dell'ipertrofia prostatica benigna si avvale generalmente di due possibili scelte:
- monoterapia con alfa bloccanti ( tamsulosina, alfuzosina, silodosina) che agiscono favorendo lo svuotamento vescicale e possono migliorare la validita' del getto e la completezza dello svuotamento vescicale , oltre a ridurre il lavoro sotto sforzo del muscolo vescicale, ma non bloccano la crescita dell'ipertrofia prostatica che puo' progredire
- terapia di combinazione con alfa bloccanti ed inibitori della 5 alfa reduttasi ( finasteride e dutasteride) dove questi ultimi bloccano la crescita progressiva dell'ipertrofia prostatica
Gli alfa bloccanti hanno tutti una efficacia simile , quindi passare come nel suo caso da alfozosina a tamsulosina non ha molto senso in termini di aumento di efficacia ( se non funzionava alfuzosina difficile aspettarsi miglioramenti con tamsulosina o silodosina) ma solo in termini di effetti collaterali ( alfozosina e' associata maggiormente a ipotensione arteriosa ma poco a perdita o riduzione della eaiculazione; il contrario la tamsulosina e silodosina).
La terapia medica puo' diventare progressivamente inefficace soprattutto la monoterapia con alfa bloccanti; questo eprche' aumentando progressivamente le dimensioni della prostata il farmaco non riesce a contrastare efficacemente l'ostruzione allo svuotamento vescicale.
Al di la' dei sintomi sono esami obiettivi quali la uroflussometria e determinazione del residuo postminzonale a definire il fallimento della terapia medica e l'opportunita' di passare ad un intervento disostruttivo sulla prostata. Un flusso con Vmax < 10 ml/sec e/o un residuo superiore a 100 cc possono indicare questa situazione.
E' importante questa valutazione perche' se la vescica ed il suo muscolo lavorano sotto sforzo per molto tempo a causa dell'ostruzione prostatica, il muscolo vescicale progressivamente si indebolisce, si riducono le fibre muscolari e la capacita' di spinta, fino a portare la vescica a trasformarsi in una sacca incapace di contrarsi e svuotarsi. In queste condizioni l'unica soluzione diventa un catetere vescicale a permanenza.
L'IPB e' una patologia benigna ma da non sottovalutare proprio per il rischio di un lento ma continuo danno funzionale sulla vescica che puo' determinare un peggioramento della sintomatologia ma a volte direttamente episodi di blocco urinario e necessita' di catetere.
Una corretta gestione ed un corretto tempismo nel passare da una terapia medica a quella chirurgica, evita queste spiacevoli conseguenze.
Per rispondere ulteriormente alle sue domande:
in questo processo cambiare il tipo di alfa bloccante da alfuzosina a tamsulosina od altri non serve come alimentazione e stili di vita in queste fasi non hanno molto influenza se non su sintomi irritativi ( ma non sull'ostruzione allo svuotamento vescicale e danno funzionale possibile del muscolo vescicale)
Prof Alessandro Sciarra
Professore prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it
la terapia medica dell'ipertrofia prostatica benigna si avvale generalmente di due possibili scelte:
- monoterapia con alfa bloccanti ( tamsulosina, alfuzosina, silodosina) che agiscono favorendo lo svuotamento vescicale e possono migliorare la validita' del getto e la completezza dello svuotamento vescicale , oltre a ridurre il lavoro sotto sforzo del muscolo vescicale, ma non bloccano la crescita dell'ipertrofia prostatica che puo' progredire
- terapia di combinazione con alfa bloccanti ed inibitori della 5 alfa reduttasi ( finasteride e dutasteride) dove questi ultimi bloccano la crescita progressiva dell'ipertrofia prostatica
Gli alfa bloccanti hanno tutti una efficacia simile , quindi passare come nel suo caso da alfozosina a tamsulosina non ha molto senso in termini di aumento di efficacia ( se non funzionava alfuzosina difficile aspettarsi miglioramenti con tamsulosina o silodosina) ma solo in termini di effetti collaterali ( alfozosina e' associata maggiormente a ipotensione arteriosa ma poco a perdita o riduzione della eaiculazione; il contrario la tamsulosina e silodosina).
La terapia medica puo' diventare progressivamente inefficace soprattutto la monoterapia con alfa bloccanti; questo eprche' aumentando progressivamente le dimensioni della prostata il farmaco non riesce a contrastare efficacemente l'ostruzione allo svuotamento vescicale.
Al di la' dei sintomi sono esami obiettivi quali la uroflussometria e determinazione del residuo postminzonale a definire il fallimento della terapia medica e l'opportunita' di passare ad un intervento disostruttivo sulla prostata. Un flusso con Vmax < 10 ml/sec e/o un residuo superiore a 100 cc possono indicare questa situazione.
E' importante questa valutazione perche' se la vescica ed il suo muscolo lavorano sotto sforzo per molto tempo a causa dell'ostruzione prostatica, il muscolo vescicale progressivamente si indebolisce, si riducono le fibre muscolari e la capacita' di spinta, fino a portare la vescica a trasformarsi in una sacca incapace di contrarsi e svuotarsi. In queste condizioni l'unica soluzione diventa un catetere vescicale a permanenza.
L'IPB e' una patologia benigna ma da non sottovalutare proprio per il rischio di un lento ma continuo danno funzionale sulla vescica che puo' determinare un peggioramento della sintomatologia ma a volte direttamente episodi di blocco urinario e necessita' di catetere.
Una corretta gestione ed un corretto tempismo nel passare da una terapia medica a quella chirurgica, evita queste spiacevoli conseguenze.
Per rispondere ulteriormente alle sue domande:
in questo processo cambiare il tipo di alfa bloccante da alfuzosina a tamsulosina od altri non serve come alimentazione e stili di vita in queste fasi non hanno molto influenza se non su sintomi irritativi ( ma non sull'ostruzione allo svuotamento vescicale e danno funzionale possibile del muscolo vescicale)
Prof Alessandro Sciarra
Professore prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it
Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it
Utente
Grazie mille, Professore.
Mi ha fornito le spiegazioni di cui avevo bisogno per decidermi ad effettuare una visita urologica accurata.
Le farò sapere l'esito.
Buona giornata e buon lavoro.
Mi ha fornito le spiegazioni di cui avevo bisogno per decidermi ad effettuare una visita urologica accurata.
Le farò sapere l'esito.
Buona giornata e buon lavoro.
Questo consulto ha ricevuto 4 risposte e 384 visite dal 05/02/2026.
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Approfondimento su Prostata
La prostata è la ghiandola dell'apparato genitale maschile responsabile della produzione di liquido seminale: funzioni, patologie, prevenzione della salute prostatica.
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