Utente 324XXX
Gentile dott.
Mi chiamo Patrizia, le scrivo da Palermo
e desideravo sottoporre alla sua attenzione la situazione di mio padre.
La sua età è di 62 anni, buone le sue condizioni generali.
Il suo psa dopo un controllo è risultato essere 311,22, dalla biopsia eseguita su 12 campioni, mette in evidenza: 11 campioni con frammenti di lunghezza compresa tra 5 mm. E 13 mm. Estesamente infiltati da adenocarcinoma prostatico moderatamente differenziato.
Gleason score . 5 (3 +2), il 12° frammento, tessuto leiomuscolare esente da infiltrazione neoplastica.
Alla ecografia prostatica tranrettale si evidenzia: ghiandola prostatica aumentata di volume in toto, di forma regolare, l’ecostruttura del parenchima si presenta diffusamente disomogenea, si evidenziano formazioni nodulari che sembrano oltrepassare la capsula propria, in particolare un nodulo di 10 mm. Viene evidenziato a carico del lobo destro e due noduli di mm. 7 e mm. 5 vengono evidenziati a carico del lobo sinistro. Non valutabili le vescicole seminali.
La TAC torace mette in evidenza assenza di altrerazioni pleuroparenchimali polmonari di natura secondaria e di linfonodi aumentati di volume, regolari le strutture mediastiniche.
La TAC addome evidenzia fegato, milza, pancreas e surreni di regolare aspetto; vie urimarie non dilatate.
Multipli linfonodi aumentati di volume in sede para aortica iuxta e sotto renale (con diametro massimo di 2.7 cm.) con tendenza alla confluenza in un unico pacchetto. Qualche altro linfonodo intorno al centimetro si reperta in sede inter – aorto-cavale sotto renale.
Altri linfonodi intorno al centimetro si repertano lungo le catene iliache esterne di entrambi i lati. Prostata aumentata di volume (diametro massimo 6 cm.) che impronta il pavimento della vescica.
Quest’ultima è ben repleta e mostra pareti di regolare spessore.
La SCINTIGRAFIA OSSEA non ha messo in evidenzia aree di fissazione del radio farmaco osteotropo con attività ostesoblastica.
Non riconosciute immagini scintigrafiche compatibili con rimaneggiamento osseo con attività osteogenetica di natura secondaria.
Da giorno 29 marzo 2007 ha iniziato l’ormonoterapia con blocco androgenico totale con Eligard 22.5 iniezione sottocute ogni 3 mesi e casodex 50 mg. Al giorno.
In questo momento ho mille dubbi e volevo chiederle:
1) visto che lo scopo della terapia è quello di ridurre il volume e bloccarne la crescita, ciò significa che a livello linfonodale il tumore scompare sino a ritornare circoscritto alla prostata?
2) l’intervento chirurgico è sconsigliato al momento attuale o anche in futuro? E se è si, perché? E se invece ritiene che è possibile eseguirlo in un futuro non c’è il rischio di una disseminazione cellulare?
3) la radioterapia al momento attuale può essere eseguita? Oppure va eseguita successivamente?
4) per quanto tempo la terapia ormonale potrà funzionare?
5) se noteremo un rialzo del psa nonostante la ormonoterapia significa che è diventato refrattario e quindi non risponde più al farmaco? In questo caso che cosa si potrà fare?
6) ho sentito parlare della crioterapia, si può tenere in considerazione vista la situazione di mio padre? Se è si, quali centri in Italia se ne occupano?
7) che aspettative di vita avrà mio padre?
Ho molta paura e confido in Lei per un suo parere specialistico.
Grazie e codiali saluti

Patrizia

[#1]  
Dr. Roberto Mallus

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Gent.le utente,
alla luce di quanto da Lei esposto il percorso terapeutico intrapreso è corretto,in sèecie se malattia sconfina la capsula prostatica ed in presenza di ripetizioni linfoghiandolari.
La crioterapia non sembra una valida alternativa,
In futuro verrà presa in considerazione la possibilità di radioterapia.
Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

[#2]  
Dr. Daniele Masala

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Cara signora volevo perlomeno cercare di tranquillizzarla sul fatto che suo padre, affetto da una malattia molto importante con evidente interessamento extraprostatico (linfonodale), ha intrapreso la giusta terapia medica richiesta in casi come questo.
Normalmente il blocco androgenico totale dà degli ottimi risultati soprattutto nel periodo breve (psa cala vertiginosamente dopo 30-45 gg) mentre alterne sono le vicende se la terapia viene mantenuta fissa per lunghi periodi. E' questo il motivo per il quale noi urologi suggeriamo terapie di supporto che aiutano a risolvere meglio il problema come per esempio la radioterapia tridimensionale conformazionale o l'Ablaterm (Hi-fu, ovvero il trattamento transrettale con ultrasuoni altamente focalizzati).
Sicuramente suo padre sarà seguito dal punto di vista urologico dunque ritengo utile suggerirle di continuare a seguire il collega che sta con competenza gestendo la sua situzione.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
Cordiali saluti,
dott. Daniele Masala.
Dirigente Medico Urologo UOC Urologia Pozzuoli
Perfezionato in Andrologia

[#3]  
Dr. Bruno Gorgone

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Gent.le lettrice suo padre è abbastanza giovane . Non presenta secondarismi ossei ( abbastanza frequenti con quel psa iniziale). La terapia attuale va bene ma purtroppo non è sufficiente per debella re la malattia. Credo sia opportuno in ogni caso valutare un approccio chirurgico di tipo radicale, associato eventualmente a radioterapia .Avendo la malattia un probabile sviluppo extraprostatico , questo approccio non avrebbe intento curativo ,ma aumenterebbe in ogni caso l'aspettativa di vita . ( Come si evince dall'attuale letteratura internazionale).
Cordiali saluti
Bruno Gorgone
Bruno

[#4] dopo  
Utente 324XXX

Desideravo chiedere al Dott. Gorgone se con l'approccio chirurgico di tipo radicale non potrebbe esserci il rischio di una disseminazione cellulare?

Al dott. Masala desideravo chiedere : visto che la terapia ormonale e' quella esatta, avete delle statistiche in merito alla durata cioe' in genere per quanto tempo potra' essere efficace prima di diventare ormonorefrattario e quindi non fare più effetto? In genere la radioterapia tridimensionale puo'aumentare l'aspettativa di vita?
Sa se in Sicilia ci sono centri che eseguono questo tipo di trattamento da lei descritto?

Grazie a tutti

[#5] dopo  
Utente 324XXX

Dott. Mallus desideravo chiederle: la terapia ormonale agisce anche sui linfonodi?ci sara' una regressione dei linfonodi?

E' possibile che ci siano metastasi encefaliche? E'consigliabile eseguire una tac encefalo o pensa che non ce ne siano?
Grazie

[#6]  
Dr. Roberto Mallus

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Certamente sì,Riguardo alle metastasi cerebrali, non è sede di ripetizioni da adc prostata.
Comunque sarà il passare del tempo unitamente all'abbassamento del PSA che la tranquillezzeranno molto più delle mie parole.
Cordialissimi saluti
Dott.Roberto Mallus

[#7] dopo  
Utente 324XXX

Gentile dott. Mallus, volevo intanto ringraziarla per le informazioni che mi da, capirà siamo entrati in questo tunnel per questo maledetto problema e volevo chiederle : Lei sa su basi statistiche quando piu' o meno puo' essere efficace la terapia ormonale prima di diventare ormonorefrattario?
Grazie per le sue parole di conforto, ne abbiamo tanto bisogno.
Le faro' sapere il nuovo controllo di psa che ripetera' il giorno 30 aprile.
Patrizia

[#8]  
Dr. Bruno Gorgone

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Nel caso di suo padre potrebbe già esservi una estensione extraprostatica della malattia, altrimenti non v'era dubbio del tipo di terapia da adottare.
Bruno

[#9]  
Dr. Tommaso Corvasce

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gentile utente: la malattia di stuo padre appare avanzata ai linfonodi retroperitoneali quindi possiamo anche considerarla clinicamente sistemica. orbene, continui la terapia medica in atto. entro 6 mesi dall'inizio del blocco androgenico il psa dovrebbe situarsi < o uguale a 4 (sarebbe gia' un buon risultato). controlli il psa ogni 2 mesi fino al 6° mese. arrivederci. uroandros@hotmail.com

[#10] dopo  
Utente 324XXX

Gentili Dottori, volevo farvi sapere che dopo un mese di trattamento il PSa di mio padre e' sceso a 13. Eravamo partiti da 311.22
Certo e' un ottimo risultato, Ma quanto durerà. COsa ne pensate? Adesso si puo' pensare ad un possibile intervento o altro trattamento?
Perche' se continua con la sola terapia ormonale poi, quando il psa comincia a risalire cosa altro si potra' fare?
Grazie a tutti

[#11] dopo  
Utente 324XXX

Gentili dottori, mio padre ha eseguito un ciclo di 44 sedute di radioterapia ultimate a novembre 2007 e il suo PSA subito dopo il trattamento è risultato 0.07.
L'eco trans rettale non mette in evidenza nessun segno di sconfinamento. Ma, dopo due mesi il PSA risulta 0.27 e ad aprile 2008 e' 0.49.
Il medico ha eseguito una nuova eco trans rettale e ci ha riferito di uno sconfinamento che prima non vedeva ed inoltre ha consigliato la sostituzione del casodex 50 mg con Androcur 100 mg.e lo step successivo qualora ci sia la refrattarietà anche a questo farmaco,sara' la chemioterapia per os.
Quale e' la differenza tra casodex ed androcur?
Questo aumento di psa potrebbe significare una ripresa della malattia?
La situazione secondo voi, sta peggiorando? Perche' il casodex dopo solo un anno di trattamento non ha mantenuto stabile il psa?
E se succedesse lo stesso con l'androcur?
Attendo risposte
Grazie