Utente 164XXX
Buonasera. Mio padre di 50 anni è stato sottoposto a cistoscopia per la rimozione di un polipo e il prelievo di una parte per la biopsia.
Il referto recita testualmente:
1) Adenocarcinoma discretamente differenziato, G3, con diffuse aree necrotiche intratumorali.
2) Estesa infiltrazione neoplastica della base d'impianto, con interessamento muscolare, ed aspetti di differenziazione squamosa.
pT2

Alla luce di questo risultato è stata consigliata l'asportazione della vescica, al più presto, e la ricostruzione della stessa (p.s. i reni dall'ecografia sono a posto).

Le mie domande sono:
1) L'indicazione all'asportazione è corretta?
2) Quale sarà la qualità di vita successivamente?
3) E' possibile preservare la potenza sessuale e, da questo punto di vista, che problemi può avere?
4) L'intervento è risolutivo e l'aspettativa di vita è normale?
Quali sono i centri migliori in Italia?(mi hanno parlato bene di padova..)
Scusate per le troppe domande ma siamo molto preoccupati.
Cordiali saluti
Vi ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Michelangelo Sorrentino

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Gentile utente,

su questa diagnosi l'indicazione terapeutica è corretta.
L'unica terapia che può guarire da un tumore infiltrante della vescica è la cistectomia.
La qualità della vita dipende dallo stato di salute generale del paziente e dalla sua capacità di adattarsi alla nuova condizione (perchè una neovescica non è una vescica nuova, ma qualcosa che si avvicina al concetto e alla funzione della vescica ma che ha caratteristiche differenti).
Esistono delle tecniche di cistectomia nerve sparing che quindi preservano o meglio cersano di preservare la funzione erettile, ma la loro eseguibilità dipende dalla situazione clinico anatomica del paziente.
L'intervento può essere risolutivo se la lesione è ancora tutta contenuta nella vescica e3 in questo caso l'aspettativa di vita è buona.
Esistono tanti centri di buon livello: oltre padova, milano,roma ma sicuramente anche palermo o catania.

Cordialmente
Michelangelo Sorrentino

[#2] dopo  
Utente 164XXX

Salve, intanto la ringrazio per la risposta.
Vorrei porle un'altra domanda se possibile:
Vorrei capire quanto sono attendibili i risultati di una biopsia; cioè bisogna prendere per buono il risultato dell'esame che da un certo laboratorio oppure sarebbe ideale anche una doppia verifica? la ringrazio ancora

[#3] dopo  
Dr. Roberto Mallus

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La risposta dell'esame istologico non lascia dubbi, cmq Le verrà consigliato anche un altro esame stadiante la TC addominale o una RMN prima di un intervento chirurgico radicale.
Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

[#4] dopo  
Dr. Michelangelo Sorrentino

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Conferma che la diagnosi istologica sembra lasciare pochi dubbi, ed è ovvio che prima di avviarsi per un percorso chirurgico così impegnativo si faranno degli accertamenti per immagini.

Cordialmente
Michelangelo Sorrentino

[#5] dopo  
Utente 164XXX

Scusate ancora se insisto sulla cosa ma guardando su internet il sistema di classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raggruppa i carcinomi a cellule di transizione (CCT) in tre gradi che corrispondono a cellule bene (G1), moderatamente (G2) e mal (G3) differenziate;
Riporto ancora da un'altro sito:
"A seconda del grado di anaplasia cellulare (G) possiamo classificare i tumori vescicali in:

•G0 Assenza di cellule neoplastiche;
•G1 Tumore ben differenziato;
•G2 Tumore mediamente differenziato;
•G3 Tumore scarsamente differenziato."

Nel referto della biopsia che Vi ho postato si legge "Adenocarcinoma discretamente differenziato, G3, con diffuse aree necrotiche intratumorali."
Il mio dubbio è: se la classificazione riporta che la categoria G3 parla di tumore scarsamente differenziato, mentre la biopsia associa il G3 alla parola "discretamente differenziato" che, se non sbaglio vuol dire cellule ben differenziate, non c'è una contraddizione in questo?
In poche parole la parola discretamente differenziato non dovrebbe corrispondere al grado G3 ma al massimo G1 o G2....
Alla luce di questo può essere consigliabile una nuova biopsia presso un altro ente, visto che si parla di asportare un organo?
scusate ma arrivati a questo punto il dubbio può anche sorgere.
grazie

[#6] dopo  
Dr. Michelangelo Sorrentino

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gentile utente,
nel caso di suo padre non si tratta di un carcinoma a cellule transizionali, ma di un adenocarcinoma che è una forma più aggressiva e invasiva di tumore della vescica; inoltre l'indicazione alla cistectomia non è data tanto dal G3 quanto dall'interessamento degli strati più profondi della parete vescicale (estesa infiltrazione della base di impianto con interessamento della muscolare).
Pertanto resta poco margine per pensare ad altre soluzioni.

Cordialmente
Michelangelo Sorrentino

[#7] dopo  
Dr. Roberto Mallus

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Concordo sulla valutazione del collega e siamo a disposizione dopo gli ulteriori accertementi radiologici.
Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

[#8] dopo  
Utente 164XXX

Salve riporto integralmente il risultato della TAC:

ESAMI T.C. ADDOME COMPLETO CON MDC T.C. TORACE CON MDC Lo studio T C eseguito prima ed dopo MDCV. In corso di esame il pz ha presentato reazione al MDCV, con vomito a getto. Con tali limiti l'esame risulta carente nella fase portale sul fegato. Nonostanti i limiti su descritti, il fegato non presenta alterazioni TDM riconducibili a secondarismi. La milza i reni ed i surreni, come il pancreas non evidenziano alterazioni di tipo focale. Non dilatazione delle vie biliari intra epatiche La vescica presenta lesione infiltrante della parete latero-inferiore di dx, con dimensioni massime di circa 53x21mm, infiltrando il meato uretrale omolaterale risultando indissociabile dalla pro stata nella porzione inferiore. Minima la dilatazione dell'uretere a monte a dx. Il grasso perivescicale a d x presenta valori densitometrici aumentati come segno di infiltrazione. Peraltro sono rilevabili linfoadenopatie iliache ed iliache interne del diametro massimo di circa 13mm. Non è presente versamento fluido in ambito pelvico. Il parenchima polmonare ridulta indenne da lesioni focali del parenchima polmonare. Non versamento pleurico, nè linfoadenopatie ilo-mediastiniche. Utile valutazione Urologica.

1)Che tempi ci sono per intervenire scongiurando un'infiltrazione esterna grave sugli altri organi?
In parole povere quale tempo massimo abbiamo per intervenire?
2)Potete spiegarmi il significato delle "linfoadenopatie iliache ed iliache interne del diametro massimo di circa 13mm" e "infiltrando il meato uretrale omolaterale risultando indissociabile dalla prostata nella porzione inferiore"?
Chiedo questo perche purtroppo le liste d'attesa parlano di settembre se va bene....Anzi chedo a Voi Medici, di indicarmi eventualmente qualcuno, in tutta Italia, in grado di fare l'intervento prima possibile....grazie

[#9] dopo  
Dr. Roberto Mallus

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Gent.le utente,
la TAC dimostra una neoplasia infiltrante della vescica mentre le linfoadenopatie non sono sicuro segno di ripetizione linfonodale.
Verrà sicuramente eseguita prima della cistectomia radicale una linfadenectomia e qs per stadiare la malattia e prepararsi per ulteriori terapie.
Riguardo ai tempi di un sistema sanitario nazionale " in agonia" e per giunta nel mese di agosto purtroppo non sono in grado di aiutarLa in quanto anche per la struttura in cui esercito l'intervento non è possibile prima di settembre.
Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

[#10] dopo  
Utente 164XXX

Buonasera gentili Dottori.
Vi aggiorno sulla situazione. Ad agosto fortunatamente è stata fatta la ricostruzione della vescica, tutto è andato bene anche dal punto di vista dell'esame dei linfonodi che è risultato negativo, quindi il male era confinato nella vescica.

Arrivato a casa dopo un lungo viaggio in auto, gli è venuta la febbre abbastanza alta (39-39,5) e consultando il dottore si è reso necessario mettere di nuovo un catetere in quanto sembra ci sia stato un problema con il muco e contemporaneamente gli è stata prescritta una settimana di antibiotico intramuscolo (rocefin); infatti la febbre è scesa il giorno dopo.
Il problema è che dopo un paio di giorni la febbre si è ripresentata, ma stavolta più bassa (variabile fra 37 e 38);
Quello che vi chiedo è:
1)quale può essere il motivo di questa febbre?
2) forse è dovuta ad un'altra infezione?
3) le iniezioni di rocefin non sono bastate a eliminare l'infezione?

Il dottore ha detto di tenere il catetere ancora per una settimana...ma ancora non ho avuto modo di approfondire questi aspetti.

grazie per la cortesia.